Il Senato ha approvato il 30 settembre 2026 la riforma CUN con 78 voti favorevoli, 51 contrari e un astenuto. Il testo aggiorna la composizione e i poteri consultivi del Consiglio universitario nazionale, riordinato l'ultima volta oltre venti anni fa, e ora passa alla Camera dei deputati per il secondo esame.
Cosa cambia nella composizione
I componenti scendono da 58 a 38. La rappresentanza del corpo docente passa da 42 a 28 membri, due per ciascuna delle 14 aree disciplinari. Restano invariati i tre rappresentanti del personale tecnico-amministrativo. La rappresentanza studentesca prevede cinque studenti e, per la prima volta, un dottorando di ricerca e uno specializzando, tutti eletti su base nazionale. Entra in scena anche il COPER, la Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca, ma senza diritto di voto.
I numeri della rappresentanza prima e dopo
L'apparente rafforzamento degli studenti previsto dalla riforma CUN va letto in due chiavi. In valore assoluto i seggi studenteschi calano da 8 a 7: un seggio in meno, non uno in più. In peso relativo, invece, la componente studentesca sale dal 13,8% del vecchio CUN (8 su 58) al 18,4% del nuovo (7 su 38).
- Docenti: da 72,4% (42 su 58) a 73,7% (28 su 38). Il peso resta stabile ma vengono meno 14 seggi in valore assoluto.
- Studenti in senso ampio: da 13,8% a 18,4%. Nel conteggio entrano per la prima volta un dottorando e uno specializzando.
- Personale tecnico-amministrativo: da 5,2% a 7,9%, sempre con 3 rappresentanti.
Cambia anche la geometria interna della componente accademica. La composizione oggi in vigore assegna a ciascuna delle 14 aree tre seggi distinti, uno per gli ordinari, uno per gli associati e uno per i ricercatori. Il testo approvato assegna invece due seggi per area, senza vincolare le quote per fascia. In pratica il ricercatore perde il seggio dedicato per area disciplinare, e la sua presenza in Aula dipenderà dagli esiti elettorali. Sulle 14 aree significa 14 seggi di garanzia in meno per i ricercatori, che nella prima applicazione della legge dovranno competere con ordinari e associati per una delle 28 poltrone accademiche.
Il confronto con la prima stesura del testo aiuta a leggere il risultato. Il disegno di legge arrivato in Aula prevedeva 34 componenti, con soli 3 studenti pari all'8,8% del nuovo organo. Gli emendamenti approvati durante l'esame hanno portato l'assemblea a 38 componenti e la rappresentanza studentesca a 7, sommando dottorando e specializzando: 4 seggi in più rispetto al testo iniziale, tutti assegnati alla filiera della formazione superiore.
Nuovi pareri obbligatori e passaggio alla Camera
La riforma amplia i poteri consultivi del Consiglio. Il parere obbligatorio si estende ai requisiti di produttività e qualificazione scientifica per l'accesso alla docenza universitaria e ai criteri di riparto dell'intero Fondo di finanziamento ordinario, non più soltanto la quota premiale. Viene inoltre esteso il nulla osta del CUN all'intero sistema delle chiamate dirette, e non solo alle chiamate riservate alle chiare fama.
Restano fuori dal testo alcune richieste emerse in Commissione, tra cui una rappresentanza più ampia per ricercatori a tempo determinato e personale precario, un nodo sollevato in Aula dalle opposizioni e riflesso nei 51 voti contrari. Il disegno di legge nasce dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero nel 2024, che ha coinvolto CRUI, ANVUR, CNSU, CUN e i presidenti degli enti pubblici di ricerca. Il testo ora passa alla Camera, chiamata a confermare o modificare i numeri approvati dal Senato.
Se Montecitorio darà il via libera senza modifiche sostanziali, il nuovo assetto scatterà con il prossimo rinnovo del Consiglio: le prime elezioni saranno il primo banco di prova della nuova geometria, in particolare per capire quanti ricercatori riusciranno a conquistare uno dei 28 seggi docenti rimasti.
Domande frequenti
Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma CUN approvata dal Senato?
La riforma riduce i componenti del CUN da 58 a 38, riorganizza la rappresentanza delle diverse categorie e amplia i poteri consultivi del Consiglio, in particolare sui requisiti per la docenza universitaria e sui criteri di riparto del Fondo di finanziamento ordinario.
Come cambia la rappresentanza degli studenti nel nuovo CUN?
Il numero assoluto di seggi studenteschi scende da 8 a 7, ma il peso relativo cresce dal 13,8% al 18,4%. Per la prima volta, sono inclusi un dottorando di ricerca e uno specializzando eletti su base nazionale.
In che modo la riforma influisce sulla rappresentanza dei ricercatori?
I ricercatori perdono il seggio dedicato per area disciplinare e dovranno competere con ordinari e associati per i 28 seggi accademici disponibili, senza più una quota di garanzia. Questo rende la loro presenza in Aula dipendente dagli esiti delle elezioni.
Quali sono i nuovi poteri consultivi attribuiti al CUN dalla riforma?
Il CUN avrà parere obbligatorio sui requisiti di produttività e qualificazione scientifica per la docenza universitaria e sui criteri di riparto dell'intero Fondo di finanziamento ordinario. Inoltre, il nulla osta si estende a tutto il sistema delle chiamate dirette.
Cosa succede ora dopo l'approvazione della riforma al Senato?
Il testo passa ora alla Camera dei deputati per il secondo esame. Se la Camera approverà senza modifiche sostanziali, il nuovo assetto entrerà in vigore con il prossimo rinnovo del Consiglio e le prime elezioni applicheranno le nuove regole.