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Dove il salario minimo basta per vivere in Europa: i dati aggiornati al 2026

L'analisi condotta dal European Trade Union Institute (ETUI) evidenzia un significativo divario tra gli affitti medi nelle capitali europee e i salari minimi nazionali, rendendo insostenibile l'affitto per chi percepisce il salario minimo in 16 delle 21 capitali UE. Il costo medio degli affitti eccede di 218 euro al mese il salario minimo, con un impatto ancora maggiore a causa delle imposte sul reddito che riducono il potere d'acquisto reale. Questa situazione obbliga molti lavoratori a indebitarsi per coprire le spese abitative essenziali, con margini nulli per il risparmio o altre necessità correnti. La disparità degli stipendi minimi europei va da 620 euro in Bulgaria a 2.704 euro in Lussemburgo, indicando ampie differenze territoriali. Solo cinque capitali offrono condizioni relativamente più sostenibili: Bruxelles, Berlino, Nicosia, Lussemburgo e L’Aia, dove il salario minimo supera il costo medio dell’affitto. In contrasto, città come Praga e Lisbona si distinguono per le maggiori difficoltà, con affitti che richiedono quasi il doppio del salario minimo. Anche altre capitali centro-orientali come Budapest, Bratislava e Atene presentano situazioni critiche, dove molti lavoratori al minimo devono indebitarsi per gestire il bilancio familiare. Il report sottolinea come la pressione sugli affitti non sia limitata alle capitali, infatti nelle aree non metropolitane la quota del salario destinata all’affitto raggiunge in media il 42%, superando il 50% in alcuni paesi. L’Italia non è inclusa nello studio per l'assenza di un salario minimo legale nazionale, nonostante le elevate richieste di affitti nelle città principali come Roma e Milano. Il Piano Casa 2026 ha introdotto misure di sostegno per chi spende oltre il 30% del reddito in affitto, ma i criteri escludono ampie fasce di lavoratori. Infine, lo studio mette in guardia da errori comuni nell'interpretazione dei dati, come l'uso del salario lordo anziché netto per confronti reali, la generalizzazione dei prezzi medi degli affitti e l’ignoranza del costo complessivo della vita. La sostenibilità abitativa resta dunque un problema cruciale che si intreccia con la struttura salariale e le politiche pubbliche europee.

Pubblicato: 22/5/2026 Durata: 104 sec