Superagers, gli ottantenni che ricordano come i cinquantenni
Il recente studio guidato dal team della Ewha Womans University, pubblicato nel gennaio 2025 su GeroScience, ha analizzato per due anni un gruppo di 153 anziani tra i 61 e i 93 anni a Seoul, focalizzandosi sui superagers, persone over 80 con memoria episodica paragonabile a quella dei cinquantenni. Tramite risonanza magnetica e algoritmi di deep learning è stato quantificato il Brain Age Gap (BAG), ovvero la differenza tra l’età cerebrale stimata e quella anagrafica. I superagers presentavano un BAG medio negativo, che si è accentuato nel tempo, mentre gli anziani tipici mostravano un BAG positivo in aumento. Questo risultato indica che alcuni cervelli invecchiano più lentamente, mantenendo uno spessore corticale maggiore e una migliore conservazione neuronale in aree chiave per memoria e attenzione. Il BAG, strumento innovativo derivato da un modello di intelligenza artificiale addestrato su oltre 800 cervelli sani, permette di misurare la “giovinezza” cerebrale rispetto all'età cronologica. Nel gruppo osservato, il divario tra superagers e anziani tipici è raddoppiato in due anni, passando da 2,4 a 5,2 anni di età cerebrale differente. Tuttavia, lo studio sottolinea come la giovinezza cerebrale sia una proprietà strutturale stabile nel tempo, legata sia a fattori genetici che ad aspetti di riserva cognitiva e stile di vita, senza individuare una causa univoca. In Italia, con 4,59 milioni di over 80 e una significativa prevalenza di demenza, la ricerca assume particolare rilievo per lo sviluppo di strategie di monitoraggio e prevenzione. Pur non essendo disponibile clinicamente il BAG, raccomandazioni comuni includono controlli neurologici tempestivi, stimolazione continua della memoria e uno stile di vita attivo e sociale. Lo studio rappresenta un prezioso contributo descrittivo, senza offrire cure immediate, ma invita a riflettere sull’importanza di approfondire le ragioni per cui alcuni cervelli mostrano un invecchiamento rallentato, con potenziali ricadute per la salute pubblica in una popolazione sempre più anziana.