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10.037 persone senza dimora: cosa dice il primo censimento ISTAT

Il censimento nazionale condotto nella notte del 26 gennaio 2026 ha rappresentato la prima rilevazione uniforme e sistematica delle persone senza fissa dimora in Italia, con un totale di 10.037 adulti contati nelle 14 città metropolitane coinvolte. Promosso da ISTAT e dalla fio.PSD-ETS, il censimento utilizzava il metodo Point in Time, un approccio internazionale standardizzato che fotografa in una sola notte la situazione delle persone in grave marginalità abitativa. Il conteggio ha differenziato chi dormiva in strada da chi si trovava in strutture di accoglienza, rivelando che la distribuzione urbana è concentrata soprattutto in grandi città come Roma e Milano, mentre la percentuale di persone in strada varia sensibilmente da città a città a causa di fattori climatici e della disponibilità di posti letto. Un aspetto cruciale emerso dal rapporto ISTAT riguarda il gap tra la domanda di accoglienza e la capacità delle strutture: di 10.037 persone rilevate, solo 6.678 posti letto erano disponibili nelle strutture notturne, lasciando un terzo delle persone senza la possibilità di un alloggio. Questa discrepanza non è omogenea su tutto il territorio, evidenziando la necessità di interventi mirati per ampliare l’offerta di servizi sociali. Le implicazioni di questo deficit sono rilevanti per la programmazione futura, poiché conoscere con precisione la domanda reale rappresenta il primo passo verso soluzioni efficaci e adeguate alle esigenze locali. Va inoltre sottolineato che il censimento ha escluso alcune categorie di persone in condizione di marginalità, quali quelle che vivono in insediamenti informali o ospitate temporaneamente da privati, nonché tutte le zone non incluse nelle 14 città metropolitane monitorate. Questi fattori indicano che il dato di 10.037 senza dimora è una stima minima, con studi internazionali che stimano una realtà potenzialmente da 1,5 a 3 volte più ampia. Grazie a questa prima base comparabile, rappresenta un punto di partenza fondamentale per successive analisi più dettagliate e per politiche pubbliche più efficaci nel campo dell’emergenza abitativa.

Pubblicato: 16/05/2026 Durata: 75 sec