Dirigenti scolastici, al via la procedura riservata DM 107/2023: 129 posti nelle regioni del Nord e in Sardegna
Il Ministero dell'Istruzione pubblica l'avviso per l'assegnazione ai ruoli regionali per l'anno scolastico 2026/2027. Domande entro il 17 agosto 2026
Indice
- Una procedura riservata per completare gli organici
- I numeri del bando: 129 posti e sette regioni coinvolte
- Il quadro normativo: cosa prevede il DM 107/2023
- Requisiti per partecipare
- Come presentare la domanda
- Assegnazione ai ruoli regionali e criteri di scelta
- Le prospettive per la scuola del Nord
- FAQ - Domande frequenti
Una procedura riservata per completare gli organici
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, attraverso la Direzione generale per il personale scolastico, ha reso pubblico l'avviso relativo alla procedura di reclutamento riservata di dirigenti scolastici disciplinata dal DM n. 107/2023. Il provvedimento, identificato con il codice M_PI_0HQV9H_68_2026, definisce l'assegnazione ai ruoli regionali per l'anno scolastico 2026/2027.
Si tratta di un passaggio atteso da tempo dai candidati coinvolti nella procedura riservata, pensata per dare risposta al contenzioso pluriennale che ha attraversato il mondo della dirigenza scolastica e per rimpinguare le fila di un ruolo strategico per il funzionamento del sistema di istruzione italiano. La finestra temporale per manifestare la propria volontà di partecipazione all'assegnazione delle sedi è particolarmente stretta: appena dieci giorni.
I numeri del bando: 129 posti e sette regioni coinvolte
Sono 129 i posti complessivamente messi a disposizione dal Ministero. La distribuzione geografica riguarda esclusivamente il Centro-Nord e la Sardegna, con particolare attenzione ai territori dove il fabbisogno di figure apicali nelle scuole risulta più marcato.
Le regioni coinvolte sono:
- Emilia Romagna
- Friuli Venezia Giulia
- Lombardia
- Piemonte
- Veneto
- Liguria
- Sardegna
Una geografia che riflette la mappa storica delle carenze di dirigenti scolastici nel Paese: da anni le regioni settentrionali soffrono di una cronica insufficienza di aspiranti presidi, tanto da costringere l'amministrazione a ricorrere sistematicamente a reggenze e assegnazioni interregionali. La Sardegna rappresenta l'unica presenza del Mezzogiorno, coerentemente con le specificità del bacino di candidati della procedura riservata.
Il quadro normativo: cosa prevede il DM 107/2023
Il Decreto Ministeriale 107 del 2023 ha istituito una procedura di reclutamento riservata, destinata a specifiche categorie di aspiranti dirigenti scolastici coinvolti nei precedenti contenziosi legati al concorso del 2017. La misura si inserisce in un più ampio disegno di razionalizzazione delle procedure concorsuali per la dirigenza scolastica, dopo anni segnati da ricorsi, sentenze del TAR e del Consiglio di Stato e ripetuti interventi legislativi.
Il percorso previsto dal DM 107/2023 comprende una fase formativa e valutativa che, una volta superata positivamente, apre la strada all'immissione in ruolo. L'avviso pubblicato in questi giorni disciplina proprio l'ultimo miglio: la scelta della regione di assegnazione per chi ha completato con successo la procedura.
Requisiti per partecipare
La partecipazione all'assegnazione dei ruoli regionali è riservata ai candidati che rientrano nella procedura del DM 107/2023. In particolare, si tratta di aspiranti dirigenti scolastici che:
- hanno preso parte al percorso riservato previsto dal decreto ministeriale
- risultano inseriti nella graduatoria di merito pubblicata dall'amministrazione
- non sono già stati immessi in ruolo attraverso altre procedure
Restano fermi tutti i requisiti generali per l'accesso al ruolo di dirigente scolastico previsti dalla normativa vigente: possesso di laurea magistrale o titolo equipollente, servizio effettivo di ruolo di almeno cinque anni nella scuola statale e assenza di cause ostative al pubblico impiego.
Come presentare la domanda
L'avviso ministeriale è stato pubblicato il 7 agosto 2026 e fissa il termine ultimo per la presentazione delle istanze alle ore 23:59 del 17 agosto 2026 (le 21:59 UTC riportate nell'atto ufficiale). Dieci giorni netti, dunque, per compilare e trasmettere la domanda di scelta della sede regionale.
La procedura si svolge integralmente in modalità telematica. I candidati devono:
- Accedere al portale ministeriale dedicato al concorso dirigenti scolastici
- Autenticarsi con le credenziali SPID, CIE o eIDAS
- Compilare il modulo di scelta della regione, indicando l'ordine di preferenza
- Verificare i dati inseriti nella graduatoria di riferimento
- Inoltrare la domanda entro la scadenza
Tutte le informazioni operative, la modulistica e i chiarimenti sono disponibili sul sito ufficiale del Ministero, alla pagina istruzione.it/concorso_ds/titoli_graduatoria.shtml.
Si raccomanda di non attendere gli ultimi giorni utili per l'invio della domanda: il periodo estivo, unito ai tempi ristretti, può generare congestione sui sistemi telematici del Ministero, come già accaduto in occasione di precedenti scadenze concorsuali.
Assegnazione ai ruoli regionali e criteri di scelta
L'attribuzione della sede regionale avverrà sulla base della posizione occupata in graduatoria e delle preferenze espresse dai candidati. Chi si trova nelle posizioni più alte avrà maggiori possibilità di ottenere la regione desiderata, mentre coloro che si collocano nelle posizioni terminali dovranno con ogni probabilità ripiegare sulle sedi con maggiore disponibilità residua.
Una volta assegnata, la regione di destinazione vincola il dirigente per il periodo previsto dalla normativa vigente, che stabilisce un obbligo di permanenza triennale prima di poter richiedere movimenti interregionali. Un aspetto da valutare con attenzione, soprattutto per chi ha esigenze familiari o professionali legate a un preciso ambito territoriale.
L'immissione in ruolo effettiva sarà efficace dal 1° settembre 2026, con decorrenza giuridica ed economica coincidente con l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027.
Le prospettive per la scuola del Nord
La procedura si inserisce in un momento particolarmente delicato per il sistema scolastico italiano. Le regioni settentrionali, in particolare Lombardia e Veneto, registrano da anni un numero elevato di istituzioni scolastiche affidate in reggenza, con un unico dirigente costretto a gestire due scuole. Una situazione che pesa sulla qualità del servizio e sulle condizioni di lavoro dei presidi effettivi.
L'ingresso di 129 nuovi dirigenti rappresenta quindi un contributo significativo, pur non risolutivo. Secondo le stime dei sindacati di categoria, il fabbisogno complessivo di dirigenti scolastici nelle regioni del Nord supera di gran lunga i posti oggi disponibili, e la questione resta aperta anche in vista dei prossimi concorsi ordinari già annunciati dal Ministero.
Da segnalare, inoltre, il peso specifico che questa immissione avrà sulla stabilità dirigenziale in territori dove la mobilità del personale scolastico è particolarmente alta e dove la continuità della guida degli istituti rappresenta un fattore chiave per la programmazione educativa.
FAQ - Domande frequenti
Chi può partecipare a questa procedura?
La procedura è riservata esclusivamente ai candidati che rientrano nel percorso disciplinato dal DM 107/2023 e che risultano inseriti nella relativa graduatoria di merito pubblicata dal Ministero. Non si tratta quindi di un concorso aperto a tutti gli aspiranti dirigenti scolastici, ma di un passaggio conclusivo dedicato a chi ha già superato le fasi previste dal decreto. Chi non appartiene a questa specifica platea dovrà attendere i concorsi ordinari per la dirigenza scolastica, la cui indizione è prevista secondo la programmazione ministeriale.
Cosa succede se non si presenta domanda entro il 17 agosto 2026?
La mancata presentazione della domanda entro la scadenza indicata comporta la decadenza dal diritto di scelta della regione. Il Ministero procederà d'ufficio all'assegnazione tra le sedi ancora disponibili al termine delle procedure di scelta, oppure potrà considerare la rinuncia all'immissione in ruolo per l'anno scolastico 2026/2027, con conseguenze potenzialmente definitive sulla posizione del candidato. È dunque fondamentale rispettare rigorosamente il termine delle ore 23:59 del 17 agosto 2026.
È possibile indicare più regioni in ordine di preferenza?
Sì, la procedura consente di esprimere una graduatoria di preferenze tra le sette regioni disponibili: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria e Sardegna. L'assegnazione effettiva dipenderà dalla posizione in graduatoria e dalla disponibilità dei posti nelle regioni indicate. Chi occupa posizioni alte ha maggiori probabilità di ottenere la prima scelta; per chi si trova nelle ultime posizioni è consigliabile esprimere preferenze anche per regioni meno gettonate, per evitare assegnazioni d'ufficio a sedi non desiderate.
Quando decorreranno gli effetti dell'immissione in ruolo?
L'immissione in ruolo produce effetti a partire dal 1° settembre 2026, in coincidenza con l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027. Da tale data decorre sia l'anzianità giuridica sia il trattamento economico previsto per la qualifica di dirigente scolastico. I neo-dirigenti dovranno prendere servizio presso l'ambito territoriale assegnato e attendere le operazioni di conferimento dell'incarico presso una specifica istituzione scolastica, che avvengono secondo le procedure previste dagli Uffici Scolastici Regionali competenti.
È previsto un vincolo di permanenza nella regione assegnata?
Sì. La normativa vigente prevede per i dirigenti scolastici neoassunti un vincolo triennale di permanenza nella regione di assegnazione, prima di poter partecipare alle procedure di mobilità interregionale. Questo aspetto va valutato con attenzione al momento della scelta, soprattutto per chi ha esigenze familiari legate a un territorio diverso da quello che potrebbe essere assegnato. Eventuali deroghe sono possibili solo in presenza di specifiche condizioni previste dai contratti collettivi e dalle norme di settore.