L'88% dei docenti universitari italiani considera il manuale il mezzo di studio più efficace. Solo il 17% degli studenti lo usa davvero. È il divario da cui parte la ricerca presentata a Roma il 23 settembre 2026 dall'Associazione Italiana Editori, durante il convegno «Dal sapere fragile al sapere critico».
La fotografia della ricerca AIE-Talents Venture
L'indagine, realizzata da Talents Venture per AIE, ha coinvolto 463 docenti di prima e seconda fascia distribuiti su 34 atenei italiani. Il 68% dei professori ritiene che gli studenti di oggi siano meno preparati e indica nella disabitudine a leggere i manuali una delle cause principali. Il 50% dei corsi prescrive il libro come materiale obbligatorio, il 45% lo consiglia: nonostante questo, solo il 17% dei docenti pensa che gli studenti li leggano per intero.
Al posto del testo integrale, il 69% degli universitari si affida alle slide del corso e il 52% agli appunti, propri o dei compagni. La finestra temporale è ristretta: l'83% dei docenti riconosce un cambiamento nelle abitudini di studio negli ultimi tre-cinque anni, esattamente da quando ChatGPT è entrato nelle università italiane.
Il divario di 71 punti e la generazione ChatGPT
La distanza fra l'88% dei docenti che considera il manuale efficace e il 17% degli studenti che lo usa vale 71 punti percentuali. Il presidente AIE Innocenzo Cipolletta ha citato un secondo dato interno all'associazione: sette editori universitari su dieci hanno già integrato strumenti di IA nei propri prodotti didattici. Eppure il 55% dei docenti giudica oggi negativo l'impatto degli algoritmi sulla preparazione degli studenti.
Il quadro europeo aiuta a leggere il fenomeno. I Dati Eurostat sull'uso dell'IA generativa nell'UE nel 2025 mostrano che in Italia il 47,2% dei giovani tra 16 e 24 anni ha usato uno strumento di IA generativa nei tre mesi precedenti l'indagine, contro il 63,8% della media UE. L'Italia è terzultima nella classifica dei giovani, davanti soltanto a Romania e Polonia. Sul totale della popolazione 16-74 anni, la quota italiana scende al 19,9%, contro il 32,7% europeo.
A livello UE, solo il 9,4% degli adulti usa l'IA per la formazione formale, ma la percentuale sale al 39,3% fra i giovani: sono loro a trascinare l'uso della tecnologia dentro gli atenei. Gli universitari italiani, dunque, usano meno IA dei coetanei europei ma stanno già spostando lo studio dai testi ai riassunti prodotti dall'algoritmo. Il problema non è la quantità di IA, è la sostituzione del sapere strutturato con la sintesi.
I deficit concreti che i docenti misurano
L'effetto sugli esami è misurato in tre voci precise. Il 41% dei docenti segnala una ridotta capacità di analisi e di ragionamento critico. Il 28% descrive una preparazione nozionistica e superficiale. Il 24% denuncia la difficoltà a collegare argomenti tra loro. Sono i tre esiti tipici di uno studio ricomposto sui frammenti: sintesi di IA, slide, appunti, senza il filo logico che il testo integrale imponeva.
Per gli studenti, la conseguenza pratica sta nel modo in cui saranno esaminati: cresce la richiesta di prove che testano il collegamento fra i contenuti, non solo la memorizzazione. Per docenti e atenei, il tema ripreso dalla ministra Anna Maria Bernini è come tenere insieme il tempo lento del libro e l'immediatezza della risposta prodotta da una chat. Il ministero della Cultura e quello dell'Università hanno annunciato al convegno un pacchetto di finanziamenti per il sostegno alla filiera dell'editoria universitaria, ancora senza cifre.
La ricerca non chiede di tornare al cartaceo, ma di decidere quale posto assegnare al testo strutturato quando l'IA offre la sintesi in un secondo. La prossima verifica arriverà entro l'anno accademico 2026/2027, con il monitoraggio annunciato da AIE sui risultati d'esame degli studenti che studiano con e senza i libri di testo.
Domande frequenti
Qual è il principale divario tra docenti e studenti riguardo l'uso dei manuali universitari?
L'88% dei docenti considera il manuale il mezzo di studio più efficace, mentre solo il 17% degli studenti lo utilizza realmente, creando un divario di 71 punti percentuali.
Quali sono le principali alternative ai manuali utilizzate dagli studenti universitari?
Gli studenti preferiscono affidarsi alle slide del corso (69%) e agli appunti propri o dei compagni (52%) piuttosto che leggere i manuali per intero.
In che modo l'uso dell'intelligenza artificiale sta influenzando le abitudini di studio?
Negli ultimi tre-cinque anni, con l'arrivo di strumenti come ChatGPT, molti studenti hanno iniziato a sostituire lo studio dei testi integrali con sintesi prodotte dall'IA, riducendo così il sapere strutturato a favore di riassunti e contenuti frammentari.
Quali sono gli effetti concreti della diminuzione dell'uso dei manuali secondo i docenti?
I docenti riscontrano una ridotta capacità di analisi e ragionamento critico (41%), una preparazione più superficiale e nozionistica (28%) e difficoltà nel collegare argomenti tra loro (24%).
Qual è la posizione dell'Italia rispetto all'uso dell'IA generativa in ambito universitario rispetto al resto d'Europa?
L'Italia si colloca tra gli ultimi paesi europei per utilizzo di IA generativa tra i giovani universitari, con il 47,2% contro una media UE del 63,8%.
Quali iniziative sono state annunciate per sostenere l'editoria universitaria italiana?
Durante il convegno sono stati annunciati finanziamenti da parte del Ministero della Cultura e dell'Università per il sostegno alla filiera dell'editoria universitaria, sebbene le cifre non siano ancora state definite.