La Coalition australiana guidata da Angus Taylor ha annunciato martedì 6 ottobre un piano che taglierebbe di 55.000 unità l'anno le nuove iscrizioni universitarie di studenti stranieri, abolendo nella maggior parte dei casi il visto post-laurea 485. Resterebbero in piedi solo quattro corsie: dottorati, sanità, insegnamento e atenei regionali.
I numeri del piano Taylor
Il tetto proposto porta i nuovi ingressi universitari internazionali a 240.000 l'anno, dai 295.000 pianificati dal governo laburista per il 2027. Il 2024 ha chiuso con 276.370 nuove iscrizioni straniere nell'istruzione superiore, su un totale di 589.288 studenti universitari stranieri già nel sistema: numeri record, certificati dal Dipartimento dell'Istruzione australiano. La Coalition promette anche di ridurre la quota di stranieri sotto il 25% del totale negli atenei, tagliare la popolazione migrante temporanea di 650.000 unità in quattro anni e dimezzare l'ingresso umanitario a 10.000 posti l'anno.
Cosa cambia davvero: il visto post-laurea
La vera leva è il visto Temporary Graduate 485. Oggi consente a chi si laurea in Australia di restare per lavorare da 18 mesi fino a diversi anni: è la ragione principale per cui l'Australia è diventata uno dei primi tre mercati mondiali per gli studenti internazionali. Il piano Taylor lo cancella, con quattro eccezioni che valgono come scialuppa:
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Chi non rientra in queste categorie, finito il corso, dovrebbe tornare a casa. È un cambio di paradigma: Taylor lo ha riassunto nella frase "Australia should be a home, not a hotel", l'Australia dev'essere una casa, non un albergo. La Coalition prevede un meccanismo di grandfathering per chi è già in possesso del visto 485 e per chi ne ha richiesto il rinnovo: niente espulsioni retroattive, ma la porta si chiude per le nuove coorti. In parallelo, ogni visto studente verrebbe collegato al singolo ateneo di iscrizione, con il divieto di cambiare istituzione in corsa, e la gran parte dei familiari (partner e figli) non potrà più accompagnare lo studente.
Per i dottorandi e i ricercatori italiani che hanno costruito la carriera accademica puntando sul 485 come trampolino verso la permanenza, la mappa delle opportunità cambia da un giorno all'altro. Resta aperta la pista PhD, che però non è un ingresso di massa: è un canale selettivo che richiede supervisor, borsa e progetto di ricerca già definiti prima della partenza.
L'impatto sugli studenti italiani e sul mercato globale
Il taglio arriva mentre un richiedente su quattro si vede già respingere il visto studente sotto il governo laburista: il filtro all'ingresso è stretto, e la Coalition propone di stringerlo ancora. Per chi parte dall'Italia il conto diventa semplice. Un corso triennale a Sydney o Melbourne, senza prospettiva post-studio, costa in media tra 30.000 e 45.000 dollari australiani l'anno di sole tasse: una spesa che si giustifica solo se al termine resta aperta una porta professionale. Chiusa quella porta per la maggior parte dei percorsi, l'Australia perde la sua carta vincente nei confronti di destinazioni europee più economiche e con permessi di soggiorno post-laurea stabili come Germania, Paesi Bassi o Irlanda.
Il nuovo quadro ridisegna anche le scelte di percorso. Chi punta davvero all'Australia dovrà orientarsi verso corsi nelle aree protette (sanità, insegnamento) o verso atenei regionali come Charles Darwin a Darwin, James Cook a Townsville o University of New England ad Armidale, dove il visto post-laurea resta. Scelte che significano università meno note sul mercato europeo, ambiente più piccolo e, spesso, costi di vita più bassi ma offerta formativa più ristretta.
In ballo c'è un settore che l'Australian Bureau of Statistics ha valutato quasi 55 miliardi di dollari australiani nel 2025: la quarta voce di export del Paese. Il piano, va ricordato, è una proposta elettorale: diventerà legge solo se la Coalition vincerà le prossime politiche federali. Ma la direzione politica è ormai bipartisan, e chi sta decidendo adesso dove iscriversi nel 2027 è costretto a mettere in conto che il visto post-laurea possa non esserci più.
Domande frequenti
Cosa prevede il nuovo piano australiano per gli studenti internazionali?
Il piano proposto dalla Coalition prevede di ridurre di 55.000 unità l'anno le nuove iscrizioni universitarie di studenti stranieri e di abolire, nella maggior parte dei casi, il visto post-laurea 485. Solo quattro categorie manterrebbero l'accesso al visto post-studio: dottorati, sanità, insegnamento e atenei regionali.
Quali saranno le principali eccezioni per ottenere il visto post-laurea 485?
Il visto post-laurea 485 resterà accessibile solo per chi frequenta dottorati, corsi nell'ambito della sanità, dell'insegnamento o in università regionali. Chi non rientra in queste categorie, dovrà tornare nel proprio Paese una volta concluso il corso di studi.
Cosa succede a chi già possiede il visto 485 o ha richiesto il rinnovo?
Il piano prevede un meccanismo di grandfathering: chi possiede già il visto 485 o ne ha richiesto il rinnovo non sarà soggetto a espulsioni retroattive. Le nuove restrizioni si applicheranno solo alle nuove coorti di studenti.
Quali saranno le conseguenze per gli studenti italiani che desiderano studiare in Australia?
Per gli studenti italiani, la mancanza di prospettive post-studio rende meno conveniente l'investimento nelle università australiane, soprattutto considerando i costi elevati. Gli studenti dovranno orientarsi verso corsi nelle aree protette o atenei regionali per mantenere la possibilità del visto post-laurea.
Il piano della Coalition è già legge?
No, il piano è una proposta elettorale e diventerà legge solo se la Coalition vincerà le prossime elezioni federali. Tuttavia, la direzione politica verso una maggiore restrizione è ormai condivisa bipartisan in Australia.
Come cambierà il mercato globale dell'istruzione superiore con queste misure?
L'Australia rischia di perdere attrattività rispetto a Paesi europei come Germania, Paesi Bassi o Irlanda, che offrono permessi di soggiorno post-laurea più stabili e costi inferiori. Questo potrebbe ridurre la competitività delle università australiane sul mercato internazionale.