Il decreto 221 del 9 dicembre 2025 obbliga 4.890 scuole statali del primo ciclo a riscrivere il curricolo verticale sulle nuove indicazioni nazionali 2026 entro l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027. La nota MIM 1312 del 12 marzo 2026 fissa quattro adempimenti e un doppio binario con l'impianto del 2012 che durerà fino al 2030/31.
La nota MIM 1312 e le quattro scadenze operative
Il documento firmato il 12 marzo 2026 chiude l'ambiguità sui tempi. Entro l'inizio dell'anno scolastico 2026/27 ogni istituzione del primo ciclo deve concludere quattro passaggi: rielaborare il curricolo d'istituto sul profilo dello studente e sui nuovi obiettivi specifici, aggiornare il PTOF per riflettere la decorrenza differenziata fra infanzia, primaria e secondaria, adeguare i criteri di valutazione disciplinari con le relative voci sul registro elettronico, coordinare il collegio dei docenti sulla continuità fra classi che per anni seguiranno impianti diversi.
I tempi sono stretti: dalla pubblicazione della circolare alla scadenza restano meno di sei mesi di calendario scolastico attivo. Nelle 4.684 istituzioni comprensive, nelle 150 direzioni didattiche e nei 56 istituti principali di primo grado censiti dal MIM per il 2024/25 significa che i collegi dei docenti devono deliberare entro giugno, non trascinare il lavoro sull'estate.
I 4 adempimenti del primo ciclo da chiudere entro il 2026/27 non sono una checklist burocratica: toccano il DNA pedagogico dell'istituto. E la formazione MIM già avviata sulle nuove Indicazioni 2025 copre per ora solo una parte dei dirigenti e dei referenti disciplinari.
Il doppio binario pesa sulla continuità: cinque anni di convivenza
Il nodo poco raccontato è la convivenza. Le Indicazioni 2012 non spariscono il primo settembre 2026: restano in vigore per tutte le classi non ancora coinvolte, fino al 2028/29 per la secondaria di primo grado e fino al 2030/31 per la primaria. Significa quattro anni accademici in cui, dentro lo stesso istituto comprensivo, due seconde primarie lavoreranno sullo stesso edificio con due impianti didattici distinti.
Per i dirigenti il problema è di governance. Il collegio dei docenti deve pianificare continuità e passaggi di consegne fra insegnanti che useranno obiettivi, metodi e vocabolari diversi a seconda dell'anno in cui l'alunno è entrato nel ciclo. Nei confini del DPR 275/1999 sull'autonomia, ciascun istituto decide come armonizzare, ma deve farlo per iscritto nel PTOF triennale.
Il doppio binario ha costi concreti anche sui libri di testo. Dall'adozione per il 2026/27 i manuali delle sole classi prime di primaria e secondaria di primo grado devono già rispettare le nuove Indicazioni, mentre le classi successive restano agganciate ai testi impostati sul 2012. Le famiglie delle classi intermedie useranno ancora i vecchi libri, le famiglie delle prime acquisteranno i nuovi, e la biblioteca scolastica dovrà gestire entrambi gli assortimenti per almeno un quadriennio.
C'è poi la valutazione. La certificazione delle competenze a fine quinta primaria e a fine terza secondaria resta nei modelli ministeriali già in uso, ma i criteri interni che portano al voto cambiano solo per le classi nuove. I registri elettronici dovranno gestire due set di voci disciplinari in parallelo, con il rischio che una svista nella configurazione produca pagelle non comparabili fra sezioni.
Cosa cambia in classe fra informatica, IA e latino opzionale
Le novità disciplinari non si limitano a un restyling. L'informatica diventa obiettivo esplicito già dalla primaria, inserita dentro matematica e tecnologia, con primi riferimenti all'intelligenza artificiale. Per gli alunni che arriveranno in prima media senza aver incontrato questi obiettivi, la scuola deve distribuirli nel triennio: un vincolo di continuità retroattivo che tocca anche la secondaria.
Il latino per l'educazione linguistica, chiamato LEL nel testo del decreto, è attivabile su base opzionale dalle seconde e terze della secondaria di primo grado, con circa un'ora settimanale. In mancanza di docenti con titolo nell'organico è prevista la convenzione con un istituto di secondo grado. Pesano allo stesso modo la scrittura a mano, il riassunto, la grammatica normativa e il metodo laboratoriale sulle discipline STEM.
Il quadro completo delle discipline aggiornate, dalle novità su informatica e DigComp al latino per l'educazione linguistica, è il riferimento per i referenti di dipartimento che devono riscrivere la scansione annuale degli obiettivi.
La vera partita dei prossimi mesi non si gioca sulla carta ma sulla capacità del collegio dei docenti di costruire un passaggio ordinato fra due impianti che condivideranno le stesse aule fino al 2030/31.
Domande frequenti
Quali scuole sono coinvolte nell'obbligo di riscrittura del curricolo secondo le nuove indicazioni 2026?
Sono coinvolte 4.890 scuole statali del primo ciclo, tra cui istituti comprensivi, direzioni didattiche e istituti principali di primo grado.
Cosa significa il doppio binario tra le Indicazioni 2012 e quelle 2026?
Per cinque anni, fino al 2030/31, coesisteranno due curricoli: le classi nuove seguiranno le Indicazioni 2026, mentre le altre continueranno con le Indicazioni 2012, creando la necessità di gestire due impianti didattici distinti nello stesso istituto.
Quali sono i quattro adempimenti richiesti alle scuole entro l'anno scolastico 2026/27?
Le scuole devono: rielaborare il curricolo sul profilo dello studente e nuovi obiettivi, aggiornare il PTOF, adeguare i criteri di valutazione e coordinare il collegio dei docenti sulla continuità tra classi con curricoli diversi.
In che modo le nuove indicazioni incidono sulle discipline e sulla didattica?
L'informatica diventa obiettivo esplicito già dalla primaria, con riferimenti all'IA, mentre il latino (LEL) può essere attivato opzionalmente in seconda e terza media; inoltre, si rafforzano la scrittura a mano, il riassunto, la grammatica normativa e il metodo laboratoriale nelle STEM.
Come verranno gestiti i libri di testo durante il periodo di transizione?
Dal 2026/27, solo le classi prime adotteranno manuali conformi alle nuove Indicazioni, mentre le altre continueranno con i testi basati sulle Indicazioni 2012; la biblioteca scolastica dovrà gestire entrambe le tipologie di libri per almeno quattro anni.
Cosa cambia nei criteri di valutazione e nella gestione dei registri elettronici?
I criteri di valutazione saranno aggiornati solo per le classi che seguono le nuove Indicazioni, mentre la certificazione delle competenze resta invariata; i registri elettronici dovranno gestire due set di voci disciplinari in parallelo, aumentando il rischio di errori nelle pagelle.