Loading...

Perché non tagliare l'erba in un angolo salva le api urbane: I dati ISPRA

In Italia vivono 151 specie di api native, delle quali 34 sono minacciate secondo l'ISPRA. Questo declino è principalmente causato dalla perdita di habitat naturale e dall'uso di pesticidi come i neonicotinoidi. Gli impollinatori offrono un contributo fondamentale all'agricoltura italiana, con un valore di circa 3 miliardi di euro all'anno, evidenziando l'importanza della loro protezione. Diverse città italiane, tra cui Milano, Bergamo e Parma, hanno adottato programmi di sfalcio differenziato che permettono alle aree verdi di conservare parti non tagliate per favorire la fioritura spontanea, essenziale per il nutrimento delle api, specialmente in primavera. Il movimento "No Mow May", nato nel Regno Unito, invita a non falciare il prato per tutto il mese di maggio, periodo critico per le api. In Italia questa idea si è trasformata nello "sfalcio differenziato", che consente di lasciare zone di verde pubblico più naturali e fiorite. Questa pratica è economica e ha dimostrato che anche piccoli spazi non falciati supportano la presenza di numerose specie vegetali e forniscono nettare e polline a api solitarie, bombi e altri impollinatori, aiutando a contrastare la scarsità alimentare nelle aree urbane curate e rasate. Per creare un ambiente favorevole alle api è possibile scegliere un angolo verde di almeno un metro quadrato e lasciarlo crescere senza tagli tra aprile e luglio, piantare fiori nativi come tarassaco, trifoglio, margherite, e evitare pesticidi ed erbicidi. Anche piccoli spazi, come balconi con piante aromatiche, possono risultare di grande aiuto. Errori comuni includono la falciatura precoce e l'uso di piante esotiche, meno utili per le api locali. La gestione oculata del verde urbano è fondamentale per proteggere la biodiversità degli impollinatori, tematica ormai centrale nelle politiche ambientali italiane ed europee.

Pubblicato: 22/5/2026 Durata: 65 sec