Prove INVALSI 2026, novità: ammissione agli esami e competenze digitali. Tutte le regole nella lettera del Presidente Ricci
Nel panorama scolastico italiano le prove INVALSI rivestono ormai un ruolo centrale nella valutazione degli apprendimenti e nei requisiti di accesso agli esami di Stato. Per l’anno scolastico 2025/2026 si annunciano rilevanti novità, tra cui l’introduzione delle competenze digitali e la conferma del requisito obbligatorio delle prove per essere ammessi agli esami di fine ciclo. Di seguito una guida completa e aggiornata su tutte le disposizioni e i cambiamenti, con dettagli sui calendari, modalità di svolgimento e raccomandazioni inviate dal presidente dell’INVALSI, Roberto Ricci, ai dirigenti scolastici di tutta Italia.
Indice degli argomenti
- Quadro generale: cosa sono le prove INVALSI e perché sono importanti
- Iscrizioni alle prove INVALSI 2026: date e modalità
- Prove INVALSI scuola primaria: calendario, struttura e novità
- Prove INVALSI scuola secondaria di primo grado: calendario e requisiti
- Prove INVALSI scuola secondaria di secondo grado: focus sulle competenze digitali
- Requisiti di ammissione agli esami di Stato 2026: cosa cambia
- Contenuto della lettera del presidente INVALSI ai dirigenti scolastici
- L’importanza delle competenze digitali nelle prove INVALSI 2026
- Impatto della riforma sulle scuole e sugli studenti
- FAQ e risposte ai dubbi più comuni
- Sintesi finale e prospettive future
Quadro generale: cosa sono le prove INVALSI e perché sono importanti
Le prove INVALSI rappresentano uno degli strumenti più rilevanti nella scuola italiana per la misurazione e la valutazione degli apprendimenti degli studenti. Introdotte nei primi anni 2000 su impulso delle politiche europee di monitoraggio dei sistemi scolastici, le prove hanno oggi valore regolamentare e sono obbligatorie. L'INVALSI, ovvero l'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, elabora ogni anno le prove su Italiano, Matematica e Inglese.
L’obiettivo primario è fornire a studenti, famiglie, scuole e decisori politici strumenti affidabili per comprendere l’andamento degli apprendimenti su larga scala, individuare criticità, rafforzare l’inclusione e il diritto allo studio, e promuovere azioni di miglioramento.
Storicamente, la partecipazione alle prove INVALSI è diventata sempre più rilevante, fino a essere legata all'ammissione agli esami di Stato, sia al termine del primo ciclo (licenza media) che del secondo ciclo (maturità delle scuole superiori).
Iscrizioni alle prove INVALSI 2026: date e modalità
Le iscrizioni alle prove INVALSI 2026 sono state aperte ufficialmente il 12 novembre 2025. Tutte le scuole dovranno accedere alla piattaforma online dedicata entro i termini stabiliti per confermare la partecipazione delle proprie classi.
Novità importante: la comunicazione tempestiva delle iscrizioni permette una pianificazione efficiente della somministrazione delle prove, sia per quanto riguarda il materiale cartaceo alle primarie, sia per il setting delle postazioni informatiche nei gradi successivi. Ai dirigenti scolastici viene richiesto di compilare i dati con estrema precisione, poiché l’INVALSI basa su queste informazioni tutta la logistica nazionale.
Tra i principali passaggi delle iscrizioni troviamo:
- Verifica anagrafe delle classi coinvolte
- Conferma dei candidati (compresi privatisti ed eventuali studenti con bisogni educativi speciali)
- Selezione delle modalità di somministrazione
- Segnalazione di particolari necessità tecnologiche o materiali
- Download delle circolari esplicative
L'iscrizione puntuale è anche propedeutica alla ricezione di password, materiali e indicazioni logistiche.
Prove INVALSI scuola primaria: calendario, struttura e novità
Per la scuola primaria le prove INVALSI 2026 si svolgeranno in modalità cartacea nei giorni 5, 6 e 7 maggio 2026. Le classi coinvolte saranno, come da prassi, le seconde e le quinte, per le discipline di Italiano e Matematica.
Nuovi dettagli, dal testo della comunicazione ministeriale:
- 5 maggio 2026: Italiano (classi II e V)
- 6 maggio 2026: Matematica (classi II e V)
- 7 maggio 2026: Inglese (solo classi V)
Il formato cartaceo viene mantenuto nella primaria per garantire equità d’accesso, considerando la giovane età degli alunni e la variabilità delle strumentazioni informatiche a livello nazionale. Gli istituti dovranno garantire la custodia dei fascicoli e il rispetto della riservatezza durante tutta la procedura.
Tra le novità INVALSI 2026 si segnala particolare attenzione alle modalità inclusive e alla personalizzazione dei supporti per alunni con disabilità. L’INVALSI ha predisposto prove differenziate e tempi aggiuntivi laddove previsto.
Prove INVALSI scuola secondaria di primo grado: calendario e requisiti
Le classi terze della secondaria di primo grado (scuola media) dovranno affrontare le INVALSI in modalità CBT (Computer Based Test) tra l’8 e il 30 aprile 2026. Le discipline oggetto di rilevazione restano:
- Italiano
- Matematica
- Inglese (con sviluppo di competenze sia di listening che di reading)
La scelta di un intervallo flessibile permette alle scuole di organizzare i turni di somministrazione su più giornate, in base alla disponibilità di laboratori informatici e device.
Requisito fondamentale: la partecipazione alle prove INVALSI è condizione necessaria per l’ammissione all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo. Fa eccezione solo l'assenza con giustificato motivo, documentato dal Consiglio di classe.
Le scuole sono tenute a monitorare le presenze, a fornire supporto agli studenti con DSA o disabilità, e a garantire la vigilanza contro irregolarità durante la prova.
Prove INVALSI scuola secondaria di secondo grado: focus sulle competenze digitali
Nel secondo anno della scuola secondaria di secondo grado (ossia il biennio delle superiori), la partecipazione alle prove INVALSI rappresenta ormai una solida tradizione. Le novità 2026 riguardano l’introduzione, in via sperimentale e facoltativa, di prove specifiche volte a misurare le competenze digitali degli studenti.
Queste ultime non sono ancora vincolanti ai fini dell’ammissione agli esami di Stato, ma rappresentano un importante banco di prova per un’eventuale estensione nazionale negli anni successivi. Si tratta di test volti a sondare la capacità di:
- Ricercare, selezionare e valutare informazioni online
- Utilizzare strumenti digitali per la risoluzione di problemi
- Applicare nozioni di cittadinanza digitale e sicurezza in rete
Sedi, logistica e preparazione: le scuole dovranno predisporre laboratori funzionanti, garantire la presenza di assistenza tecnica e accogliere le indicazioni operative che arriveranno nelle settimane precedenti alle somministrazioni. Sarà fondamentale il coinvolgimento dei docenti di informatica e la preparazione degli alunni, che potranno esercitarsi grazie ai materiali demo pubblicati dall’INVALSI.
Requisiti di ammissione agli esami di Stato 2026: cosa cambia
Un nodo fondamentale riguarda il legame tra prove INVALSI 2026 e i requisiti per l’ammissione agli esami di Stato, tema centrale affrontato dal Presidente Ricci nella sua recente lettera.
Rimane confermato che:
- La partecipazione alle prove INVALSI è requisito obbligatorio per accedere all’esame di Stato del secondo ciclo.
- Tale vincolo si applica sia agli studenti del quinto anno delle superiori, sia (come visto) alle terze medie.
- In caso di assenza documentata e motivata, il consiglio di classe può comunque deliberare per l’ammissione all’esame.
Non sostenere le prove—salvo casi eccezionali—equivale a non poter accedere alla sessione regolare degli esami finali. Questo obbligo si configura come uno strumento di responsabilizzazione e di monitoraggio capillare del sistema scuola.
Contenuto della lettera del presidente INVALSI ai dirigenti scolastici
Il 9 gennaio 2026 il Presidente INVALSI, Roberto Ricci, ha inviato una dettagliata lettera informativa ai dirigenti scolastici. Il documento affronta:
- Cronoprogramma delle prove per ciascun grado scolastico
- Procedura di iscrizione e tempistiche
- Raccomandazioni per la compilazione dei dati anagrafici e segnalazione di fabbisogni particolari
- Indicazioni sulla preparazione di ambienti digitali sicuri e accessibili
- Stress sulle competenze digitali come elemento fondante della formazione contemporanea e dell’innovazione della didattica
- Invito a sensibilizzare i collegi docenti e a comunicare in modo trasparente con famiglie e studenti
Inoltre, la lettera sottolinea la valenza delle prove INVALSI come occasione di autovalutazione di istituto e rinnovamento delle pratiche didattiche.
L’importanza delle competenze digitali nelle prove INVALSI 2026
Le competenze digitali INVALSI sono state inserite nel dibattito pubblico come risposta alle sfide poste dalla trasformazione tecnologica e dalla crescente richiesta di digital literacy da parte del mondo del lavoro e dell’università.
L’introduzione dei test digitali—seppur facoltativi per il biennio delle superiori nel 2026—rappresenta un primo importante passo verso la misurazione trasparente e standardizzata delle abilità digitali. Secondo Ricci e il comitato INVALSI, la scuola italiana deve infatti farsi promotrice di:
- Cittadinanza digitale
- Consapevolezza delle proprie tracce online
- Abilità pratiche e fondamenta concettuali per la transizione digitale
- Capacità critica nell’uso di applicativi e risorse digitali
L’attesa è che nei prossimi anni le competenze digitali diverranno un requisito stabile e sistematico, tanto quanto il tradizionale accertamento di Italiano, Matematica e Inglese.
Impatto della riforma sulle scuole e sugli studenti
L’introduzione o il rafforzamento delle prove INVALSI come requisiti di ammissione agli esami 2026 ha ovviamente un forte impatto sia organizzativo che psicologico su scuole e ragazzi. Sul piano operativo, i dirigenti scolastici dovranno:
- Predisporre ambienti protetti e strumentazione adeguata
- Pianificare i turni di somministrazione e le attività di assistenza
- Informare con largo anticipo famiglie, studenti e personale
Per gli studenti, la presenza delle prove come sbarramento può generare ansia ma anche un sano incentivo alla preparazione. È importante, tuttavia, che la scuola favorisca momenti di simulazione e supporto.
Un altro aspetto importante riguarda l’inclusione: la personalizzazione degli strumenti e la cura delle esigenze degli alunni BES/DSA sono punti fermi della missione INVALSI e sono stati ribaditi anche quest’anno nella lettera presidenziale.
FAQ e risposte ai dubbi più comuni
Di fronte alle tante novità 2026, ecco alcune risposte ai quesiti più frequenti:
- Le prove INVALSI 2026 sono obbligatorie per tutti?
Sì, salvo assenza giustificata riconosciuta dal consiglio di classe.
- Le competenze digitali sono già requisito di ammissione agli esami?
No, sono facoltative per le classi seconde delle scuole superiori.
- Le prove sono diverse per gli studenti con BES o DSA?
Sì, sono previsti strumenti compensativi e prove adattate.
- Cosa succede se uno studente non partecipa alle prove INVALSI senza giustificato motivo?
Non potrà essere ammesso all’esame di Stato.
- Dove trovare materiali di esercitazione INVALSI?
Sul sito ufficiale INVALSI sono disponibili sia esempi di prove passate che materiali demo.
Sintesi finale e prospettive future
Le prove INVALSI 2026 si confermano elemento cardine dell’istruzione italiana, con importanti novità relative alle competenze digitali e al rafforzamento dei requisiti di ammissione agli esami di Stato. La lettera del presidente Ricci ai dirigenti scolastici invita la scuola a vivere queste rilevazioni come occasione positiva di crescita, autovalutazione e innovazione didattica.
Guardando al futuro, è prevedibile che l’esperienza maturata nell’ambito delle competenze digitali porterà—già dai successivi anni—ad una sistematizzazione dei test anche nei cicli finale e a una più marked digitalizzazione delle prove. Il dialogo costante tra scuola, famiglie, studenti e istituzioni resta fondamentale per accompagnare il cambiamento e garantire a tutti opportunità eque e di qualità.