Il Ruolo Centrale della Scuola nella Giornata del Ricordo: Le Dichiarazioni di Valditara e Meloni
Indice
- Introduzione: Il valore della memoria storica
- Origini della Giornata del Ricordo
- Il dramma delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata
- Giuseppe Valditara: La scuola custode della memoria
- Giorgia Meloni: "La storia appartiene a tutta l’Italia"
- Le iniziative istituzionali: Il 'Treno del Ricordo' e oltre
- La memoria storica nella scuola italiana
- Il dibattito pubblico e la responsabilità civile
- Eventi e commemorazioni del 2026
- Sintesi e prospettive future
Introduzione: Il valore della memoria storica
Il 10 febbraio di ogni anno, l’Italia celebra la Giornata del Ricordo, un appuntamento profondamente sentito nel quadro della memoria storica nazionale. Questa ricorrenza, istituita per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, costituisce un’occasione di riflessione collettiva sulla storia recente del nostro Paese. Le parole di Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione, e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolineano il ruolo essenziale della scuola nel conservare e trasmettere la memoria di questi accadimenti e il dovere delle istituzioni di coinvolgere le nuove generazioni affinché tali tragedie non vengano dimenticate.
Origini della Giornata del Ricordo
La Giornata del Ricordo viene istituita con la legge 92 del 30 marzo 2004, accogliendo una crescente sensibilità della società italiana verso le conseguenze drammatiche della Seconda Guerra Mondiale nell’area del confine orientale. Il 10 febbraio è la data scelta per ricordare, simbolicamente, il giorno in cui furono firmati i Trattati di Parigi (1947), sancendo ufficialmente il passaggio dell’Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, evento che accelerò l’esodo di centinaia di migliaia di connazionali e lasciò ferite profonde nelle comunità colpite. Oltre al ricordo delle vittime delle foibe, la data serve a commemorare l’esodo degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, ribadendo il diritto-dovere di mantenere viva una memoria spesso trascurata nella narrazione storica nazionale.
Il dramma delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata
Le foibe sono cavità carsiche dell’area balcanica diventate, negli anni bui del secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra, luoghi di esecuzione e occultamento di italiani e altri oppositori politici ad opera di milizie jugoslave. Le stime sulle vittime variano, ma si riconosce un bilancio tragico: migliaia di italiani uccisi, deportati, costretti all’esilio o destinati a una vita da esuli. L’esodo giuliano-dalmata coinvolse oltre 250.000 persone che abbandonarono le proprie case, i propri affetti e le proprie radici per trovare rifugio nel resto d’Italia o all’estero. Un trauma collettivo che ha segnato intere generazioni.
Giuseppe Valditara: La scuola custode della memoria
Durante le celebrazioni della Giornata del Ricordo 2026, Giuseppe Valditara ha rimarcato il compito fondamentale della scuola italiana nel percorso di memoria storica. Il Ministro dell’Istruzione ha sottolineato che la memoria del dramma delle foibe e dell’esodo non è solo un dovere morale, ma una necessità per la formazione dell’identità nazionale.
Valditara, ha messo in luce come sia compito delle istituzioni educative trasmettere ai giovani le testimonianze, i documenti e le storie personali di chi ha vissuto in prima persona quei tragici eventi.
Le scuole, dalle primarie alle secondarie, sono invitate ad organizzare incontri, proiezioni, letture e laboratori che favoriscano una riflessione critica e consapevole sulle dinamiche storiche e sulle conseguenze sociali dell’odio e della violenza. Progetti didattici e viaggi della memoria, come il Treno del Ricordo, mirano a stimolare l’empatia e il senso civico degli studenti, aiutandoli a riconoscersi parte di una storia comune.
Giorgia Meloni: "La storia appartiene a tutta l’Italia"
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivolto un accorato messaggio alla Nazione in occasione della Giornata del Ricordo 2026, sottolineando il valore unitario della memoria condivisa.
Meloni ha ricordato l’importanza di commemorare la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata non solo per rispetto delle vittime, ma anche come segnale di maturità civile e coesione nazionale.
Nel suo discorso, Meloni ha evidenziato lo sforzo del Governo nel promuovere iniziative concrete e visibili, finalizzate a coinvolgere non solo la comunità degli esuli e dei loro discendenti, ma l’intero tessuto sociale. L’obiettivo, secondo la Premier, è quello di superare le divisioni ideologiche del passato e riconoscere il sacrificio patito da tante famiglie italiane, restituendo così dignità ai luoghi della memoria e alle narrazioni spesso dimenticate.
Le iniziative istituzionali: Il 'Treno del Ricordo' e oltre
Tra le numerose iniziative istituzionali, spicca il progetto del “Treno del Ricordo”, fortemente sostenuto dall’attuale Governo. L’iniziativa, simbolica e concreta al contempo, rievoca l’esperienza dell’esodo accompagnando studenti e cittadini attraverso un percorso di tappe commemorative che collegano idealmente le terre d’origine degli esuli alle principali città italiane.
Lungo il tragitto del Treno, si svolgono incontri con testimoni, lezioni di storia, rappresentazioni teatrali, mostre fotografiche e momenti di raccoglimento, destinati soprattutto agli studenti. Questo programma offre l’opportunità unica di ascoltare direttamente le voci di chi ha vissuto l’esodo e la tragedia delle foibe, arricchendo così il bagaglio conoscitivo ed emotivo delle nuove generazioni.
Non mancano altre iniziative, tra cui:
- Cerimonie ufficiali presso monumenti e lapidi dedicate alle vittime
- Seminari e convegni in collaborazione con università e centri di ricerca storica
- Produzioni editoriali e audiovisive per divulgare testimonianze e studi storici
- Programmi speciali della RAI e degli istituti culturali
La memoria storica nella scuola italiana
Il tema della memoria storica nella scuola italiana si intreccia inevitabilmente con la funzione educativa dell’istituzione scolastica. Valditara ha messo in rilievo la necessità di integrare nei programmi scolastici non solo dati e nozioni, ma anche l’insegnamento di valori, l’ascolto delle storie vere provenienti dagli archivi della memoria europea contemporanea.
Le linee guida ministeriali suggeriscono attività come:
- Progettazione di giornate dedicate alla memoria con la partecipazione di esperti e testimoni
- Visite didattiche presso musei e memoriali (es. Museo dell’Esodo di Trieste)
- Collaborazioni con associazioni degli esuli per incontri e laboratori interattivi
- Produzione di elaborati, mostre, cortometraggi e ricerche che coinvolgano attivamente gli studenti
L’obiettivo è stimolare nei giovani la consapevolezza dei drammi storici, promuovere il rispetto reciproco e contrastare i fenomeni di negazionismo e riduzionismo, purtroppo ancora presenti nella società contemporanea.
Il dibattito pubblico e la responsabilità civile
La commemorazione della Giornata del Ricordo si inserisce in un contesto di dibattito pubblico che coinvolge storici, politici, famiglie degli esuli, e cittadini comuni. La memoria delle foibe e dell’esodo è stata, a lungo, tema controverso, segnato da silenzi, manipolazioni e amnesie collettive. Negli ultimi decenni, la pressione dell’opinione pubblica e l’impegno delle associazioni degli esuli hanno favorito una maggiore apertura e una crescente responsabilità civile delle istituzioni.
Il riconoscimento della sofferenza subita dagli italiani costretti a lasciare la patria è oggi, finalmente, condiviso trasversalmente nel panorama politico e culturale. Numerose voci autorevoli insistono sulla necessità di trovare, nella memoria condivisa, una base comune per costruire una società più giusta e inclusiva, capace di apprendere dal passato per prevenire discrimazioni e violenze future.
Eventi e commemorazioni del 2026
L’edizione 2026 della Giornata del Ricordo è caratterizzata da una vasta rete di eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tra i principali appuntamenti:
- Cerimonia solenne al Quirinale, alla presenza delle alte cariche dello Stato
- Deposizione di corone presso le foibe simbolo, come quella di Basovizza
- Mostre tematiche dedicate ai documenti storici e alle testimonianze degli esuli
- Spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche ispirate ai fatti storici
- Conferenze con storici italiani e internazionali
- Premi scolastici per i migliori elaborati sul tema della memoria
Questi eventi, pensati per un pubblico trasversale e per le nuove generazioni, rappresentano un momento di raccoglimento ma anche di attivo impegno sociale e culturale.
Sintesi e prospettive future
La Giornata del Ricordo si conferma un appuntamento essenziale nella vita civile della Repubblica Italiana. Le parole di Giuseppe Valditara e Giorgia Meloni riaffermano che la memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata non è soltanto una questione di storiografia o di commemorazione rituale, ma una vera e propria bussola etica per la costruzione delle future generazioni.
Il rilancio di politiche educative, come l’iniziativa del Treno del Ricordo, e la volontà delle istituzioni di coinvolgere attivamente la scuola, testimoniano la crescente sensibilità dell’Italia per una memoria condivisa, plurale, capace di fare i conti con il passato ma anche di guardare al futuro. Un futuro in cui il rispetto della dignità umana sia il principio cardine di ogni comunità.
Il percorso di memoria storica, che parte dalle aule scolastiche, si estende ai musei, agli archivi e alle piazze delle nostre città, diventando un patrimonio vivo e dinamico, capace di suscitare interrogativi, dialoghi e nuove consapevolezze tra i cittadini di ogni età. Solo così sarà realmente possibile onorare le vite spezzate e le speranze infrante di chi ha sofferto a causa delle foibe e dell’esodo.
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In sintesi, la Giornata del Ricordo 2026 si distingue per un rinnovato impegno delle istituzioni, con la scuola italiana in prima linea nella trasmissione della memoria storica e nella formazione di una cittadinanza pienamente consapevole. Le parole di Valditara e Meloni, unite alle tante iniziative sul territorio, tracciano la via per una società più unita, capace di ricordare e di imparare dalla propria storia, con rispetto e maturità.