Loading...
Ingegneria, laurea abilitante e nuovo Albo: tempi e novità
Università

Ingegneria, laurea abilitante e nuovo Albo: tempi e novità

La magistrale in ingegneria diventerà abilitante: tirocinio da 9 CFU nel percorso, Albo con 5 settori e Sezione B rivista. Cosa cambia dal 2027.

La laurea magistrale in ingegneria diventerà abilitante e sostituirà l'Esame di Stato. L'annuncio è arrivato al 70° Congresso nazionale degli ingegneri, in corso a Trieste dal 23 al 25 settembre 2026 sotto la presidenza di Angelo Domenico Perrini: il tavolo tecnico al MUR dovrebbe chiudere i lavori a ottobre 2026, poi seguiranno il regolamento e i provvedimenti attuativi. L'obiettivo dichiarato è avviare il nuovo assetto già dall'anno accademico 2027-2028.

Come funzionerà il nuovo percorso

La base normativa è l'articolo 4 della legge 163/2021 sulle lauree abilitanti, che consente di rendere abilitanti ulteriori titoli universitari con uno o più regolamenti su proposta del MUR, di concerto con il Ministero vigilante sulla professione. La stessa legge ha già trasformato in abilitanti le lauree in medicina, farmacia, odontoiatria, veterinaria e psicologia. Per gli ingegneri l'abilitazione sarà trasferita dentro la magistrale attraverso un tirocinio pratico-valutativo e una verifica finale delle competenze.

Nella proposta del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) presentata alla Conferenza dei Rettori nell'aprile 2026, il tirocinio vale 9 CFU in presenza: 3 dedicati a temi ordinistici e deontologici, 6 alle attività tecnico-applicative del settore scelto. Numero di crediti, modalità della prova e ruolo degli Ordini nella valutazione non sono ancora definitivi: saranno fissati dai provvedimenti attuativi che il MUR emanerà dopo la chiusura del tavolo tecnico. Fino ad allora resta in vigore il modello del D.P.R. 328/2001, con Esame di Stato successivo alla laurea.

Albo con cinque settori e Sezione B in uscita

La riforma non tocca solo l'accesso, ma anche la struttura dell'Ordine. Oggi il D.P.R. 328/2001 divide gli iscritti in due sezioni (A per chi ha la magistrale, B per chi ha la triennale) e tre settori: Civile e Ambientale, Industriale, dell'Informazione. Il CNI ipotizza il passaggio a cinque settori e la progressiva disattivazione della Sezione B, che oggi accoglie gli ingegneri junior con laurea triennale e disciplina competenze professionali ridotte rispetto alla Sezione A.

Il riassetto interessa 21 classi di laurea magistrale, tra cui ingegneria civile, meccanica, elettrica, informatica, biomedica, gestionale, aerospaziale, navale, chimica e delle telecomunicazioni. Per chi è già laureato o sosterrà l'Esame di Stato nel 2026 il percorso non cambia: i titoli acquisiti restano equipollenti e l'abilitazione ottenuta con il vecchio sistema mantiene piena validità, come già avvenuto per le altre professioni riformate dalla legge 163/2021.

Il calendario reale dipende ora dai tempi dei regolamenti attuativi. Dopo la chiusura del tavolo MUR a ottobre 2026 serviranno la revisione degli ordinamenti didattici delle magistrali coinvolte e la modifica del D.P.R. 328/2001, senza le quali la partenza dall'anno accademico 2027-2028 rischia uno slittamento. Il testo del regolamento sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che resta il riferimento per verificare l'entrata in vigore delle nuove regole e la data ufficiale di superamento dell'Esame di Stato.

Domande frequenti

Quando entrerà in vigore la laurea magistrale abilitante in ingegneria?

L'obiettivo è avviare il nuovo sistema già dall'anno accademico 2027-2028, ma la data dipende dall'approvazione dei regolamenti attuativi e dalla revisione degli ordinamenti didattici.

In cosa consiste il nuovo percorso abilitante per ingegneri?

Il nuovo percorso prevede un tirocinio pratico-valutativo di 9 CFU all'interno della laurea magistrale e una verifica finale delle competenze, eliminando l'Esame di Stato tradizionale.

Cosa succede a chi ha già conseguito la laurea o l'abilitazione con il vecchio sistema?

Per chi è già laureato o ha ottenuto l'abilitazione tramite Esame di Stato entro il 2026, i titoli rimarranno validi e pienamente equipollenti rispetto al nuovo sistema.

Come cambierà la struttura dell'Albo degli ingegneri?

La riforma prevede il passaggio da tre a cinque settori e la progressiva disattivazione della Sezione B, che oggi raccoglie gli ingegneri junior con laurea triennale.

Quali sono i prossimi passaggi normativi necessari per l'attuazione della riforma?

Dopo la chiusura del tavolo tecnico al MUR, saranno necessari nuovi regolamenti attuativi, la revisione degli ordinamenti didattici e la modifica del D.P.R. 328/2001; la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ufficializzerà l'entrata in vigore delle nuove regole.

Quali saranno le principali differenze rispetto all'attuale sistema di abilitazione per ingegneri?

La principale novità sarà l'integrazione dell'abilitazione nel percorso di laurea magistrale tramite tirocinio e prova finale, sostituendo l'Esame di Stato che oggi si sostiene dopo la laurea.

Pubblicato il: 26 settembre 2026 alle ore 14:01

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati