Educazione affettiva a scuola: il racconto degli abusi subiti
Il 19 maggio 2026, durante l'esame di terza media, una studentessa di tredici anni ha denunciato pubblicamente molestie subite dal cugino, grazie al coraggio acquisito nel percorso educativo "W l'amore", attivo in Emilia-Romagna dal 2013. Questo progetto, che ha coinvolto circa 15.000 studenti, si caratterizza per un approccio integrato sull'affettività e la sessualità, con moduli che spaziano dalla pubertà alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, condotti da insegnanti e operatori formati. I dati evidenziano come la maggior parte degli studenti si senta a proprio agio nel trattare questi temi dopo il percorso. Nonostante risultati positivi, il contesto nazionale è segnato dal DDL Valditara approvato alla Camera nel dicembre 2025, che limita l'educazione sessuale nelle scuole, vietandola alle elementari e imponendo il consenso scritto dei genitori nelle scuole medie, mantenendo così un vuoto normativo rispetto ad altri Paesi europei dove l'educazione sessuale è obbligatoria da decenni. L'articolo sottolinea errori comuni nell'approccio all'educazione affettiva, quali la riduzione dell'insegnamento alla mera anatomia, l'affidarsi esclusivo al consenso genitoriale che può escludere situazioni di abuso, e la mancanza di integrazione nella quotidianità scolastica. Infine, il testo evidenzia come programmi come "W l'amore" svolgano un ruolo essenziale nel fornire ascolto e strumenti ai giovani, spesso supplendo alle mancanze del contesto familiare, e auspica una maggiore diffusione e riconoscimento normativo dell'educazione affettiva in Italia.