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Elenchi regionali per il ruolo 2026: guida alla scelta della regione
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Elenchi regionali per il ruolo 2026: guida alla scelta della regione

Disponibile in formato audio

Domanda entro il 25 maggio 2026 su InPa: chi puo iscriversi, come compilare, e come scegliere la regione senza sbagliare. Guida pratica agli elenchi.

Le domande per gli elenchi regionali si presentano fino al 25 maggio 2026 tramite la piattaforma InPa - Portale unico del reclutamento. La modulistica è precompilata: il sistema recupera in automatico le procedure concorsuali a cui si ha diritto. La vera sfida è la scelta della regione. Il decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026 riconosce esplicitamente che non è possibile comunicare ai candidati i posti effettivamente vacanti nelle singole regioni al momento della domanda.

In breve

  • Le domande sono aperte dal 6 al 25 maggio 2026 sulla piattaforma InPa, accessibile con SPID o CIE
  • Possono partecipare i docenti che hanno superato le prove orali di un concorso bandito dopo il 2020 (ordinario 2020, straordinario 2020, PNRR 1/2/3) e non hanno una nomina a tempo indeterminato
  • Si sceglie una sola regione per tutte le proprie procedure concorsuali
  • Il meccanismo scatta solo dopo l'esaurimento delle graduatorie dei vincitori e idonei PNRR: per molte classi di concorso nelle grandi regioni, nel 2026/2027 potrebbe non essere attivato
  • La domanda è tecnicamente semplice; la strategia di scelta della regione richiede di analizzare i prospetti di consistenza pubblicati dagli Uffici Scolastici Regionali

Come funzionano gli elenchi regionali

Il meccanismo degli elenchi regionali è regolato dall'art. 399, comma 3-ter del D.Lgs. 297/1994, introdotto dal decreto-legge 45/2025 (convertito con legge 79/2025) e modificato dall'art. 18, comma 2, del decreto-legge 19/2026 (convertito con legge 50/2026). Si tratta di un canale di ultima istanza: scatta solo se e quando le graduatorie dei concorsi ordinari si esauriscono su quella classe di concorso in quella regione.

La gerarchia di utilizzo è rigida: prima vengono i vincitori del concorso 2016, poi i vincitori del 2018, quindi gli idonei dello straordinario 2020, gli elenchi aggiuntivi, i vincitori dei concorsi PNRR 1, PNRR 2 e PNRR 3, e infine gli idonei PNRR nel limite del 30% dei posti banditi. Solo quando tutti questi contingenti risultano esauriti per una determinata classe di concorso, si attinge agli elenchi aggiuntivi regionali.

Chi può iscriversi

Possono presentare domanda i docenti che hanno superato le prove orali di un concorso per posto comune o di sostegno bandito a partire dal 2020 (concorso ordinario DM 510/2020, straordinario 2020, PNRR 1, PNRR 2, PNRR 3) e che, al momento della domanda, non hanno una nomina a tempo indeterminato in corso. Sono esclusi anche i docenti con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo ai sensi dell'art. 13, comma 2, o dell'art. 18-bis, commi 4 e 5, del D.Lgs. 59/2017.

Come compilare la domanda su InPa

La compilazione si svolge in pochi minuti. Una volta effettuato l'accesso con SPID o CIE, il portale mostra già le procedure concorsuali abbinate al proprio profilo. Non occorre inserire nulla manualmente: si verifica la lista precaricata, si sceglie la regione e si compila la sezione delle precedenze.

  1. Accedere alla piattaforma InPa con SPID o CIE
  1. Verificare che le procedure concorsuali precaricate siano corrette. In caso di discrepanza, contattare l'Ufficio Scolastico Territoriale (UST) prima della scadenza
  1. Scegliere la regione di inserimento: una sola per tutte le procedure del candidato
  1. Compilare la sezione preferenze e precedenze: legge 104, legge 68, dichiarazioni su cittadinanza e diritto di voto
  1. Trasmettere la domanda entro il 25 maggio 2026 ore 23:59. L'ultima trasmissione entro la scadenza sostituisce le precedenti: si può modificare la scelta fino all'ultimo, purchè si reinvii la domanda

Se si è partecipato a più procedure sulla stessa classe di concorso (ad esempio, concorso ordinario 2020 e PNRR 1 entrambi sulla A27), il sistema seleziona in automatico quella cronologicamente più antica. Non il punteggio più alto, ma il concorso più vecchio: è quello con precedenza di utilizzo.

La scelta della regione: il nodo critico

Ogni elenco regionale è diviso in due sezioni. Nella prima sezione si trovano i candidati che hanno scelto la stessa regione in cui hanno sostenuto il concorso. Nella seconda sezione ci sono i candidati che provengono da una regione diversa. Chi rientra nella prima sezione precede i candidati della seconda, a parità di tutto il resto.

L'effetto pratico non è banale. Un docente che ha fatto il PNRR 1 in Piemonte e sceglie la Lombardia va in Sezione 2 per la Lombardia: precede i piemontesi che hanno fatto il PNRR 2 in Lombardia (perchè PNRR 1 e cronologicamente precedente), ma è preceduto da tutti i colleghi che hanno fatto il PNRR 1 in Lombardia e hanno scelto quella regione (Sezione 1). Scegliere la stessa regione del proprio concorso offre un vantaggio solo rispetto ai candidati che arrivano da fuori, non rispetto ai colleghi che hanno fatto lo stesso concorso nella stessa regione.

Al momento della domanda, non ci sono dati certi sui posti disponibili. Gli USR hanno pubblicato i prospetti di consistenza numerica delle graduatorie vigenti tra il 4 e il 5 maggio 2026. Questi dati mostrano quanti candidati precedono la propria posizione nelle diverse classi di concorso, non quanti posti verranno assegnati tramite gli elenchi aggiuntivi nel 2026/2027. Per una scelta meno aleatoria, conviene confrontare la consistenza delle graduatorie tra due o tre regioni candidate e stimare dove la coda di candidati davanti a sè e più corta rispetto al numero storico di immissioni in ruolo per quella classe di concorso.

Errori comuni da evitare

  • Credere che sia un canale immediato: il meccanismo scatta solo dopo l'esaurimento di tutti i contingenti PNRR. Per molte classi di concorso nelle regioni con grandi graduatorie, nel 2026/2027 potrebbe non essere attivato affatto
  • Scegliere la regione del concorso per avere un vantaggio assoluto: la Sezione 1 da priorità solo sui candidati che arrivano da fuori, non su chi è gia nella graduatoria locale dello stesso concorso
  • Inviare la domanda all'ultimo momento: la piattaforma può avere picchi di traffico nei giorni finali. Meglio trasmettere entro il 20 maggio e verificare la ricevuta
  • Non controllare le procedure precaricate: il sistema le carica in automatico ma possono esserci errori. Qualsiasi discrepanza va segnalata subito all'UST, non a domanda già inviata

Domande frequenti

Chi può presentare domanda per gli elenchi regionali per il ruolo 2026?

Possono presentare domanda i docenti che hanno superato le prove orali di un concorso bandito dal 2020 in poi, per posto comune o di sostegno, e che non hanno una nomina a tempo indeterminato. Sono esclusi anche coloro con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo ai sensi della normativa vigente.

Come si compila la domanda sulla piattaforma InPa?

La domanda si compila accedendo con SPID o CIE alla piattaforma InPa, verificando la correttezza delle procedure concorsuali precaricate, scegliendo una sola regione e compilando la sezione preferenze e precedenze. È possibile modificare la domanda fino alla scadenza trasmettendo una nuova versione.

Quali sono i criteri per la scelta della regione e quali vantaggi comporta?

Si può scegliere una sola regione per tutte le procedure; la scelta della stessa regione in cui si è svolto il concorso offre priorità solo rispetto ai candidati che provengono da altre regioni. È consigliabile analizzare la consistenza delle graduatorie regionali per stimare le proprie possibilità di inserimento.

Quando vengono utilizzati gli elenchi regionali per le immissioni in ruolo?

Gli elenchi regionali vengono utilizzati solo dopo l'esaurimento di tutte le graduatorie dei vincitori e idonei dei concorsi ordinari e PNRR per la specifica classe di concorso in quella regione. In molte regioni e per diverse classi di concorso, il meccanismo potrebbe non attivarsi nell’anno scolastico 2026/2027.

Cosa bisogna controllare prima di inviare la domanda?

È importante verificare che le procedure concorsuali abbinate al proprio profilo siano corrette e segnalare subito eventuali discrepanze all'Ufficio Scolastico Territoriale. Si consiglia inoltre di non inviare la domanda all’ultimo momento per evitare problemi tecnici.

Pubblicato il: 8 maggio 2026 alle ore 07:39

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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