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Novant'anni di Lino Banfi: da Pasquale Zagaria a Oronzo Canà, fino a Nonno Libero

Domani, 9 luglio 2026, Lino Banfi festeggia 90 anni. Dall'avanspettacolo a Oronzo Canà, la carriera di Pasquale Zagaria in cifre e passaggi chiave.

Domani, 9 luglio 2026, Lino Banfi compie novant'anni. All'anagrafe risulta Pasquale Zagaria, nato ad Andria il 9 luglio 1936 e registrato soltanto l'11 luglio, cresciuto a Canosa di Puglia dove la famiglia si trasferì quando aveva tre anni. Il compleanno arriva dopo oltre sei decenni di attività continua tra palcoscenico, cinema e televisione.

Dagli anni cinquanta all'avanspettacolo

Il percorso di Banfi comincia contro il parere della famiglia. I genitori lo indirizzano verso il seminario, ma è nelle recite parrocchiali che emerge il talento comico: sarà il vescovo di Andria, Giuseppe Di Donna, a suggerirgli di scegliere la strada dello spettacolo. Gli anni successivi restano i più difficili: la vigilia di Natale del 1954, soccorso a Napoli da un posteggiatore abusivo di nome Ciro, arriva a Milano dormendo nelle stazioni ferroviarie e negli edifici in costruzione.

Nel 1954 entra nella compagnia di Arturo Vetrani e impara il mestiere nei teatri di varietà. Si presenta come Lino Zaga, ma è Totò a consigliargli di non accorciare il cognome Zagaria: sarà il suo impresario a estrarre il nuovo nome, Banfi, dal registro di una scuola elementare. Il debutto televisivo arriva nel 1964 con «Biblioteca di Studio Uno» di Antonello Falqui, cui seguono le partecipazioni a «Speciale per voi» di Renzo Arbore e gli spettacoli del Cabaret Sancarlino accanto ad Anna Mazzamauro, Enrico Montesano e Lando Fiorini.

Il dialetto pugliese come cifra riconoscibile

La cifra distintiva di Banfi non nasce da un genere ma da una lingua. Le parole storpiate, gli equivoci lessicali e gli accenti pugliesi diventano un codice comico riconoscibile immediatamente dal pubblico nazionale. Nel 1971 Nanni Loy gli affida un ruolo drammatico in «Detenuto in attesa di giudizio», dove interpreta il direttore del carcere: una prova misurata che apre uno spazio di credibilità oltre il registro comico. Due anni dopo arriva il primo ruolo da protagonista con «Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia», dove il cognome del personaggio richiama ironicamente quello dell'attore.

Segue la stagione della commedia sexy all'italiana con Edwige Fenech, Gloria Guida, Nadia Cassini e Alvaro Vitali: «La liceale nella classe dei ripetenti», «L'infermiera di notte» e «La soldatessa alle grandi manovre» dominano i botteghini della seconda metà degli anni Settanta. Il 1984 fissa Oronzo Canà nell'immaginario collettivo: l'allenatore della Longobarda de «L'allenatore nel pallone» resta ancora oggi la citazione più ricorrente tra tifosi e giornalisti sportivi, con la sua «bi-zona» e le intuizioni calcistiche surreali.

Nel 1986 Dino Risi gli affida «Il commissario Lo Gatto», altra prova che allarga il registro. La svolta televisiva è del 1998, quando Banfi entra nel cast di «Un medico in famiglia» come Nonno Libero: la serie tiene il pubblico fino al 2016 e apre l'immagine dell'attore a generazioni anagraficamente distanti da quelle della commedia anni Ottanta. Nel 2016 la comparsata in «Quo vado?» accanto a Checco Zalone conferma la sua tenuta al botteghino.

A novant'anni ancora in produzione

Il compleanno arriva in una fase produttiva. Nel marzo 2026 il Bif&st di Bari ha assegnato a Banfi il Premio Arte del Cinema e ha presentato in anteprima il docufilm «Lino d'Italia: storia di un italieno», dedicato al suo percorso. HarperCollins Italia ha pubblicato il memoir autobiografico «90, non mi fai paura!», presentato al Salone internazionale del Libro di Torino davanti a una folla di lettori. Con il figlio Walter, regista e produttore, l'attore sta lavorando al podcast «Parlando con le stelle».

Sul versante dei riconoscimenti locali, tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 sono arrivate le cittadinanze onorarie di Sala Consilina e San Severo. Nel 2024 Canosa di Puglia ha intitolato al suo cittadino più noto il foyer del Teatro Lembo. Nel 2001 Banfi era stato nominato ambasciatore Unicef, ruolo che ha portato avanti negli anni successivi. La famiglia, dopo la scomparsa della moglie Lucia Lagrasta nel 2023, continua a gestire l'Orecchietteria Banfi, il ristorante aperto a Roma con i figli Rosanna e Walter.

Il compleanno di domani non arriva alla fine di una carriera ma nel mezzo di nuovi progetti: un memoir appena stampato, un podcast in registrazione, un docufilm in tour. È la traiettoria di un attore che a novant'anni ha ancora un lavoro da consegnare al pubblico, e che continua a farlo dalla stessa cifra linguistica con cui è partito nel 1954.

Pubblicato il: 8 luglio 2026 alle ore 09:37