Cos'è NewCleo e come vuole riportare il nucleare in Italia nel 2032
Innovazione nucleare e la nascita di NewCleo NewCleo è una startup italiana fondata nel 2021 dal fisico Stefano Buono, con l'obiettivo di sviluppare piccoli reattori modulari di quarta generazione raffreddati a piombo fuso. L'azienda è attiva in Italia, Francia e Regno Unito e ha raccolto oltre 780 milioni di dollari, puntando a un'offerta complessiva di 27 gigawatt elettrici tramite più di cento reattori in Europa e Stati Uniti. Stefano Buono, esperto con esperienza decennale al CERN e fondatore di un'impresa venduta per miliardi, ha portato questa innovazione nel nucleare. Il modello industriale di NewCleo si basa sulla modularità dei reattori, che sono relativamente compatti (circa sette metri per sei) e prodotti in serie in fabbrica, facilitando il trasporto e l'installazione rapida. Il primo reattore operativo è previsto per il 2032, in linea con le nuove disposizioni normative italiane per il rilancio del nucleare. ### Sicurezza passiva e economia circolare con il piombo fuso e MOX Il grosso salto tecnologico consiste nell'impiego del piombo liquido come refrigerante al posto dell'acqua pressurizzata, configurando il tipo di reattore come LFR (Lead-cooled Fast Reactor). Il piombo ha un punto di ebollizione superiore a 1700°C e non vaporizza alle temperature operative, garantendo una sicurezza passiva che permette di evitare incidenti gravi anche in caso di guasti ai sistemi di pompaggio, grazie alla convezione naturale. Inoltre, il reattore utilizza combustibile MOX, composto da ossidi di uranio e plutonio recuperati dalle scorie nucleari delle vecchie centrali, in un'ottica di economia circolare. Questa soluzione permette di sfruttare circa 200 volte più energia residua nel combustibile esausto, riducendo significativamente la quantità e la pericolosità delle scorie finali, che tornammo a livelli di radioattività naturali in 200-400 anni anziché in decine di migliaia. ### Applicazioni industriali e sfide normative I reattori modulari di NewCleo sono particolarmente adatti per alimentare data center per l'intelligenza artificiale, industrie pesanti e la propulsione navale, segnalando flessibilità d'impiego in settori ad alta domanda energetica. L'azienda ha stretto collaborazioni rilevanti, come con la US Navy e startup come Oklo, per la conversione di plutonio derivato dal disarmo militare in combustibile nucleare. Nel contempo, la società deve affrontare le complessità normative italiane: la realizzazione del primo impianto dipende dall'iter parlamentare per il ritorno al nucleare civile e dalla creazione di un'autorità indipendente per la sicurezza nucleare. Nonostante i grandi investimenti e le promesse tecnologiche, permangono sfide legate ai tempi di autorizzazione, ai costi reali e alla concorrenza con altre iniziative italiane come Nuclitalia. La traiettoria del nucleare italiano di quarta generazione sarà dunque fortemente influenzata dallo sviluppo normativo e dalla coesistenza di filiere tecnologiche multiple.