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Istituti tecnici, l'allarme dell'Aiig: la riduzione delle ore di geografia rischia di produrre esuberi
Scuola

Istituti tecnici, l'allarme dell'Aiig: la riduzione delle ore di geografia rischia di produrre esuberi

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L'Associazione italiana insegnanti di geografia invita i collegi dei docenti a non anticipare i tempi con delibere affrettate. Le nuove indicazioni ministeriali restano poco chiare e il margine di manovra sulle due ore a scelta nel primo anno è ancora tutto da definire.

La riforma dei tecnici e il nodo geografia

La riforma degli istituti tecnici torna a far discutere, e questa volta il fronte caldo è quello della geografia. Una disciplina che, nel riassetto dei quadri orari previsto per il 2026, rischia di pagare un prezzo alto in termini di ore curricolari. A lanciare l'allarme è l'Aiig, l'Associazione italiana insegnanti di geografia, che con una nota indirizzata alle scuole ha chiesto esplicitamente ai collegi dei docenti di non procedere a tagli precipitosi.

Il messaggio è chiaro: le nuove indicazioni ministeriali non sono ancora definite in modo sufficientemente dettagliato, e qualsiasi decisione presa ora potrebbe rivelarsi prematura, oltre che dannosa per il personale docente.

Due ore a scelta: cosa prevede il nuovo quadro orario

Stando a quanto emerge dai nuovi quadri orari degli istituti tecnici, il primo anno prevede l'attribuzione di due ore a scelta, da ripartire tra geografia e seconda lingua comunitaria. Un'ora va destinata a una disciplina, l'altra alla seconda. Il meccanismo, sulla carta, sembra semplice. Nella pratica, però, lascia spazi di ambiguità che rischiano di tradursi in scelte penalizzanti per l'insegnamento della geografia.

La questione non è solo didattica. Dietro la distribuzione di quelle due ore si gioca una partita che riguarda cattedre, organici e stabilità lavorativa dei docenti. E in un contesto in cui il sistema scolastico italiano è già alle prese con una complessa fase di transizione, come dimostrano le Nuove Normative sulla Formazione Iniziale dei Docenti: Approvati Emendamenti al Decreto Milleproroghe, ogni decisione affrettata può avere ripercussioni a catena.

L'appello dell'Aiig ai collegi dei docenti

L'Aiig non usa mezzi termini. L'associazione ha consigliato in modo esplicito di non tagliare le ore di geografia sulla base di indicazioni ministeriali ancora incomplete. Il rischio, spiega, è che i collegi dei docenti deliberino in modo frettoloso, magari privilegiando la seconda lingua comunitaria senza una reale ponderazione delle conseguenze.

"Non anticipate i tempi con delibere affrettate", è la raccomandazione rivolta alle scuole. Un invito alla prudenza che nasce dalla consapevolezza che, una volta approvati i quadri orari a livello di istituto, invertire la rotta diventa complicato. E le ricadute sugli organici sono immediate.

L'associazione sottolinea come il collegio dei docenti sia chiamato a un esame attento e approfondito dei nuovi quadri orari. Non si tratta di una formalità burocratica, ma di una scelta che incide sulla qualità dell'offerta formativa e sulla tenuta occupazionale di un'intera categoria di insegnanti.

Il rischio esuberi per i docenti di geografia

È questo il cuore della questione. Se la maggioranza degli istituti tecnici dovesse destinare entrambe le ore, o anche solo quella contesa, alla seconda lingua comunitaria, il risultato sarebbe una contrazione significativa delle cattedre di geografia. In molti istituti le ore sono già ridotte all'osso. Un'ulteriore sforbiciata produrrebbe inevitabilmente esuberi tra i docenti della classe di concorso interessata.

Un fenomeno, quello della precarietà e dell'incertezza sulle cattedre, che il mondo della scuola conosce fin troppo bene. Lo confermano anche i dati che emergono dalle procedure concorsuali in corso: basta guardare ai numeri del Concorso Docenti PNRR2: Svelati i Numeri sui Posti Vacanti per capire quanto sia delicato l'equilibrio tra fabbisogno reale e disponibilità di organico.

Per i docenti di geografia la situazione è particolarmente critica. Si tratta di una disciplina che negli ultimi decenni ha visto progressivamente ridursi il proprio spazio nei curricoli scolastici, nonostante la sua rilevanza formativa. L'educazione geografica, come ricordano gli esperti dell'Aiig, è fondamentale per lo sviluppo di competenze di cittadinanza, per la comprensione dei fenomeni geopolitici e ambientali, per l'orientamento nel mondo globalizzato.

Un quadro normativo ancora incompleto

Il problema di fondo, come sottolineato dall'Aiig, è che le indicazioni ministeriali relative alla riforma degli istituti tecnici restano in parte vaghe. Mancano chiarimenti operativi su come le scuole debbano effettivamente gestire la ripartizione delle ore a scelta. E in assenza di direttive precise, il rischio è che ogni istituto proceda in ordine sparso, con esiti disomogenei sul territorio nazionale.

Non è la prima volta che il mondo della scuola si trova a fare i conti con riforme annunciate ma non compiutamente declinate nei dettagli attuativi. La prassi, purtroppo consolidata, è quella di scaricare sulle singole istituzioni scolastiche l'onere di interpretare norme ancora in divenire. Un meccanismo che genera incertezza, alimenta conflitti interni ai collegi e, nei casi peggiori, produce decisioni irreversibili prese sulla base di informazioni parziali.

L'auspicio dell'Aiig, e di buona parte del corpo docente coinvolto, è che il Ministero dell'Istruzione e del Merito intervenga con indicazioni chiare e tempestive, prima che i collegi dei docenti siano costretti a deliberare al buio. Nel frattempo, la raccomandazione resta una sola: prudenza. Non sacrificare la geografia sull'altare di scelte dettate dall'urgenza piuttosto che dalla riflessione.

Pubblicato il: 23 marzo 2026 alle ore 08:18

Domande frequenti

Cosa prevede la riforma degli istituti tecnici riguardo all'insegnamento della geografia?

La riforma prevede che nel primo anno degli istituti tecnici vengano attribuite due ore a scelta tra geografia e seconda lingua comunitaria, una per ciascuna disciplina. Questa modalità lascia però spazio a decisioni che possono penalizzare la geografia.

Perché l'Aiig lancia l'allarme riguardo la riduzione delle ore di geografia?

L'Aiig teme che una riduzione delle ore possa portare a esuberi tra i docenti di geografia e una perdita di qualità nell’offerta formativa. L’associazione invita quindi i collegi dei docenti a non prendere decisioni affrettate su indicazioni ministeriali ancora incomplete.

Quali sono i rischi occupazionali per i docenti di geografia secondo l'articolo?

Se la maggioranza degli istituti scegliesse di privilegiare la seconda lingua comunitaria, le cattedre di geografia subirebbero ulteriori riduzioni, causando esuberi e maggiore precarietà tra i docenti della disciplina.

Quali sono le principali criticità del quadro normativo attuale sulla riforma?

Le indicazioni ministeriali sono ancora vaghe e mancano chiarimenti operativi su come gestire la ripartizione delle ore. Questo può portare a interpretazioni diverse tra gli istituti e a decisioni non omogenee a livello nazionale.

Qual è la raccomandazione principale dell'Aiig ai collegi dei docenti?

L'Aiig raccomanda ai collegi dei docenti di non deliberare in modo frettoloso la ripartizione delle ore e di attendere indicazioni ministeriali più chiare, per evitare scelte che potrebbero avere conseguenze negative sia sulla disciplina che sull'organico docente.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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