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Aperto 15 giorni rimasti Cod. 2026-PROT87892-ALBO1782

Università di Palermo, post-doc per il progetto MEDMAQUIS: bando per la lotta alle specie invasive tra Sicilia e Malta

Aperta la selezione per un assegno di ricerca della durata di 12 mesi nell'ambito del programma Interreg Italia-Malta. Scadenza fissata al 26 maggio 2026.

Universita' degli Studi di Palermo Sicilia Pubblicato il 11 maggio 2026

Un progetto transfrontaliero per la tutela degli ecosistemi mediterranei

La diffusione incontrollata di specie vegetali alloctone invasive rappresenta una delle minacce più insidiose per la biodiversità del bacino del Mediterraneo. Intere aree naturali in Sicilia e a Malta ne portano i segni: habitat degradati, equilibri ecologici alterati, specie autoctone progressivamente marginalizzate. È in questo contesto che si inserisce MEDMAQUIS, un progetto finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Malta 2021-2027 e coordinato dall'Università degli Studi di Palermo.

L'ateneo palermitano ha ora pubblicato un bando per l'attribuzione di un incarico post-doc della durata di 12 mesi, destinato a un ricercatore che lavorerà sotto la supervisione scientifica del Dott. Emilio Badalamenti. La procedura selettiva, per titoli e colloquio, è disciplinata dall'art. 22-bis della Legge 240/2010 — la norma che, dopo le modifiche introdotte negli ultimi anni, regola gli assegni di ricerca nel sistema universitario italiano.

Un'opportunità che unisce ricerca sul campo, innovazione tecnologica e cooperazione internazionale. E che arriva in un momento in cui la gestione delle specie invasive è diventata una priorità anche a livello europeo, con il Regolamento UE 1143/2014 che impone agli Stati membri strategie concrete di prevenzione e contrasto.

Cosa prevede il bando: dettagli e figure ricercate

Ecco i dati essenziali della selezione:

  • Ente banditore: Università degli Studi di Palermo
  • Codice bando: 2026-PROT87892-ALBO1782
  • Tipo di incarico: Post-doc ai sensi dell'art. 22-bis della L. 240/2010
  • Posti disponibili: 1
  • Durata: 12 mesi
  • Progetto di riferimento: MEDMAQUIS — Programma Interreg VI-A Italia-Malta 2021-2027, Avviso Pubblico 1/2023
  • Responsabile scientifico: Dott. Emilio Badalamenti
  • Sede di lavoro: Sicilia
  • Procedura: per titoli e colloquio
  • Data di pubblicazione: 11 maggio 2026
  • Scadenza per le domande: 26 maggio 2026

Si tratta di una posizione a tempo determinato, legata alla durata del progetto e alle risorse stanziate dal programma di cooperazione transfrontaliera. Il candidato selezionato opererà prevalentemente in Sicilia, con possibili trasferte nelle aree di intervento maltesi previste dal progetto.

Le attività di ricerca: dal contrasto alle invasive alla rinaturalizzazione

Il cuore scientifico del progetto MEDMAQUIS si articola in due fasi distinte ma complementari, che il ricercatore post-doc sarà chiamato a seguire da vicino.

Fase 1: individuazione e gestione delle specie invasive

La prima linea di intervento riguarda il monitoraggio, la gestione e il controllo delle aree invase da specie vegetali alloctone negli ecosistemi mediterranei di Sicilia e Malta. Non si tratta solo di mappare il problema: il ricercatore dovrà individuare e applicare le strategie di contrasto più efficaci, valutandole anche sotto il profilo del rapporto costo-benefici.

Un aspetto particolarmente innovativo è l'impiego di droni per la mappatura delle aree invase. L'utilizzo di tecnologie di telerilevamento a bassa quota consente di ottenere dati ad alta risoluzione su superfici estese, riducendo tempi e costi rispetto ai tradizionali rilievi a terra. Si tratta di un approccio sempre più diffuso nella ricerca ecologica, ma ancora relativamente poco applicato alla gestione operativa delle invasive nel Mediterraneo.

Fase 2: rinaturalizzazione degli habitat

La seconda fase punta alla rinaturalizzazione delle aree degradate, sia quelle direttamente colpite dalla diffusione delle specie invasive, sia le zone limitrofe. È un passaggio cruciale: rimuovere le invasive senza ripristinare la vegetazione autoctona significa lasciare il terreno esposto a nuove colonizzazioni.

Per questo, il bando sottolinea l'importanza della scelta delle specie autoctone più idonee e delle tecniche di messa a dimora capaci di garantire il successo degli interventi nel medio-lungo termine. Non basta piantare: bisogna che le piante attecchiscano, crescano, ricreino un ecosistema funzionale.

Per entrambe le fasi è prevista la definizione di un piano di monitoraggio post-intervento, strumento indispensabile per valutare l'efficacia delle azioni intraprese e, se necessario, correggere il tiro.

Requisiti per la candidatura

Il bando si rivolge a candidati in possesso dei requisiti previsti dall'art. 22-bis della Legge 240/2010 per l'attribuzione di incarichi post-doc. Stando al quadro normativo vigente, i requisiti generali includono:

  • Dottorato di ricerca (o titolo equivalente conseguito all'estero) in discipline coerenti con l'attività di ricerca prevista
  • Competenze scientifiche documentabili nel campo dell'ecologia vegetale, della gestione delle specie invasive, del restauro ecologico o di ambiti affini
  • Conoscenza delle tecniche di monitoraggio ambientale, con particolare riferimento all'uso di droni e tecnologie di telerilevamento (costituisce verosimilmente un titolo preferenziale)
  • Esperienza di ricerca sul campo in contesti mediterranei

Per i requisiti specifici e i criteri di valutazione dei titoli e del colloquio, è indispensabile consultare il testo integrale del bando pubblicato sull'Albo ufficiale dell'Università di Palermo. Le commissioni valutatrici, infatti, attribuiscono punteggi sulla base di griglie definite nel bando stesso, e la conoscenza puntuale di tali criteri può fare la differenza.

Come candidarsi e scadenze

La domanda di partecipazione deve essere presentata entro il 26 maggio 2026 alle ore 23:59. I tempi sono stretti: dalla pubblicazione alla scadenza intercorrono appena due settimane.

Per accedere al bando completo e alla procedura di candidatura, il riferimento ufficiale è l'Albo dell'Università degli Studi di Palermo, consultabile al seguente indirizzo:

👉 https://www.unipa.it/albo.html

Sul portale è possibile reperire:

  • Il testo integrale del bando con tutti i requisiti e i criteri di selezione
  • Le modalità di presentazione della domanda (tipicamente tramite piattaforma telematica dell'ateneo)
  • La documentazione da allegare (curriculum vitae, titoli, pubblicazioni, eventuali lettere di referenza)
  • Le informazioni sulla data e le modalità del colloquio

Si raccomanda di verificare con attenzione le istruzioni operative: errori formali nella compilazione della domanda o nella trasmissione dei documenti possono comportare l'esclusione dalla procedura.

Domande frequenti (FAQ)

Che cos'è un incarico post-doc ai sensi dell'art. 22-bis della L. 240/2010?

Si tratta di un contratto di ricerca a tempo determinato riservato a chi ha conseguito il dottorato di ricerca. Introdotto con le recenti riforme del sistema universitario italiano, l'art. 22-bis disciplina i contratti di ricerca post-dottorale che hanno sostituito i precedenti assegni di ricerca. La durata può variare: nel caso specifico è fissata in 12 mesi, con possibilità di rinnovo subordinata alla disponibilità di fondi e alle esigenze del progetto.

Qual è il profilo scientifico ideale per questa posizione?

Il candidato ideale possiede un dottorato in discipline come ecologia, botanica, scienze ambientali, scienze forestali o affini. Deve avere esperienza documentata nella gestione delle specie vegetali invasive, nella rinaturalizzazione di habitat degradati e, preferibilmente, nell'uso di droni e tecnologie di telerilevamento per il monitoraggio ambientale. La conoscenza del contesto ecologico mediterraneo, con particolare riferimento a Sicilia e Malta, rappresenta un valore aggiunto significativo.

Dove si svolgerà l'attività di ricerca?

La sede principale è in Sicilia, presso le strutture dell'Università di Palermo. Tuttavia, trattandosi di un progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Malta, è ragionevole attendersi trasferte nelle aree di intervento maltesi e attività di campo distribuite su più siti, sia insulari che costieri. Il bando integrale fornirà indicazioni più precise sulla sede di servizio e sulle eventuali missioni previste.

Come si svolge la selezione?

La procedura è articolata in due fasi: la valutazione dei titoli e un colloquio. Nella prima fase, la commissione esamina il curriculum, le pubblicazioni scientifiche e gli altri titoli presentati dal candidato, attribuendo un punteggio secondo i criteri definiti nel bando. I candidati che superano la soglia minima vengono ammessi al colloquio, che verte sulle tematiche del progetto di ricerca e sulle competenze specifiche richieste.

È possibile candidarsi se si è in attesa del conferimento del dottorato?

Di norma, il possesso del titolo di dottore di ricerca deve essere effettivo alla data di scadenza del bando. Chi è in fase di conseguimento del dottorato — ad esempio in attesa della discussione della tesi — dovrebbe verificare attentamente quanto indicato nel bando integrale. In alcuni casi, gli atenei ammettono con riserva i candidati prossimi al conseguimento del titolo, ma si tratta di una facoltà discrezionale che varia da procedura a procedura.