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Strade romane: Roma è decentrata dai 299.171 km di Itiner-e
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Strade romane: Roma è decentrata dai 299.171 km di Itiner-e

Uno studio su Nature Communications misura la rete viaria romana con la network science: 24 capitali provinciali su 45 superano Roma per centralità.

Nella rete viaria dell'Impero Romano, al suo apice nel 117 d.C., Roma non era il nodo più centrale: 24 capitali provinciali su 45 si collocavano nei primi due deciles di centralità continentale, mentre città come Bisanzio, Antiochia e Ancyra (l'odierna Ankara) occupavano le posizioni strategiche più favorevoli lungo i percorsi terrestri più trafficati del sistema.

Il dataset: 299.171 chilometri misurati con la network science

Il risultato arriva dal gruppo guidato da Tom Brughmans della Aarhus University, in collaborazione con l'Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, ed è stato pubblicato su Nature Communications a settembre 2026. Il paper si appoggia a Itiner-e, il modello digitale più dettagliato mai realizzato del sistema viario imperiale: 299.171,31 chilometri di strade distribuiti su un'area di studio di 5.271.920 chilometri quadrati (l'Impero al suo picco toccava quasi 5,5 milioni di km²). La densità media risulta di 56,7 metri di strada per chilometro quadrato, con picchi nelle regioni urbanizzate e lungo le frontiere militarizzate.

Il team ha trattato il sistema come un grafo pesato sul tempo di percorrenza, calcolato con la funzione di Tobler sulla velocità pedonale in funzione della pendenza. Per ogni arco e per ogni nodo si misura la betweenness, cioè la quota di percorsi più brevi che vi transitano, e la closeness, che indica quanto un luogo è raggiungibile rapidamente dal resto della rete. È la prima volta che una misura di questo tipo copre l'intero Impero e non singole province, un approccio quantitativo che segue la stessa logica di altre ricerche recenti capaci di ribaltare conclusioni consolidate su basi statutarie.

La rete era policentrica, non romanocentrica

I numeri cambiano l'immagine tramandata dall'adagio. Il percorso continentale a più alta betweenness attraversa Lepcis Magna, Alessandria, Caesarea Maritima, Antiochia (Antakya), Nicomedia (İzmit), Bisanzio (Istanbul), Philippopolis (Plovdiv), Serdica (Sofia), Aquileia e Narbo (Narbonne). Bisanzio è il punto in cui si saldano la sottorete europea e quella asiatica, grazie ai traghetti sul Bosforo e sui Dardanelli già inclusi nel modello di mobilità.

Roma resta importante nella penisola italiana e per la mobilità via mare, ma nella classifica continentale di centralità terrestre non figura in testa. Il disegno della rete rispondeva più alle esigenze amministrative e militari delle province che alla centralità politica della capitale: le capitali provinciali tendono a stare nei primi due deciles sia per betweenness sia per closeness, mentre le poche che non ci sono (Cartagine, Alessandria, Lugdunum, Caesarea Maritima) compensano con affacci marittimi o fluviali di prim'ordine.

Strade meno dritte di quelle moderne, geografia riscritta altrove

Un secondo risultato ridimensiona un altro luogo comune. Le vie antiche sono spesso dritte, ma meno di quelle moderne: la sinuosità mediana delle grandi strade attuali è 1,0026, inferiore a quella dei tracciati romani, perché l'ingegneria contemporanea può alterare il terreno in modo che gli agrimensori antichi non potevano. La continuità con la viabilità attuale esiste ma non è automatica: le aree con il maggior aumento di densità stradale moderna corrispondono a Parigi, Marsiglia e Madrid, città che in epoca romana erano modeste e che oggi organizzano reti costruite altrove. In Grecia, Asia Minore e Nord Africa, invece, la densità romana supera ancora quella moderna.

Un dataset aperto per docenti e studenti

Il modello Itiner-e è pubblicato come dataset aperto e può entrare in aula: la Tabula Peutingeriana e gli Itineraria Antonini si confrontano con cifre riproducibili e con una mappa navigabile per provincia, utile a corsi di storia antica, geografia economica e data science applicata ai beni culturali. Lo stesso tipo di approccio quantitativo sta cambiando la lettura di reperti classici in altri ambiti, dalla paleoacustica alle ricostruzioni dei suoni dei grilli del Giurassico, e sposta il baricentro della storia antica dal commento qualitativo al confronto numerico su scala continentale.

Domande frequenti

Perché Roma non era il centro principale della rete stradale romana?

Secondo il modello Itiner-e, la centralità della rete viaria imperiale era distribuita su più città, con Bisanzio, Antiochia e Ancyra in posizioni strategiche. Roma era importante per la penisola italiana e la mobilità marittima, ma molte capitali provinciali erano più centrali nei collegamenti terrestri.

Cosa misura il modello Itiner-e e quali dati fornisce?

Itiner-e è un modello digitale che mappa 299.171 km di strade distribuiti su oltre 5 milioni di km², calcolando densità, betweenness e closeness per ogni nodo e arco. Questi indicatori mostrano la centralità e l'accessibilità dei luoghi nella rete stradale romana.

In che modo le strade romane differiscono da quelle moderne?

Le strade romane, pur essendo spesso dritte, sono mediamente più sinuose rispetto a quelle moderne, poiché gli antichi avevano limitazioni tecniche nell'alterare il terreno. Oggi, alcune aree con alta densità stradale moderna non corrispondono necessariamente ai grandi centri dell'epoca romana.

Come può essere utilizzato il dataset Itiner-e in ambito scolastico e universitario?

Il dataset, aperto e accessibile, permette a docenti e studenti di esplorare la rete viaria romana con strumenti quantitativi, confrontando fonti classiche con dati riproducibili e mappe navigabili. È particolarmente utile per corsi di storia antica, geografia economica e data science applicata ai beni culturali.

Qual è la rilevanza delle misure di betweenness e closeness nella ricerca?

La betweenness misura la quantità di percorsi più brevi che attraversano un nodo, mentre la closeness indica quanto un luogo è raggiungibile rapidamente dal resto della rete. Questi indicatori permettono di identificare i veri snodi di traffico e accessibilità nell'Impero Romano, ribaltando alcune idee tradizionali sulla centralità di Roma.

Quali sono stati i principali risultati della ricerca pubblicata su Nature Communications?

La ricerca ha dimostrato che la rete stradale romana era policentrica e non romanocentrica, con diverse città provinciali più centrali nei collegamenti terrestri rispetto a Roma. Inoltre, ha evidenziato differenze nella sinuosità delle strade antiche rispetto a quelle moderne e ha fornito un dataset dettagliato per nuove analisi quantitative.

Pubblicato il: 2 ottobre 2026 alle ore 14:05

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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