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Ryanair chiede il divieto di alcolici in aeroporto: la proposta del CEO

Il CEO di Ryanair, Michael O'Leary, ha denunciato un crescente fenomeno di passeggeri molesti a bordo, con quasi un volo deviato ogni giorno a causa di comportamenti fuori controllo, molto più frequenti rispetto a dieci anni fa. Questi episodi, spesso legati a un consumo eccessivo di alcol e droghe negli aeroporti, generano costi elevati per la compagnia, comprese spese di carburante aggiuntive e azioni legali. Per arginare il problema, Ryanair propone di vietare la vendita di alcolici nelle prime ore del mattino negli aeroporti e di imporre un limite di due drink per passeggero, simile a sistemi già usati nei duty free. O'Leary punta il dito contro i bar aeroportuali, ritenuti responsabili del facile accesso ad alcol a orari mattutini e durante lunghi tempi di attesa ai gate, momenti critici per il possibile abuso. Inoltre, evidenzia un allarmante mix tra alcol e droghe utilizzate da passeggeri prima dell’imbarco, che aggrava la gestione delle situazioni a bordo. La compagnia ha già introdotto multe di 500 euro per condotte moleste e sta procedendo con azioni legali per recuperare spese legate a deviazioni di volo, avanzando richieste fino a 15.000 euro. La proposta ha diviso stakeholder e opinione pubblica: mentre le compagnie aeree spingono per maggiori restrizioni per garantire sicurezza e contenere costi, gestori aeroportuali e operatori dei bar vedono un rischio per il fatturato e i diritti dei passeggeri. Limitare la vendita di alcol negli scali tocca la libertà individuale di scelta, ma secondo O'Leary è indispensabile per contenere i disordini. Al momento, la decisione spetta ad autorità aeroportuali e regolatori, e alcune limitazioni orarie o di consumo esistono già in alcuni aeroporti europei, ma senza una normativa armonizzata a livello continentale.

Pubblicato: 11/5/2026 Durata: 58 sec