A Catania dal 22 al 24 ottobre va in scena la seconda edizione del Festival dell'Educazione civica, con il tema "Valori e simboli della Repubblica" legato all'ottantesimo anniversario dell'Italia repubblicana. La tre giorni, patrocinata da Senato, Camera, Regione Siciliana, Comune e Università, torna nella città dove la materia è nata quasi settant'anni fa.
Il programma dei tre giorni
L'apertura è fissata per giovedì 22 ottobre alle 15.30 nell'Aula 3 del Palazzo centrale dell'Università di Catania. Tra gli interventi istituzionali annunciati figurano il rettore Enrico Foti, il sindaco Enrico Trantino, il direttore dell'Ufficio scolastico provinciale Emilio Grasso, l'arcivescovo Luigi Renna e il prefetto Pietro Signoriello. È previsto un videomessaggio della sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti.
Il venerdì ospita i workshop operativi al Dipartimento di Scienze della Formazione e al Liceo Spedalieri. Si lavora su legalità e cittadinanza attiva, su didattica digitale e intelligenza artificiale, sullo stesso terreno battuto da iniziative come l'Internet Festival di Pisa 2026, con scuole e atenei dentro i panel sulle tecnologie. Un workshop internazionale coinvolge direttamente i Consolati italiani di Ginevra e Friburgo sull'insegnamento dell'italiano come seconda lingua, sul filo del dialogo tra scuola, musei e istituzioni consolari sperimentato dal progetto AMACI al Consolato di Parigi.
Sabato 24 ottobre il Festival si chiude al Convitto Nazionale "Mario Cutelli" con un approfondimento sulla democrazia ateniese curato dal preside Salvatore Vizzini e la proclamazione degli Ambasciatori dell'Educazione civica, accompagnata dalla consegna di benemerenze e attestati.
Dal Castello Ursino 1957 al DM 183 di Valditara
La scelta di Catania non è casuale. Dal 9 all'11 febbraio 1957, nelle sale del Castello Ursino, si tenne il XXXVI convegno nazionale dell'UCIIM sul tema "Il problema di educare la gioventù alle virtù civiche e alla democrazia". Gli atti e i materiali, portati a Roma e rielaborati da una commissione ministeriale, sfociarono nel DPR 585 del 13 giugno 1958, firmato dal presidente Giovanni Gronchi e dall'allora ministro della Pubblica Istruzione Aldo Moro. Era la prima introduzione ufficiale della disciplina nelle scuole italiane, con due ore al mese dentro l'insegnamento di storia e un voto unico.
Da lì il percorso è stato a fasi alterne. Nel 2008 la ministra Mariastella Gelmini sostituì la vecchia dicitura con "Cittadinanza e Costituzione", senza voto autonomo. La materia torna disciplina trasversale con la Legge 92 del 20 agosto 2019: 33 ore annue obbligatorie dall'infanzia alla secondaria di secondo grado, valutazione periodica e finale, docente coordinatore in ogni consiglio di classe.
Il 7 settembre 2024 il ministro Giuseppe Valditara ha firmato il decreto 183, che manda in soffitta le Linee guida del 2020 e introduce 12 traguardi di apprendimento definiti a livello nazionale, uno per ciascun livello scolastico. I nuclei restano tre: Costituzione, sviluppo economico e sostenibilità, cittadinanza digitale. La seconda edizione del Festival, con il tema sui valori e simboli della Repubblica, raccoglie questo filo e lo riporta nel punto esatto di origine. Il percorso completo è consultabile nelle Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Cosa cambia nelle aule e nel calendario culturale
Per docenti e studenti il quadro operativo è cambiato in corsa. I curricoli delle scuole non si costruiscono più in autonomia sui tre nuclei: dall'anno scolastico 2024/2025 devono riferirsi ai traguardi nazionali del DM 183. La Costituzione nella sua dimensione storica, giuridica e valoriale diventa il fondamento del percorso, con riferimenti espliciti ai simboli e ai valori della Repubblica che l'appuntamento catanese mette al centro.
I workshop del 23 ottobre affrontano i nodi più discussi delle nuove indicazioni: la cittadinanza digitale e l'intelligenza artificiale sono i terreni su cui il docente coordinatore fatica di più a tenere insieme i contributi dei vari insegnanti del consiglio di classe. La riflessione sulla democrazia ateniese del sabato restituisce la cornice storica a una materia che continua a oscillare tra ora autonoma, insegnamento trasversale e disciplina dentro un'altra disciplina, come era nel 1958. Nel frattempo il calendario culturale italiano si prepara anche alla corsa per la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2028 e al verdetto del Ministero della Cultura, un altro tassello della cittadinanza culturale che il Festival vuole intrecciare con la scuola.
Le due giornate di workshop sono il momento in cui dirigenti e insegnanti possono confrontare esperienze reali di aula e capire come tradurre i 12 traguardi nazionali in programmazione quotidiana.