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L'Irlanda chiede 190 milioni, l'Italia spende metà media OCSE
Università

L'Irlanda chiede 190 milioni, l'Italia spende metà media OCSE

Sei chair irlandesi chiedono 190 milioni per gli atenei. In Italia la spesa per studente è già ferma a 8.992 dollari contro 15.102 medi OCSE.

Sei chair degli organi di governo delle università irlandesi hanno chiesto al governo di Dublino un aumento del finanziamento ordinario di 190 milioni di euro nel Budget 2027, e di nuovo l'anno successivo. In Italia la spesa pubblica per studente universitario è già ferma a 8.992 dollari all'anno, contro i 15.102 della media OCSE.

La richiesta dei sei presidenti irlandesi

I firmatari presiedono i consigli di University College Dublin, Trinity College Dublin, University of Galway, University of Limerick, Dublin City University e University College Cork. Manca all'appello Maynooth University, settima associata all'Irish Universities Association. Secondo i sei presidenti il sistema irlandese affronta un ammanco strutturale di oltre 250 milioni di euro l'anno, nonostante le manovre recenti abbiano dimezzato il gap da 307 milioni che il governo aveva riconosciuto nel 2022. La richiesta specifica dell'IUA per il Budget 2027 vale 190,2 milioni di euro di finanziamento annuale aggiuntivo: 131 milioni per coprire ammanchi esistenti e 59,2 milioni per stipendi contrattualizzati e nuovi iscritti. Le sette università irlandesi hanno accolto oltre 10.000 studenti in più tra il 2022 e il 2024, un aumento del 7% senza un adeguamento parallelo del finanziamento pubblico. I chair stimano che circa 9.000 di questi iscritti risultino di fatto non finanziati.

L'Italia parte da una base più bassa

Il confronto con l'Italia rende il quadro irlandese meno drammatico di quanto appaia. Secondo la Country Note Italia di Education at a Glance 2025, la spesa pubblica italiana per studente terziario è di 8.992 dollari a parità di potere d'acquisto, contro una media OCSE di 15.102 dollari. Meno della metà. L'Italia è tra i pochi Paesi dove la spesa pubblica per studente universitario è più bassa di quella per studente della scuola secondaria, un'anomalia che l'organizzazione internazionale segnala in modo esplicito nella scheda dedicata al nostro Paese. Sul fronte interno, il decreto FFO 2026 del MUR ha fissato il Fondo di finanziamento ordinario a 9,415 miliardi di euro, con un incremento di 25,6 milioni rispetto all'anno precedente: appena lo 0,27% in più. Nello stesso arco temporale che l'Irish Universities Association denuncia come critico, gli iscritti agli atenei italiani sono passati da 1,75 a oltre 2 milioni fra il 2018/19 e il 2024/25, un aumento del 16,9%. La progressione irlandese contestata è del 7% in due anni; quella italiana è del 16,9% in sei anni, con una dotazione statale cresciuta molto meno dell'inflazione cumulata.

Cosa cambia per gli atenei italiani

L'analogia funzionale con il caso irlandese è precisa: più iscritti, costi in aumento per contratti e utenze, finanziamento statale che cresce sotto l'inflazione. A Galway l'ateneo ha già annunciato un deficit vicino ai 10 milioni per l'anno accademico in corso e un piano di riduzione della spesa del 7%, con impatto diretto sul personale a contratto. In Italia il segnale non arriva come taglio nominale, ma come erosione silenziosa. Mentre il FFO 2026 cresce di 25,6 milioni, il rinnovo contrattuale del comparto istruzione e ricerca e i costi energetici assorbono cifre superiori, e la differenza gli atenei la coprono con risorse interne, contribuzione studentesca inclusa. La conseguenza pratica per gli studenti si vede in tempi di attesa più lunghi per i servizi didattici, borse di studio contese, aule più affollate nei corsi ad alta iscrizione. Per i docenti si traduce in contratti a tempo determinato prolungati oltre la previsione iniziale e in blocchi di assunzione mascherati da turnover selettivo.

La prossima manovra di bilancio dirà se la richiesta irlandese di 190 milioni farà scuola in Europa. Per il sistema italiano il termine di paragone rilevante non è quella cifra, ma la distanza dai 15.102 dollari per studente della media OCSE, che resta il vero misuratore di quanto lo Stato investe in ciascuno dei suoi 2 milioni di iscritti.

Domande frequenti

Perché le università irlandesi hanno chiesto un aumento del finanziamento pubblico?

I sei presidenti degli organi di governo delle principali università irlandesi hanno chiesto al governo un aumento di 190,2 milioni di euro per coprire ammanchi strutturali, stipendi contrattualizzati e nuovi iscritti, in risposta all'incremento degli studenti e ai costi crescenti non accompagnati da un adeguato aumento dei finanziamenti.

Qual è la differenza tra la spesa pubblica italiana per studente universitario e la media OCSE?

In Italia la spesa pubblica per studente universitario è di 8.992 dollari all'anno, meno della metà rispetto alla media OCSE di 15.102 dollari, secondo i dati di Education at a Glance 2025.

Come ha reagito l'Italia all'aumento degli iscritti universitari negli ultimi anni?

Tra il 2018/19 e il 2024/25, gli iscritti agli atenei italiani sono aumentati del 16,9%, ma il finanziamento statale (FFO) è cresciuto solo dello 0,27% nell'ultimo anno, ben al di sotto dell'inflazione cumulata, costringendo le università a coprire la differenza con risorse interne.

Quali sono le principali conseguenze del sottofinanziamento per studenti e docenti universitari in Italia?

Il sottofinanziamento si traduce in tempi di attesa più lunghi per i servizi, borse di studio più difficili da ottenere, aule affollate e, per i docenti, contratti a tempo determinato prolungati e blocchi di assunzione mascherati da turnover selettivo.

In cosa differisce la situazione italiana rispetto a quella irlandese?

Mentre l'Irlanda affronta tagli di spesa dichiarati e deficit annunciati, in Italia l'erosione del finanziamento avviene in modo più silenzioso, con l'aumento dei costi che supera le risorse statali senza interventi strutturali adeguati.

Cosa rappresenta la media OCSE nella valutazione del finanziamento universitario italiano?

La media OCSE di 15.102 dollari per studente universitario è il vero parametro di riferimento che evidenzia quanto l'Italia sia distante dagli standard internazionali in termini di investimento pubblico nel settore terziario.

Pubblicato il: 24 settembre 2026 alle ore 13:12

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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