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Torino apre agli avvocati esterni: al via l'elenco per incarichi di patrocinio legale

Il Comune di Torino pubblica un avviso per costituire un albo di professionisti a cui affidare patrocini congiunti al legale interno e sostituzioni d'udienza davanti alle magistrature superiori

Comune di Torino Lazio, Roma Pubblicato il 23 settembre 2026

Indice

Un elenco strategico per la difesa dell'ente

La Città di Torino rilancia il rapporto con la libera professione forense e apre le porte del proprio contenzioso ai legali del foro. È stato pubblicato un avviso pubblico finalizzato alla formazione di un elenco di avvocati esterni ai quali il Comune potrà rivolgersi per il conferimento di incarichi di patrocinio legale, in affiancamento al proprio ufficio legale interno, o per sostituzioni d'udienza davanti alle magistrature superiori.

Una scelta che segue una prassi ormai consolidata negli enti locali di grandi dimensioni: dotarsi di un albo strutturato e trasparente evita affidamenti estemporanei e garantisce, al tempo stesso, il rispetto dei principi di rotazione, imparzialità e concorrenza che regolano il rapporto tra pubblica amministrazione e professionisti.

Dettagli dell'avviso pubblico

L'avviso, riservato agli avvocati iscritti all'albo, è di tipo per soli titoli e mira a costruire un elenco aperto dal quale attingere in caso di necessità. Non si tratta, dunque, di una selezione con graduatoria in senso stretto, quanto di un elenco qualificato di professionisti a disposizione dell'Avvocatura comunale.

Ecco i dati essenziali della procedura:

  • Ente promotore: Comune di Torino
  • Figura ricercata: Avvocato
  • Tipologia di selezione: procedura per titoli
  • Data di pubblicazione: 23 settembre 2026
  • Termine di scadenza: 23 ottobre 2026, ore 23:59
  • Modalità di presentazione: esclusivamente telematica tramite portale del Comune

Il bando non prevede un numero chiuso di ammessi: l'elenco resterà lo strumento operativo dell'Avvocatura comunale per la gestione degli incarichi esterni nel periodo di validità.

Ambiti del contenzioso e tipologie di incarico

L'avviso individua con precisione le materie in cui l'ente potrà rivolgersi ai professionisti esterni. Si tratta di quattro macro-aree del contenzioso:

  • contenzioso amministrativo
  • contenzioso civile
  • contenzioso del lavoro
  • contenzioso tributario

Sotto il profilo delle tipologie di mandato, il Comune contempla due modalità distinte. La prima è il patrocinio congiunto, in cui l'avvocato esterno affianca il legale interno nella difesa dell'ente. La seconda riguarda le sostituzioni d'udienza davanti alle magistrature superiori, ovvero Corte di Cassazione, Consiglio di Stato e giurisdizioni equiparate, dove è richiesta l'iscrizione all'albo speciale dei cassazionisti.

Una distinzione, quest'ultima, tutt'altro che formale. La sostituzione d'udienza presso le supreme magistrature richiede una specializzazione professionale che non tutti gli iscritti possiedono, e il bando si rivolge dunque a due bacini di professionisti in parte sovrapposti, in parte distinti.

Requisiti richiesti ai professionisti

Stando a quanto emerge dall'avviso, i requisiti fondamentali che gli aspiranti dovranno possedere alla data di scadenza sono riconducibili al quadro classico degli incarichi legali affidati dalla pubblica amministrazione:

  • iscrizione all'Albo degli Avvocati presso un Consiglio dell'Ordine
  • per gli incarichi di sostituzione davanti alle magistrature superiori, iscrizione all'Albo speciale dei patrocinanti in Cassazione
  • assenza di cause di incompatibilità, inconferibilità o conflitto d'interessi con la Città di Torino
  • copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale, come previsto dalla normativa forense
  • godimento dei diritti civili e politici
  • assenza di condanne penali che precludano il rapporto con la pubblica amministrazione

A questi si aggiunge, presumibilmente, la documentazione dei titoli professionali specifici: esperienza maturata nel patrocinio in favore di enti pubblici, specializzazioni, pubblicazioni e comprovata competenza nella materia per la quale ci si candida.

Come candidarsi

La domanda va presentata esclusivamente in via telematica attraverso il portale dei servizi web del Comune di Torino. Il link diretto al modulo di candidatura è disponibile all'indirizzo ufficiale serviziweb.comune.torino.it, con codice modulo DIPAVV_ELENCOPATROCINIOLEGALE.

L'accesso alla piattaforma avviene, come ormai standard nella pubblica amministrazione italiana, tramite SPID, CIE o CNS. Il professionista dovrà compilare la domanda indicando:

  • i propri dati anagrafici e professionali
  • gli ambiti del contenzioso per i quali intende candidarsi
  • la tipologia di incarico di interesse (patrocinio congiunto e/o sostituzioni d'udienza)
  • il curriculum vitae in formato europeo
  • l'elenco dei titoli e dei procedimenti trattati
  • le eventuali dichiarazioni sostitutive richieste

Il termine ultimo per l'invio è fissato alle ore 23:59 del 23 ottobre 2026. Trattandosi di procedura telematica, non sono ammesse domande cartacee né consegne a mano.

Il quadro normativo di riferimento

L'iniziativa torinese si inserisce nel solco tracciato dalla Legge professionale forense (L. 247/2012) e dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), che nell'ambito degli incarichi legali fiduciari prevede procedure semplificate ma vincolate al rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e adeguata pubblicità. Gli elenchi aperti di professionisti sono lo strumento con cui gli enti coniugano la natura fiduciaria dell'incarico legale con l'esigenza di garantire pari opportunità di accesso ai professionisti del foro.

La questione della retribuzione degli avvocati che collaborano con la P.A. resta un nodo delicato: l'inserimento nell'elenco non comporta alcun diritto al conferimento di incarichi, che restano subordinati alle effettive necessità dell'Avvocatura comunale e ai criteri di scelta previsti dal regolamento interno.

FAQ - Domande frequenti

L'iscrizione all'elenco garantisce l'affidamento di un incarico?

No. L'inserimento nell'elenco costituisce esclusivamente una condizione preliminare perché il Comune possa, eventualmente, conferire un incarico. La scelta del professionista avviene di volta in volta, in base ai criteri fissati dal regolamento dell'ente, alla natura della causa, alla rotazione degli incarichi e alle specifiche competenze richieste. Nessun avvocato iscritto matura alcun diritto soggettivo all'affidamento.

È possibile candidarsi per più ambiti del contenzioso?

Sì. L'avviso consente ai professionisti di indicare più aree di specializzazione tra quelle previste: amministrativo, civile, lavoro e tributario. È tuttavia opportuno che il candidato indichi solo gli ambiti per i quali può documentare una reale competenza professionale, poiché i titoli formeranno oggetto di valutazione al momento del conferimento dell'incarico.

Chi può candidarsi per le sostituzioni davanti alle magistrature superiori?

Per questa specifica tipologia di incarico è richiesta l'iscrizione all'Albo speciale dei patrocinanti in Cassazione, che consente di rappresentare le parti davanti alle giurisdizioni superiori (Corte di Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti in sede giurisdizionale). Gli avvocati non cassazionisti possono comunque candidarsi per le attività di patrocinio congiunto nei gradi di merito.

Quanto dura la validità dell'elenco?

L'avviso non fissa un termine di validità tassativo, ma di norma questi elenchi restano operativi fino a nuova pubblicazione. Il Comune può prevedere aggiornamenti periodici con la riapertura dei termini per nuove iscrizioni, così da consentire l'accesso anche ai professionisti che non hanno partecipato alla prima tornata. È buona regola monitorare il portale istituzionale per verificare eventuali finestre di aggiornamento.

Come vengono determinati i compensi professionali?

I compensi seguono i parametri forensi stabiliti dal D.M. 55/2014 e successive modifiche, spesso con applicazione dei minimi tariffari e talvolta con abbattimenti percentuali definiti dal disciplinare di incarico. L'atto di conferimento specifica di volta in volta il compenso pattuito, che può essere articolato per fasi processuali o in via forfettaria. Il rispetto dell'equo compenso, sancito dalla L. 49/2023, rappresenta oggi un vincolo per le pubbliche amministrazioni.