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Decreto 184/2026: i Comuni hanno 24 mesi per non perdere i fondi scuola
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Decreto 184/2026: i Comuni hanno 24 mesi per non perdere i fondi scuola

Il decreto Valditara del 10 settembre fissa al 29 ottobre 2027 la scadenza per rendicontare 463,9 milioni di vecchi mutui BEI: il Molise è l'unico fuori.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha fissato una scadenza che non si sposta per l'edilizia scolastica: entro il 29 ottobre 2027 i Comuni devono chiudere i cantieri e inviare la rendicontazione finale di 463,9 milioni di euro di vecchi mutui BEI per le scuole. Oltre quella data il MEF revoca i fondi.

Scadenza fissata, soldi che aspettavano da anni

Il decreto ministeriale n. 184 del 10 settembre 2026 pubblicato dal MIM, firmato dal Ministro Giuseppe Valditara, individua nel 29 ottobre 2027 il termine inderogabile per concludere le opere e rendicontare le spese sulla linea di finanziamento. L'importo in gioco è di 463.920.912,37 euro: residui dei vecchi Mutui BEI che il decreto interministeriale n. 116 del 16 giugno 2025 aveva autorizzato a riutilizzare per lavori ancora da terminare.

Dopo la firma dei contratti regionali con Cassa Depositi e Prestiti, l'istituto ha versato la prima quota di liquidità il 27 maggio 2026, fissando al 2 novembre 2027 la data ultima per inviare le richieste di erogazione. Secondo quanto comunicato dal ministero, l'adesione ai prestiti ha coinvolto quasi tutto il territorio nazionale; la sola Regione Molise ha scelto di non sottoscrivere il contratto, per autonome valutazioni di opportunità dell'ente.

La memoria dei cantieri scaduti nel 2021

La durezza della scadenza nasce da una ricognizione che gli uffici di viale Trastevere avviarono nell'ottobre 2022. L'esito fu imbarazzante: moltissimi interventi che avrebbero dovuto chiudersi nel mese di ottobre 2021 risultavano ancora incompiuti o sprovvisti della documentazione finale. Sono passati cinque anni e una parte di quelle opere è esattamente ciò che oggi il decreto 184 tenta di salvare con una nuova finestra di 24 mesi.

Il quadro su cui questi fondi ricadono è noto. L'anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica, con i dati più recenti elaborati nel 2022, fotografa un patrimonio di oltre 40.000 edifici attivi: il 59,16% è privo del certificato di agibilità, il 57,68% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 41,50% è ancora senza collaudo statico. Metà degli immobili ha circa 60 anni e il 49% è stato costruito prima del 1976, cioè prima dell'entrata in vigore delle norme antisismiche.

È in questo contesto che il ministero ha chiesto al MEF l'assenso al riutilizzo delle somme residue: la motivazione formale cita la pandemia e le crisi internazionali come cause dei ritardi, ma la contabilità aperta è anche quella delle amministrazioni che non sono mai riuscite a far partire o terminare i lavori nei tempi previsti.

Cosa cambia ora per i Comuni

La differenza con il passato sta nella rigidità del taglio: dopo il 29 ottobre 2027 chi non ha chiuso perde i fondi, senza proroghe annunciate. Fino al 2 novembre 2027 restano in piedi le richieste di erogazione a Cassa Depositi e Prestiti, ma la rendicontazione completa deve viaggiare entro la data finale.

Per gli enti locali che hanno già incassato la prima tranche a maggio 2026 significa riorganizzare appalti e direzione lavori in modo da arrivare al collaudo con la documentazione contabile pronta. Per quelli ancora in fase di affidamento la finestra operativa reale è di poco più di 24 mesi, considerando tempi tecnici di gara e consegna lavori.

Il MIM si è intanto mosso con altri interventi: ad agosto 2026 è arrivato un decreto da 114,4 milioni per interventi urgenti su rischio sismico e amianto, mentre proseguono le linee PNRR che hanno già portato a oltre 200 nuove scuole per l'anno scolastico 2026/2027. Sul fronte didattico, i dirigenti devono gestire in parallelo i quattro adempimenti delle nuove indicazioni per il primo ciclo entro il 2026/2027 e a livello locale scadenze come quella della sorveglianza scolastica a Trento con domande entro il 9 settembre.

La prossima tappa è vicina: il 24 ottobre 2026 scade il termine per l'affidamento dei lavori sui fondi antincendio di un diverso filone di spesa. Chi gestisce i cantieri scolastici ha ora due calendari paralleli da rispettare, uno pubblico e uno interno al Comune, senza margine per slittamenti.

Domande frequenti

Qual è la scadenza fissata dal Decreto 184/2026 per la chiusura dei cantieri scolastici?

La scadenza inderogabile è il 29 ottobre 2027, entro cui i Comuni devono concludere i lavori e inviare la rendicontazione finale dei fondi ricevuti.

Cosa succede se i Comuni non rispettano la scadenza del 29 ottobre 2027?

Se la scadenza non viene rispettata, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) revocherà i fondi non utilizzati, senza possibilità di proroga.

Quali sono le principali criticità emerse sulla situazione dell'edilizia scolastica in Italia?

Dai dati del 2022 risulta che il 59,16% degli edifici scolastici è privo del certificato di agibilità, il 57,68% senza certificato di prevenzione incendi e il 41,50% senza collaudo statico; inoltre, quasi metà degli immobili ha circa 60 anni e il 49% è stato costruito prima delle norme antisismiche.

Quali obblighi hanno i Comuni che hanno già ricevuto la prima tranche dei fondi?

Devono organizzare gli appalti e la direzione lavori in modo da completare i cantieri e presentare tutta la documentazione contabile entro il termine fissato dal decreto.

Esistono altre scadenze rilevanti per l'edilizia scolastica oltre al 29 ottobre 2027?

Sì, il 24 ottobre 2026 scade il termine per l'affidamento dei lavori sui fondi antincendio di un diverso filone di spesa, aggiungendo ulteriori scadenze da rispettare per i Comuni.

Cosa ha motivato la rigidità delle nuove scadenze per i lavori scolastici?

La rigidità nasce dalla necessità di recuperare ritardi accumulati negli anni precedenti, dovuti anche a pandemia e crisi internazionali, e dall'esigenza di non lasciare inutilizzati i fondi residui dei vecchi mutui BEI.

Pubblicato il: 7 ottobre 2026 alle ore 12:44

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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