Docenti di sostegno in Italia: criticità, numeri in crescita e il dibattito sulla qualità del sistema
Indice dei paragrafi
- Introduzione: il sostegno scolastico in Italia
- I numeri del sostegno: dati aggiornati 2023/2024
- Cambi di docente: una questione annosa
- Nord Italia: il nodo degli insegnanti non specializzati
- Paola Frassinetti e la visione ministeriale
- Conseguenze sui percorsi degli alunni
- Specializzazione dei docenti: criticità e possibili soluzioni
- Le istanze delle famiglie e delle associazioni
- Esempi europei: un confronto necessario
- Proposte e prospettive future per il sistema italiano
- Conclusione e sintesi
Introduzione: il sostegno scolastico in Italia
Il sostegno agli alunni con disabilità rappresenta, storicamente, uno dei temi più delicati e complessi per la scuola italiana. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Istruzione, presentati il 24 febbraio 2026 dal sottosegretario Paola Frassinetti presso la commissione Infanzia alla Camera dei Deputati, la questione si mostra in tutta la sua attualità: 359 mila alunni con disabilità sono iscritti nelle scuole italiane nell’anno scolastico 2023/2024, segnando un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Un dato che impone riflessione, sia per ciò che riguarda la capacità del sistema di offrire risposte efficaci sia per la qualità degli strumenti messi a disposizione, a partire dai docenti di sostegno. Questo articolo analizza dati, cause, effetti e prospettive, con un occhio alle criticità più urgenti, come quella degli insegnanti di sostegno non specializzati al Nord e l’elevato cambio annuale degli insegnanti di sostegno.
I numeri del sostegno: dati aggiornati 2023/2024
Il sistema di sostegno agli alunni con disabilità a scuola si regge in Italia su una rete di docenti specializzati e risorse dedicate. Nel 2023/2024 sono iscritti 359 mila alunni con disabilità, un incremento significativo rispetto all’anno precedente, segnale di una crescente attenzione verso l’inclusione ma anche di un aumento delle richieste da parte delle famiglie. Da segnalare che il 98% di questi alunni ha una certificazione di disabilità, secondo quanto predisposto dalla normativa nazionale e dalle commissioni mediche competenti.
I dati più rilevanti riguardano però la distribuzione dei docenti di sostegno e il livello complessivo di preparazione specifica, nonché la continuità didattica, una delle maggiori criticità sentite dal mondo della scuola e dalle famiglie.
- Alunni con disabilità: 359.000 iscritti (anno scolastico 2023/2024)
- Incremento annuo: +6%
- Alunni con certificazione di disabilità: 98%
- Percentuale di cambi annuali docente/alunno: 57%
I dati restituiscono un quadro di crescita, ma portano alla luce alcune storture che destano preoccupazione.
Cambi di docente: una questione annosa
Uno dei problemi più radicati del sistema è la frequenza con cui gli alunni con disabilità cambiano insegnante di sostegno. Il 57% degli alunni con disabilità cambia insegnante ogni anno. Questo significa che, su 10 studenti con disabilità, ben 6 sono costretti a ricominciare daccapo il percorso di inclusione instaurando una nuova relazione educativa.
Le cause di questa elevata mobilità sono molteplici:
- Presenza di molti docenti a tempo determinato (“supplenti”) su posti di sostegno
- Carenza di docenti specializzati stabilizzati sul territorio
- Prassi amministrative che non considerano la continuità didattica come priorità nella distribuzione delle cattedre
- Mobilità obbligatoria dettata da graduatorie provinciali o regionali
Gli effetti di questa mancanza di continuità pedagogica sono evidenti:
- Interruzione dei percorsi personalizzati (PEI)
- Bisogno di ricostruire da parte dell’alunno (e della famiglia) fiducia e relazione con il nuovo docente
- Maggior stress per lo studente
- Rischio di ritardi o regressi negli apprendimenti e nelle autonomie
La continuità didattica, richiesto da molti anni da associazioni e famiglie, appare dunque ancora lontana dall’essere raggiunta su tutto il territorio nazionale.
Nord Italia: il nodo degli insegnanti non specializzati
Un altro elemento di forte criticità emerso dai dati 2024 è la presenza di una percentuale significativa di insegnanti di sostegno non specializzati al Nord Italia. Più precisamente, il 38% dei docenti di sostegno nelle scuole del Nord non ha la prevista specializzazione, un problema che appare endemico soprattutto nelle regioni Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto.
Le radici di questa problematica sono molteplici:
- Riluttanza di molti docenti a frequentare i costosi e lunghi percorsi di specializzazione
- Carenza di corsi abilitanti disponibili nei territori del Nord
- Scarse possibilità di attrarre insegnanti specializzati da altre aree del Paese
- Maggior numero assoluto di alunni con disabilità nelle regioni settentrionali
Di fatto, la conseguenza più grave è che migliaia di studenti con disabilità sono seguiti da insegnanti privi della formazione necessaria per gestire bisogni educativi speciali. Un elemento che rischia di compromettere l’efficacia del sistema inclusivo e che alimenta tensioni tra scuole, famiglie e istituzioni.
Paola Frassinetti e la visione ministeriale
Nonostante la situazione presenti numerose criticità, il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti ha difeso il modello italiano in commissione Infanzia alla Camera, sottolineando come il sistema di sostegno ai disabili a scuola sia all’avanguardia rispetto ad altri Paesi europei.
Nel suo intervento, Frassinetti ha rimarcato alcuni punti di forza:
- Elevato livello di inclusione di studenti con disabilità nelle classi comuni
- Attivazione di numerosi tavoli tecnici per il miglioramento del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e la formazione del personale
- Investimenti per il potenziamento dell’assistenza educativa
Nonostante queste dichiarazioni, diverse associazioni di categoria mettono in luce la distanza tra dichiarazioni programmatiche e realtà vissuta nelle scuole. La stessa Frassinetti ha ammesso la necessità di un ulteriore sforzo, in particolare per ridurre la quota di docenti non specializzati e garantire una maggiore stabilità nei rapporti tra alunni e insegnanti.
Conseguenze sui percorsi degli alunni
L’altissima percentuale di cambio annuale del docente e la presenza di non specializzati influisce in maniera decisiva sui percorsi di crescita degli studenti con disabilità. Gli effetti più comunemente riscontrati sono:
- Disorientamento e difficoltà nell’instaurare rapporti di fiducia stabile
- Maggiore tempo richiesto per la conoscenza reciproca e la definizione degli obiettivi formativi individuali
- Difficoltà di comunicazione scuola-famiglia per l’aggiornamento costante del PEI
- Incremento del rischio di isolamento dell’alunno rispetto al resto della classe
È importante ricordare come la figura del docente di sostegno sia centrale non solo sotto il profilo didattico, ma anche per l’equilibrio emotivo e relazionale dell’alunno. Una presenza poco stabile rappresenta quindi un limite oggettivo al processo inclusivo.
Specializzazione dei docenti: criticità e possibili soluzioni
Il tema della specializzazione dei docenti di sostegno si conferma centrale per un reale miglioramento del sistema scuola.
Attualmente, l’accesso alla cattedra di sostegno richiede un percorso di formazione specifico (TFA Sostegno), ma i posti sono in numero spesso insufficiente rispetto alle richieste. Inoltre, molti posti rimangono vacanti e vengono assegnati a supplenti senza specializzazione.
Possibili soluzioni discusse negli ultimi anni riguardano:
- Aumento dei posti nei corsi di specializzazione
- Riconoscimento di corsi brevi per docenti già in servizio
- Incentivi economici e di carriera per chi si specializza e resta almeno 3 anni sullo stesso alunno
- Maggiore coinvolgimento delle università nella formazione dei docenti
Queste strategie puntano a garantire che ogni anno diminuisca la quota di insegnanti di sostegno non specializzati a scuola, soprattutto nelle aree più critiche del Paese.
Le istanze delle famiglie e delle associazioni
Le famiglie e le associazioni che si occupano del diritto allo studio degli alunni con disabilità rappresentano la voce più attenta e spesso critica nei confronti delle politiche pubbliche.
Tra le principali richieste emerge:
- Continuità educativa sullo stesso alunno negli anni
- Docenti specializzati per tutte le tipologie di disabilità
- Più risorse per adeguare spazi e strumenti delle scuole
- Maggiore ascolto delle esigenze individuali nei PEI
Le famiglie denunciano spesso la frammentazione degli interventi, lamentando che i cambi continui e la presenza di insegnanti non specializzati rendono il percorso scolastico dei propri figli meno lineare e meno efficace rispetto alle potenzialità.
Esempi europei: un confronto necessario
L’Italia viene spesso lodata, anche a livello internazionale, per la scelta di inserire gli alunni con disabilità nelle classi comuni, una strategia definita "inclusiva" e ritenuta un modello anche dall’ONU.
Tuttavia, alcuni Paesi europei hanno adottato strategie differenti ma complementari:
- In Germania, esistono scuole speciali ma l’inclusione cresce negli ultimi anni grazie a team multidisciplinari
- In Francia, la presenza di "accompagnatori scolastici" a supporto degli insegnanti è molto diffusa
- Nei Paesi nordici, la formazione dei docenti prevede moduli obbligatori sulla pedagogia speciale
Questi esempi dimostrano come la qualità dell’inclusione passi, ovunque, da una preparazione accurata del personale e da una reale continuità didattica.
Proposte e prospettive future per il sistema italiano
Gli esperti e numerose associazioni propongono interventi mirati per superare le criticità attuali:
- Stabilizzazione annuale dei docenti sulla stessa cattedra di sostegno
- Obbligo di corso abilitante per tutti i docenti impiegati sul sostegno
- Adeguamento degli organici sulla base delle richieste reali e non solo sulla media statistica
- Introduzione di incentivi e bonus vincolati alla continuità didattica
- Sviluppo di un’anagrafe unica dei docenti di sostegno, utile per tracciare formazione e premi di permanenza
- Aggiornamento costante dei PEI in equipe con l’alunno e la famiglia
- Campagne di sensibilizzazione per attrarre nuovi insegnanti verso la specializzazione
- Potenziamento dei rapporti tra scuole, Uffici scolastici regionali e ASL locali, per un percorso condiviso
Conclusione e sintesi
In conclusione, il tema dei docenti di sostegno e del loro ruolo nell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità rimane centrale nel dibattito educativo italiano. I dati 2024 parlano chiaro: l’aumento degli iscritti e il perdurare delle criticità su cambi annuali e specializzazione dei docenti mettono in luce le carenze di un sistema ancora in ricerca di equilibrio.
Le parole del sottosegretario Paola Frassinetti, che evidenzia il sistema come "all’avanguardia", devono però misurarsi con le difficoltà quotidiane riscontrate nelle scuole, specie al Nord, dove quasi 4 docenti su 10 non ha la specializzazione richiesta. Per questo, sarà fondamentale nei prossimi anni investire in formazione, stabilità e ascolto delle famiglie affinché la scuola italiana possa realmente garantire un diritto allo studio inclusivo ed efficace per tutti.