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Prati alti in città: cos'è la gestione differenziata del verde

La gestione differenziata del verde, nota anche come sfalcio ridotto, è una strategia adottata per diminuire la frequenza del taglio dell'erba allo scopo di favorire la biodiversità e la fioritura spontanea nelle aree verdi urbane. A Milano, nel 2026, questa pratica interessa 94 aree certificate per una superficie complessiva di 1,68 milioni di metri quadrati. Contrariamente a quanto si possa pensare, non si tratta di abbandono, ma di una scelta ecologica attentamente programmata e monitorata dal gruppo di ricerca ZooPlantLab dell'Università di Milano-Bicocca. Lo studio condotto nel 2024 ha evidenziato un significativo aumento medio del 30% degli insetti, con picchi del 60% in aree ricche di specie floreali come trifogli, centauree e carote selvatiche. Questi vantaggi si affiancano alla tutela degli impollinatori, alla mitigazione delle isole di calore urbane e a una gestione più efficace dell'acqua piovana. Il progetto s'inserisce nel National Biodiversity Future Center, collegato al PNRR, che coinvolge migliaia di ricercatori in tutta Italia. La distinzione tra un'area a gestione differenziata e una trascurata avviene grazie a una gestione attiva caratterizzata dalla presenza di cartellonistica esplicativa, confini netti tra zone a taglio tradizionale e aree a erba alta, e la presenza di fiori spontanei di varia natura. Le aree gestite non sono semplicemente lasciate a sé stesse, ma sottoposte a interventi programmati 2-4 volte l'anno, evitando il taglio settimanale ordinario. In questo modo, le piante possono completare il proprio ciclo vegetativo, incentivando un habitat ricco per insetti impollinatori e altre specie. Milano ha coinvolto cittadini e Municipi nell'individuazione delle zone più adatte, escludendo aree di utilizzo intensivo per attività ricreative quotidiane. Gli errori più comuni consistono nel confusionare le zone a erba alta con abbandono, non considerare la qualità botanica nell'efficacia della biodiversità, o applicare senza pianificazione queste tecniche negli spazi privati, che richiedono interventi mirati per evitare la dominanza di specie invasive come le graminacee. Per riconoscere tali aree, è utile cercare i cartelli informativi del Comune, fiori spontanei eterogenei, bordi definiti rispetto al prato tradizionale e la presenza visibile di insetti come api e farfalle. La pratica, diffusa anche in altre città europee, può essere richiesta nei comuni contattando gli assessorati all’ambiente e partecipando alle consultazioni pubbliche per proporre nuove zone di gestione differenziata. Nei giardini privati, il successo della tecnica richiede la riduzione controllata del taglio abbinata all’introduzione di piante fiorite native e il controllo delle specie dominanti invasive. Completamente attuata, questa strategia permette alle città di incrementare concretamente la biodiversità urbana senza interventi costosi o complessi, semplicemente lasciando spazio alle piante e agli insetti nei luoghi più opportuni.

Pubblicato: 06/06/2026 Durata: 79 sec