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Sperimentazione IA in 13 scuole: fuori dalle aule pilota la usa già il 94%
Scuola

Sperimentazione IA in 13 scuole: fuori dalle aule pilota la usa già il 94%

SWG misura 796 studenti in 13 istituti pilota MIM. Indire trova che il 94% degli studenti italiani già usa l'IA. I dati e il divario.

Il MIM presenta a Brindisi i primi dati sulla sperimentazione IA in 13 istituti superiori: 796 studenti coinvolti, differenze del 5-10 punti tra classi con intelligenza artificiale guidata e classi di controllo. Il 38% dei ragazzi delle classi sperimentali dichiara migliorato il rapporto con i docenti, contro il 30% delle classi di controllo.

Cosa dice l'indagine SWG per DisclAImer

L'indagine L'AI che reinventa la scuola, realizzata da SWG per l'Osservatorio DisclAImer promosso dal Corriere della Sera con Intesa Sanpaolo e il Ministero dell'Istruzione e del Merito, restituisce numeri contenuti. Nelle classi sperimentali il 46% degli studenti chiede che i docenti insegnino a usare correttamente gli strumenti digitali, contro il 36% delle classi di controllo. Il 35% considera prioritario verificare l'affidabilità delle informazioni, contro il 30% nelle classi non coinvolte.

Sul futuro, il 67% vuole una scuola che valorizzi originalità e idee divergenti, il 57% pensa che con l'IA si studierà meno e il 52% che si ragionerà meno. Circa uno studente su due teme che diventi più difficile riconoscere il merito e l'impegno. I risultati sono stati presentati oggi a Brindisi durante DisclAImer, format ideato da Riccardo Luna per il Corriere. La sperimentazione MIM ha coinvolto complessivamente 15 istituti negli ultimi due anni scolastici; SWG ne ha analizzati 13, per un campione di 796 studenti.

Il divario tra 796 studenti e 5.342: l'IA è già ovunque

L'indagine Io e l'Intelligenza Artificiale - Indire, presentata al Festival dell'Innovazione Scolastica di Valdobbiadene a settembre, ha coinvolto 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, sei volte più del campione ministeriale. I numeri raccontano un fenomeno di massa: il 94% degli studenti usa l'IA almeno occasionalmente, il 62% con frequenza settimanale o quotidiana. Alle superiori chi non la usa mai è appena l'1,5%, mentre gli utilizzatori assidui salgono al 27,7%. L'84% ricorre all'IA per studiare.

Il confronto restituisce una fotografia netta: mentre il ministero misura effetti di percorsi strutturati in 13 scuole, l'IA è già pratica quotidiana in quasi tutte le aule italiane. Il 76% degli studenti dichiara di fidarsi delle risposte dell'IA. Incrociando i singoli questionari, Indire trova quello che i ricercatori chiamano paradosso della fiducia: tra chi dichiara la massima fiducia il 55% non verifica le fonti; tra chi non si fida per nulla, la percentuale sale al 56,1%. I più attenti al controllo sono gli studenti collocati nel mezzo. L'effetto della sperimentazione IA sulla verifica critica, un guadagno di 5 punti nelle classi sperimentali, va letto contro questo sfondo: se la maggioranza degli studenti oggi non verifica quasi mai, spostare qualche punto percentuale con percorsi strutturati non basta a colmare il divario.

Nel 2026/2027 parte la nuova sperimentazione in 4 regioni

Con l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 il ministero lancia una nuova sperimentazione IA: 15 classi distribuite tra Calabria, Lazio, Lombardia e Toscana useranno un assistente virtuale in ambiente cloud, applicato inizialmente alle materie STEM e alle lingue straniere. Il progetto durerà due anni e la valutazione è affidata a INVALSI, che confronta gli esiti delle classi sperimentali con quelli delle classi tradizionali. In audizione alla Commissione Cultura della Camera il 23 settembre, il presidente INVALSI Roberto Ricci ha parlato di primi esiti incoraggianti, ma ha ammesso che non si vedono esiti diretti sugli apprendimenti in alcuni contesti.

Il ministero ha annunciato un piano di formazione da 100 milioni di euro rivolto a docenti e studenti di tutte le scuole. Le Linee guida MIM per l'IA nelle istituzioni scolastiche, firmate il 9 agosto 2025, definiscono i requisiti etici, tecnici e normativi per l'introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale. Sul fronte della ricerca sul campo, il tour Indire nelle sette città italiane restituisce un quadro parallelo di come studenti e docenti stanno riorganizzando la didattica. Per docenti e dirigenti, il nodo operativo del prossimo biennio è come integrare uno strumento che i ragazzi già usano quotidianamente fuori dall'aula.

Il gap tra i 796 studenti misurati e le centinaia di migliaia che usano l'IA senza percorso strutturato definirà l'efficacia reale della sperimentazione. La partita si gioca sulla velocità con cui la scuola riesce a portare le competenze critiche a tutti gli studenti, non solo alle classi pilota.

Domande frequenti

Quali sono i principali risultati della sperimentazione sull'intelligenza artificiale in 13 scuole superiori?

La sperimentazione ha coinvolto 796 studenti e ha evidenziato differenze di 5-10 punti tra classi con IA guidata e classi di controllo. Inoltre, il 38% degli studenti delle classi sperimentali ha dichiarato un miglioramento nel rapporto con i docenti, rispetto al 30% nelle classi di controllo.

Quanto è diffuso l'uso dell'IA tra gli studenti italiani secondo le indagini?

Secondo l'indagine Indire, il 94% degli studenti utilizza l'IA almeno occasionalmente e l'84% la impiega per studiare. Solo l'1,5% degli studenti delle superiori non la usa mai, mentre il 27,7% la utilizza abitualmente.

Quali sono le principali preoccupazioni degli studenti riguardo l'uso dell'IA a scuola?

Molti studenti temono che con l'IA si studierà e si ragionerà meno e che diventi più difficile riconoscere il merito e l'impegno. Inoltre, esiste un 'paradosso della fiducia': chi si fida molto dell'IA tende a non verificare le fonti, mentre chi si fida poco è più attento al controllo delle informazioni.

Cosa prevede la nuova sperimentazione IA del Ministero dell'Istruzione?

Dal 2026/2027 partirà una nuova sperimentazione in 15 classi tra Calabria, Lazio, Lombardia e Toscana, che useranno un assistente virtuale per le materie STEM e le lingue straniere. Il progetto durerà due anni e sarà valutato da INVALSI.

Quali iniziative sono previste per formare docenti e studenti sull'uso dell'IA?

Il Ministero ha annunciato un piano di formazione da 100 milioni di euro rivolto a docenti e studenti di tutte le scuole. Le Linee guida MIM definiscono i requisiti etici, tecnici e normativi per l'introduzione dell'IA nelle istituzioni scolastiche.

Qual è la principale sfida per l'integrazione dell'IA nella scuola italiana?

La sfida principale è colmare il gap tra gli studenti coinvolti in percorsi strutturati e la vasta maggioranza che già utilizza l'IA senza guida. La scuola dovrà rapidamente diffondere competenze critiche su larga scala, non solo nelle classi pilota.

Pubblicato il: 29 settembre 2026 alle ore 14:51

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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