Le denunce di infortunio degli studenti hanno raggiunto 27.237 nei primi mesi del 2026, il 5,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. FLC CGIL ha indicato la formazione scuola-lavoro come il nodo critico della sicurezza scolastica. I dati INAIL mostrano però il contrario: gli infortuni nei percorsi PCTO sono calati del 54%, e il vero problema si trova dentro le aule.
Il quadro INAIL al 31 marzo 2026
Il monitoraggio mensile INAIL sugli infortuni degli studenti fotografa 27.237 denunce per il periodo aggiornato a marzo 2026, contro le 25.797 dell'analogo periodo del 2025. La crescita del 5,6% riguarda ogni ordine e grado scolastico. I dati sono ancora provvisori: le pratiche di riconoscimento restano aperte e il numero definitivo potrebbe variare.
I casi con esito mortale sono scesi da 5 a 3, un miglioramento netto anche se su numeri contenuti. Il 95% delle denunce arriva dagli istituti statali, il restante 5% da scuole private o paritarie. La modalità di accadimento è la variabile più rilevante: il 97% degli infortuni avviene durante le attività scolastiche ordinarie, solo il 3% nel tragitto casa-scuola. Tre infortuni su quattro colpiscono studenti under 15, con la fascia delle scuole primarie e medie che concentra la quota più alta di incidenti.
I PCTO calano del 54%: l'aumento è in aula, non in azienda
Tra le 27.237 denunce, 280 riguardano studenti nei percorsi PCTO (formazione scuola-lavoro). Rispetto al primo trimestre 2025, quella cifra è scesa del 54%: praticamente dimezzata in un anno. La formazione scuola-lavoro è oggi l'ambito con la minore incidenza di infortuni tra quelli monitorati dall'INAIL.
Il 97% degli incidenti avviene nelle aule, nelle palestre, nei corridoi scolastici. Non nelle aziende. FLC CGIL ha citato la riforma Valditara e l'estensione obbligatoria dei PCTO ai percorsi quadriennali come fattore di rischio. I numeri INAIL del primo trimestre 2026 indicano invece una riduzione netta in quell'ambito. Le 26.514 denunce legate alle attività scolastiche ordinarie contro le 280 dei PCTO sono una proporzione che parla da sola.
Individuare dove avvengono gli incidenti è il presupposto per prevenirli. Mantenere alta la motivazione degli studenti nelle ultime settimane di scuola è anche una misura di sicurezza concreta: la stanchezza di fine anno e il calo di attenzione sono tra i fattori che alimentano gli infortuni in palestra e nei corridoi nelle settimane conclusive.
Emilia-Romagna +16,4%, Piemonte l'unica grande regione in calo
La Lombardia raccoglie il 24% delle denunce nazionali (6.471 casi, +9,8%). Il dato territoriale più preoccupante è però quello dell'Emilia-Romagna: 3.428 denunce, il 16,4% in più rispetto ai primi mesi del 2025. È il tasso di crescita più alto tra le regioni con più di duemila segnalazioni, quasi il doppio della media nazionale.
- Emilia-Romagna: 3.428 denunce, +16,4%
- Lombardia: 6.471 denunce, +9,8%
- Veneto: 3.337 denunce, +5,5%
- Piemonte: 2.793 denunce, -0,6% (unica tra le grandi regioni in calo)
Il Veneto segna +5,5% (3.337 casi), vicino alla media nazionale. Il Piemonte è l'unica regione tra le più popolose a registrare un calo: -0,6%, con 2.793 denunce. La differenza con l'Emilia-Romagna, che ha un sistema scolastico di dimensioni e complessità comparabili, non ha una spiegazione disponibile nei dati aggregati pubblici. Un'analisi per tipo di istituto, fascia d'età e modalità di incidente sarebbe necessaria per capire dove la prevenzione funziona e dove invece manca.
Ogni studente ha diritto a un ambiente scolastico che ne garantisca la sicurezza. Una sentenza del Consiglio di Stato ha recentemente riconosciuto il diritto degli studenti con difficoltà agli strumenti di tutela adeguati: un segnale che la giurisprudenza guarda sempre più all'obbligo di cura che la scuola ha verso tutti i suoi studenti.
Il 7 maggio la FLC CGIL ha scioperato negli istituti tecnici contro la riforma Valditara. I 280 casi PCTO del primo trimestre 2026, in calo del 54%, non confermano quel quadro. Le 26.514 denunce legate alle attività scolastiche ordinarie, invece, sì.
Domande frequenti
Qual è stato l'andamento degli infortuni tra gli studenti nel 2026 rispetto all'anno precedente?
Nei primi mesi del 2026 le denunce di infortunio degli studenti sono aumentate del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo quota 27.237.
Dove avviene la maggior parte degli incidenti scolastici segnalati?
Il 97% degli infortuni avviene durante le attività scolastiche ordinarie, cioè in aule, palestre e corridoi, mentre solo il 3% si verifica nel tragitto casa-scuola.
Qual è la situazione degli infortuni nei percorsi di PCTO (formazione scuola-lavoro)?
Gli infortuni nei percorsi PCTO sono diminuiti del 54% rispetto al 2025, con solo 280 denunce nei primi mesi del 2026, rappresentando la quota più bassa tra gli ambiti monitorati.
Quali fasce d'età sono maggiormente coinvolte negli incidenti scolastici?
Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15, con la fascia delle scuole primarie e medie che concentra la quota più alta di incidenti.
Quali regioni italiane registrano i dati più significativi sugli infortuni scolastici?
La Lombardia ha il maggior numero di denunce (24% del totale), mentre l'Emilia-Romagna registra il tasso di crescita più alto (+16,4%). Il Piemonte è l'unica grande regione a mostrare un calo (-0,6%).
Quali sono i principali fattori che contribuiscono agli incidenti nelle scuole?
La stanchezza di fine anno e il calo di attenzione degli studenti sono tra i principali fattori che alimentano gli infortuni, soprattutto in palestra e nei corridoi nelle settimane conclusive dell'anno scolastico.