Test del sangue per scoprire età biologica degli organi : la novità arriva da Stanford
Il recente studio della Stanford University ha sviluppato un test del sangue innovativo capace di stimare l'età biologica di undici organi diversi analizzando oltre 3.000 proteine plasmatiche in quasi 45.000 partecipanti del progetto UK Biobank. Questo approccio, basato su algoritmi di intelligenza artificiale, confronta la firma proteica individuale con quella media di persone della stessa età anagrafica, fornendo una misura specifica per ogni organo monitorato. I risultati hanno rivelato che circa un terzo dei partecipanti presenta almeno un organo il cui invecchiamento biologico diverge significativamente dall'età anagrafica, mostrando combinazioni eterogenee che evidenziano un invecchiamento non uniforme degli organi all'interno della stessa persona. Il test ha rilevato che l'età biologica del cervello è il miglior indicatore di longevità e rischio di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, con un cervello più vecchio che triplica la probabilità di diagnosi futura. Anche altri organi come cuore, polmoni, reni e fegato mostrano correlazioni tra età biologica avanzata e maggior rischio di patologie specifiche. Tuttavia, è importante interpretare correttamente i risultati: l'età biologica non è una diagnosi medica, ma piuttosto un indicatore probabilistico dello stato funzionale degli organi, complementare agli esami clinici tradizionali. Il test stima età distinte per ogni organo e può divergere sensibilmente dall'età anagrafica. L'arrivo sul mercato è previsto entro tre anni, dopo ulteriori validazioni cliniche e approvazioni regolatorie. Alcune limitazioni attuali riguardano la prevalenza di popolazioni europee nello studio e la necessità di adattare lo strumento a diversi contesti etnici e sanitari. In Italia, l'introduzione nei servizi sanitari dipenderà da approvazioni formali come quella dell'EMA. Questa tecnologia apre prospettive rivoluzionarie per la prevenzione personalizzata, permettendo di monitorare e intervenire sugli organi più vulnerabili in modo calibrato sul profilo biologico individuale, ma richiede ancora una fase di verifica e integrazione nella pratica clinica.