Il 28 aprile 2026 il Tribunale civile di Lecce ha condannato un istituto superiore di Gallipoli a trasferire la classe di una studentessa con difficoltà motorie al piano terra. Una vittoria in sede giudiziaria che i dati ISTAT 2023-2024 trasformano in un segnale di allarme: solo il 41% delle scuole italiane garantisce accesso effettivo agli studenti con disabilità motoria. Per il 59% restante, il caso di Gallipoli è una possibilità concreta.
La classe al terzo piano e l'ascensore che non funzionava
La studentessa dell'istituto gallipolino raggiungeva la sua aula al terzo piano ogni giorno, con una cartella medica che certificava le difficoltà motorie. La scuola metteva a disposizione un ascensore, ma la famiglia lo descriveva come frequentemente malfunzionante e accessibile solo con l'accompagnamento del personale. L'11 marzo, durante una prova antincendio, la ragazza avrebbe percorso una scala giudicata dai genitori non idonea alle sue condizioni fisiche. I genitori avevano chiesto più volte che la classe venisse spostata al piano terra, soluzione già adottata in anni precedenti. La scuola aveva sempre negato, adducendo la disponibilità dell'ascensore.
Il giudice della prima sezione ha accolto il ricorso: la scuola è stata condannata ad adottare ogni misura idonea a garantire l'accesso della studentessa, disponendo il trasferimento della classe al piano terra o in ambiente privo di barriere. La motivazione è precisa: l'ascensore malfunzionante e la collocazione al terzo piano hanno integrato un ostacolo concreto, non episodico, alla fruizione del servizio scolastico. La scuola ha pagato anche le spese processuali: 1.856 euro.
Solo il 41% delle scuole è accessibile: i dati ISTAT
Il caso di Gallipoli non è un'eccezione geografica o un singolo errore organizzativo. Secondo il rapporto ISTAT sull'inclusione scolastica 2023-2024 pubblicato nel marzo 2025, solo il 41% delle scuole italiane garantisce piena accessibilità agli studenti con disabilità motoria. Il 59% degli istituti presenta ancora barriere fisiche che, in assenza di soluzioni organizzative alternative, impediscono la partecipazione alla vita scolastica.
Nell'anno scolastico 2023-2024 quasi 359.000 studenti con disabilità frequentano le scuole di ogni ordine e grado, il 4,5% del totale degli iscritti, con un incremento del 26% rispetto al 2019. Il 9% circa ha una disabilità motoria specifica, poco più di 32.000 studenti, per i quali l'accesso fisico all'edificio è condizione preliminare all'apprendimento. Tra tutti gli alunni con disabilità, il 13% riferisce difficoltà a spostarsi autonomamente all'interno della scuola.
Mentre il dibattito sulla intelligenza artificiale nelle aule italiane concentra parte degli investimenti sul digitale, la rimozione delle barriere fisiche negli edifici scolastici avanza con ritmi lenti, nonostante obblighi normativi vigenti da oltre trent'anni.
Cosa possono fare le famiglie
La sentenza di Lecce fissa un precedente concreto: le barriere architettoniche che impediscono l'accesso effettivo all'istruzione configurano una discriminazione indiretta, perseguibile in via civile. Il percorso seguito dalla famiglia di Gallipoli (diffida formale al dirigente scolastico, poi ricorso al tribunale civile) è lo stesso disponibile per chiunque si trovi in una situazione analoga.
Le scuole sono vincolate dalla L. 104/1992 (art. 24), che impone l'eliminazione delle barriere negli edifici pubblici, e dal DPR 503/1996, che estende l'obbligo agli istituti scolastici. Il giudice di Lecce ha stabilito che il trasferimento della classe è una misura adeguata e proporzionata che non incide irreversibilmente sull'assetto dell'istituto: riorganizzare gli spazi è possibile, e nella stessa scuola era già stato fatto negli anni precedenti.
Il concorso PNRR-2 per aspiranti docenti di infanzia e primaria dimostra che il sistema scolastico sa rispondere in tempi rapidi quando le priorità vengono indicate con chiarezza. Per le barriere architettoniche, la priorità è stabilita dalla legge da oltre trent'anni; la sentenza di Lecce ricorda che può essere ribadita anche dal tribunale.
Il 7 maggio le scuole italiane scioperano per ragioni strutturali che attraversano tutto il sistema dell'istruzione. L'accessibilità per 32.000 studenti con disabilità motoria è una di quelle ragioni: nel 59% degli istituti italiani, senza un tribunale, qualcuno rimane ancora fuori.