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WildBotics, la rete europea di dottorati che studia la fauna alpina
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WildBotics, la rete europea di dottorati che studia la fauna alpina

Il progetto FBK è una Doctoral Network Marie Curie da 3,66 milioni di euro: 12 PhD fino al 2029 tra Alpi, Kenya e Groenlandia.

Al lago di Nambino, nel Parco Adamello Brenta, droni e piattaforme robotiche hanno ricostruito in 3D singoli esemplari di fauna alpina, calcolandone posizione, taglia e movimenti. La giornata dimostrativa del 7 ottobre 2026 ha mostrato le tecnologie di WildBotics, il progetto europeo coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler. Dietro quella dimostrazione c'è però una struttura che le testate non hanno raccontato: una Rete di Dottorato Marie Skłodowska-Curie da 3,66 milioni di euro, pensata per formare dodici giovani ricercatori fino al 2029.

Cosa ha mostrato la giornata di Nambino

La tecnologia combina fotogrammetria e algoritmi di intelligenza artificiale per identificare le specie animali in tempo reale e distinguere gli individui all'interno di un gruppo. I sensori impiegati sono LiDAR, radar, sonar e GNSS, montati su droni e piattaforme robotiche che navigano in autonomia anche in ecosistemi forestali complessi.

Il coordinatore scientifico Fabio Remondino, responsabile dell'unità 3DOM di FBK, ha spiegato che le soluzioni di elaborazione basate sull'IA restituiscono un quadro oggettivo e replicabile, utile per interventi rapidi senza presenza umana costante. La demo al lago di Nambino è stata organizzata con il Parco Adamello Brenta, il Muse e il Servizio Antincendi e Protezione Civile della Provincia di Trento.

I numeri europei che la cronaca ha lasciato fuori

WildBotics è registrato nel database CORDIS con il grant ID 101227034 ed è stato selezionato nella call HORIZON-MSCA-2024-DN-01-01, una Doctoral Network del programma Marie Skłodowska-Curie Actions, Pilastro I Excellent Science di Horizon Europe. Il contributo UE è di 3.657.654,72 euro, erogato al 100% dalla Commissione europea secondo le regole MSCA.

La durata del progetto va dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029, con firma della convenzione il 4 luglio 2025. Il consorzio conta 11 beneficiari e 9 partner associati distribuiti in dodici paesi: oltre all'Italia ci sono Danimarca, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Paesi Bassi, Germania, Irlanda, Svezia, Norvegia, Kenya e Groenlandia. Il cuore del progetto sono 12 posizioni di dottorato finanziate, con bandi già pubblicati su Euraxess per candidati europei ed extraeuropei.

Il confronto con il predecessore mostra la crescita della scala: WildDrone (grant 101071224), la Doctoral Network 2023-2026 coordinata dalla danese Syddansk Universitet in cui FBK era beneficiario per circa 259 mila euro, aveva un budget di 2,7 milioni di euro. Il nuovo progetto cresce del 35% e sposta il coordinamento in Italia, con FBK capofila invece che partner.

Dall'Africa alle Alpi, passando dai dottorati

Il salto geografico, dalla savana del Kenya di WildDrone alle foreste alpine di WildBotics, racconta un cambio di missione: non più solo monitoraggio di grandi mammiferi in aree aperte, ma riconoscimento di specie in ambienti con copertura vegetale fitta, condizioni meteo variabili e topografia complessa. La parte formativa è l'elemento che una Doctoral Network aggiunge a un progetto di ricerca classico: ogni PhD passa periodi presso almeno due partner del consorzio, con una scuola di formazione comune.

Il filone italiano della robotica ecologica è attivo anche fuori Trento: lo scorso anno l'ERC ha assegnato Un robot umanoide che impara a gesticolare ascoltando la voce all'IIT di Genova, mentre a Pisa è nato il progetto di elettroecologia da 1,99 milioni ERC per robot che leggono la natura. WildBotics si colloca su una scala diversa, quella delle reti europee di formazione, ma condivide la stessa idea di fondo: la ricerca biologica di frontiera passa dalla costruzione di strumenti autonomi, come insegna anche la chimica di Kagan e Soai che spiega la vita.

Cosa aspettarsi entro il 2029

Entro la fine del 2029 i dodici dottorandi di WildBotics avranno discusso la tesi e il consorzio dovrà consegnare le piattaforme robotiche integrate con i modelli IA per il riconoscimento di specie. La giornata di Nambino è il primo test pubblico: i prossimi passi riguardano la raccolta dati sul campo in diversi siti europei e la pubblicazione dei protocolli di monitoraggio aperti, che enti come il Parco Adamello Brenta potranno riusare senza acquistare software proprietari.

Domande frequenti

Che cos'è WildBotics e qual è il suo obiettivo principale?

WildBotics è una rete europea di dottorati finanziata dalla Commissione Europea, coordinata dalla Fondazione Bruno Kessler, che mira a sviluppare e testare tecnologie robotiche e di intelligenza artificiale per il monitoraggio della fauna alpina.

Quali tecnologie vengono utilizzate da WildBotics per studiare la fauna alpina?

Il progetto utilizza droni e piattaforme robotiche equipaggiati con sensori come LiDAR, radar, sonar e GNSS, combinati con tecniche di fotogrammetria e algoritmi di intelligenza artificiale per identificare e monitorare gli animali in tempo reale.

Come si articola la parte formativa del progetto WildBotics?

WildBotics offre dodici posizioni di dottorato, durante le quali i ricercatori trascorrono periodi presso almeno due partner del consorzio e partecipano a una scuola di formazione comune, promuovendo la mobilità e la collaborazione internazionale.

Quali sono i risultati attesi da WildBotics entro il 2029?

Entro il 2029 è previsto che tutti i dottorandi discutano la tesi e che il consorzio consegni piattaforme robotiche integrate con modelli di IA, oltre a pubblicare protocolli di monitoraggio aperti riutilizzabili da enti e parchi.

In cosa si differenzia WildBotics dal progetto predecessore WildDrone?

WildBotics amplia la scala e la missione rispetto a WildDrone, passando dal monitoraggio di grandi mammiferi in savana al riconoscimento di specie in ambienti alpini complessi, con un budget maggiore e il coordinamento affidato a un ente italiano.

Chi partecipa al consorzio di WildBotics e quali sono i paesi coinvolti?

Il consorzio conta 11 beneficiari e 9 partner associati distribuiti in dodici paesi, tra cui Italia, Danimarca, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Paesi Bassi, Germania, Irlanda, Svezia, Norvegia, Kenya e Groenlandia.

Pubblicato il: 7 ottobre 2026 alle ore 13:22

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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