Sequestro a Sollicciano: il decreto 81/2008 entra nelle celle
Nel giugno 2026, il tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni del carcere di Sollicciano a causa delle pessime condizioni igieniche e di sicurezza, violando le norme previste dal decreto legislativo 81/2008, applicato per la prima volta alle celle carcerarie. L'indagine, a carico di ignoti e condotta da più organi, è motivata dal fatto che le sezioni sono luoghi di lavoro per il personale penitenziario e per i detenuti impegnati in progetti retribuiti, quindi soggette agli stessi standard di sicurezza e abitabilità degli ambienti lavorativi. Circa 230 detenuti sono stati trasferiti in altre strutture entro due mesi, e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha stanziato 9 milioni di euro per la riqualificazione. Il sovraffollamento di Sollicciano raggiunge il 153%, superiore alla media nazionale del 139,1%, e rappresenta un problema diffuso nel sistema penitenziario italiano, che negli ultimi anni ha visto un alto tasso di suicidi e condanne a livello europeo per le condizioni carcerarie. La vicenda sottolinea l’importanza di trattare le celle come luoghi di lavoro e abitativi secondo standard normativi stringenti, aprendo un precedente giuridico rilevante per il sistema penitenziario nazionale.