- Il rinnovo in due step: prima i soldi, poi le regole
- Buoni pasto: una richiesta che prende forma
- Staff del Dirigente Scolastico: il nodo da sciogliere
- Polizza sanitaria integrativa: la novità dal 2026
- I tempi della trattativa e le incognite
- Domande frequenti
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della scuola 2025-2027 si avvia lungo un percorso a tappe. Due questioni centrali per il personale scolastico, i buoni pasto e la disciplina dello staff del Dirigente Scolastico, non troveranno spazio nella prima fase delle trattative, quella dedicata alla parte economica. Se ne parlerà dopo, nella parte normativa, che verrà avviata solo una volta chiuso il capitolo retributivo. E i tempi, stando a quanto emerge dalle ultime dichiarazioni sindacali, non saranno brevissimi.
Il rinnovo in due step: prima i soldi, poi le regole
La strategia negoziale per il rinnovo del contratto scuola è ormai definita: si procederà con due distinte sessioni di trattativa. La prima, concentrata sugli aspetti economici, potrebbe arrivare a una firma già il 1° aprile 2025. Una data simbolica, certo, ma che questa volta non ha nulla di scherzoso per le centinaia di migliaia di lavoratori del comparto istruzione e ricerca.
La seconda fase, quella normativa, è quella che promette le innovazioni più significative sul piano dei diritti e delle condizioni di lavoro. Ed è proprio qui che confluiranno i dossier più delicati, quelli su cui il confronto tra sindacati e Aran si preannuncia più serrato.
Vale la pena ricordare che il mondo della scuola attraversa una fase di forte fermento. Lo dimostrano anche le recenti mobilitazioni, come emerso dai dati definitivi del MIM sull'adesione allo sciopero del 4 aprile 2025, segnale di un malcontento diffuso che il nuovo contratto dovrà provare a intercettare.
Buoni pasto: una richiesta che prende forma
Tra le novità più attese dal personale scolastico c'è senza dubbio l'introduzione dei buoni pasto per docenti e personale ATA. Una misura che per anni è rimasta ai margini del dibattito contrattuale e che ora, invece, sembra aver acquisito una concretezza inedita.
A dare l'annuncio è stato il Presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, confermando che la questione sarà affrontata nella sessione normativa del CCNL scuola 2025-2027. Non si tratta di una semplice dichiarazione di intenti. A rafforzare la prospettiva c'è un passaggio istituzionale significativo: la 7ª Commissione del Senato (Cultura e Istruzione) ha approvato un ordine del giorno che impegna il governo a valutare l'inserimento dei buoni pasto nel nuovo contratto collettivo.
Un ordine del giorno, va detto, non è vincolante. Ma rappresenta un indirizzo politico chiaro, una pressione parlamentare che i negoziatori dell'Aran difficilmente potranno ignorare del tutto. La richiesta risponde a un'esigenza concreta: chi lavora nella scuola con orario prolungato, dal personale amministrativo impegnato nelle segreterie ai docenti con cattedre distribuite su più fasce orarie, spesso non dispone di una mensa né di alcun riconoscimento economico per il pasto consumato durante la giornata lavorativa.
Il tema tocca anche una questione di equità rispetto ad altri comparti della pubblica amministrazione dove il buono pasto è prassi consolidata da tempo.
Staff del Dirigente Scolastico: il nodo da sciogliere
L'altro capitolo rimandato alla fase normativa riguarda lo staff del Dirigente Scolastico, un tema che investe direttamente l'organizzazione interna degli istituti. Si tratta di definire con maggiore chiarezza ruolo, funzioni e, soprattutto, riconoscimento economico e giuridico di quei docenti che affiancano il preside nella gestione quotidiana della scuola: collaboratori del dirigente, funzioni strumentali, referenti di plesso.
Figure essenziali, su questo nessuno discute. Il problema è che oggi operano in una sorta di limbo contrattuale, con compensi spesso irrisori a fronte di responsabilità crescenti. La complessità delle istituzioni scolastiche autonome, aggravata dal dimensionamento che ha prodotto scuole sempre più grandi e articolate su più sedi, rende la questione non più rinviabile.
Il rischio, segnalato da più parti nel mondo sindacale, è che senza un'adeguata regolamentazione contrattuale il reclutamento di queste figure resti affidato alla buona volontà individuale, con evidenti ricadute sulla qualità dell'organizzazione scolastica.
Polizza sanitaria integrativa: la novità dal 2026
Tra le novità che emergono dall'Atto di Indirizzo 2026 spicca la previsione di una polizza sanitaria integrativa destinata a tutto il personale scolastico, con decorrenza a partire dal 2026. Si tratta di un istituto già presente in altri contratti del pubblico impiego e nel settore privato, ma finora assente nel comparto scuola.
L'obiettivo dichiarato è quello di garantire una copertura sanitaria aggiuntiva rispetto al Servizio Sanitario Nazionale, finanziata attraverso contributi a carico del datore di lavoro e, eventualmente, del lavoratore. I dettagli operativi, dalle prestazioni coperte ai criteri di adesione, dovranno essere definiti proprio nella parte normativa del contratto.
Se confermata, la polizza sanitaria integrativa rappresenterebbe un cambio di passo significativo nel welfare del personale scolastico, un settore che conta oltre un milione di lavoratori tra docenti e personale ATA.
I tempi della trattativa e le incognite
La roadmap, sulla carta, è chiara: chiusura della parte economica entro il 1° aprile, poi avvio della sessione normativa. Ma chi conosce la storia dei rinnovi contrattuali nella scuola sa bene che le tempistiche ufficiali raramente coincidono con quelle reali.
La parte normativa dovrà affrontare un ventaglio ampio di temi, dai buoni pasto allo staff dirigenziale, dalla polizza sanitaria a questioni come la mobilità, la formazione e le relazioni sindacali. Ogni punto è potenzialmente un terreno di scontro tra le diverse sigle e l'Aran, con il Ministero dell'Istruzione e del Merito sullo sfondo.
Per il personale scolastico, intanto, la primavera 2025 si annuncia densa di appuntamenti. Mentre si attendono sviluppi sul fronte contrattuale, le scuole si preparano alle vacanze di Pasqua e al ponte tra il 25 aprile e il 1° maggio, una pausa che precederà settimane decisive per capire se il rinnovo del contratto scuola 2025-2027 porterà davvero quelle novità normative che il comparto attende da anni. La partita, come si dice, è appena cominciata.