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La corsa cinese ai satelliti internet: 234 in orbita, mancano 1.000
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La corsa cinese ai satelliti internet: 234 in orbita, mancano 1.000

La Cina lancia altri satelliti Guowang con il Long March-8A: 234 in orbita su 1.300 richiesti dall'ITU entro dicembre.

La Cina ha lanciato il 24 settembre 2026 un razzo Long March-8A dalla base di Hainan, con a bordo un nuovo lotto di satelliti internet Guowang, la rete pubblica di Pechino. Il conto resta lontano dal traguardo che l'ITU ha fissato per fine anno.

Il piano cinese: due mega-costellazioni in parallelo

Il vettore Long March-8A può portare oltre sette tonnellate in orbita eliosincrona a 700 km ed è la punta di lancio pensata per le mega-costellazioni cinesi, con secondo stadio e sistema di pressurizzazione rivisti nell'ultima versione. Guowang è gestito da China SatNet, controllata pubblica creata nel 2021 dal gruppo CASIC: il piano finale prevede oltre 13.000 satelliti su due gusci orbitali, uno a 500-600 km e uno intorno ai 1.150 km. A settembre 2026 in orbita ce ne sono 234, di cui 204 operativi in bassa quota, 27 sperimentali e 3 in orbita alta.

In parallelo cresce Qianfan (Thousand Sails), la costellazione commerciale del gruppo SSST con base a Shanghai: circa 200 satelliti già lanciati, obiettivo di 1.296 nella fase 1 e oltre 15.000 alla fine, con copertura prima regionale e poi globale. La stessa spinta che Pechino imprime alla propria filiera tecnologica regge la corsa spaziale, con cadenze di lancio settimanali dai poligoni di Hainan e Taiyuan e nuove strutture in costruzione a Wenchang.

Sul fronte occidentale il confronto è con Starlink di SpaceX, che a settembre 2026 ha superato i 7.500 satelliti operativi, e con OneWeb, ferma a poco meno di 700 unità dopo la fusione con Eutelsat. Il divario di scala resta ampio, ma la Cina punta a colmarlo con lanci multipli e vettori riutilizzabili in fase di collaudo.

La scadenza ITU: 10% della costellazione o si perdono le frequenze

L'ostacolo si chiama Risoluzione 35. Dal WRC-19 tutti gli operatori di sistemi non geostazionari devono raggiungere il 10% dei satelliti pianificati entro 2 anni dalla messa in servizio, il 50% entro 5 e il totale entro 7. Per Guowang, secondo le stime del comparto, la deadline del 10% cade a fine 2026: 1.300 satelliti richiesti, mentre in orbita ne restano 234. Con circa tre mesi al calendario, l'obiettivo è fuori portata anche con il ritmo attuale di lanci.

Chi non arriva perde una parte dello spettro assegnato, con effetti sulle bande dedicate alla banda larga da orbita bassa. La regolamentazione internazionale sui sistemi satellitari non geostazionari è la cornice a cui rispondono anche Starlink e OneWeb. In Europa, sullo stesso orizzonte di governance dello spazio, il tema è al centro del summit ESA di Parigi seguito da Edunews24.

La corsa cinese si gioca anche sulla catena degli approvvigionamenti: le materie prime che alimentano le tecnologie cinesi arrivano da rotte che spesso restano sotto traccia. Se Guowang manca la soglia ITU, si complica l'intera architettura del progetto e cambia il perimetro dello Starlink cinese da qui al 2030, con conseguenze anche per la banda larga satellitare rivolta a zone rurali e scuole non coperte dalla fibra.

Domande frequenti

Quanti satelliti internet ha attualmente in orbita la Cina e qual è l'obiettivo finale?

A settembre 2026 la Cina ha 234 satelliti Guowang in orbita, ma il piano finale prevede oltre 13.000 satelliti distribuiti su due fasce orbitali.

Quali sono le principali costellazioni satellitari cinesi e come si differenziano?

Le principali costellazioni sono Guowang, la rete pubblica gestita da China SatNet, e Qianfan, la costellazione commerciale del gruppo SSST. Guowang punta a una copertura globale statale, mentre Qianfan mira inizialmente a una copertura regionale, per poi espandersi a livello globale.

Quali sono i requisiti dell'ITU per le costellazioni satellitari e perché rappresentano una sfida per la Cina?

L'ITU richiede che il 10% dei satelliti pianificati sia in orbita entro 2 anni dalla messa in servizio, il 50% entro 5 anni e il totale entro 7 anni. Per Guowang, il 10% equivale a 1.300 satelliti entro fine 2026, un obiettivo che la Cina difficilmente raggiungerà con il ritmo attuale.

Cosa succede se la Cina non raggiunge gli obiettivi fissati dall'ITU per il lancio dei satelliti?

Se la Cina non raggiunge la soglia richiesta, rischia di perdere una parte dello spettro di frequenze assegnato, con impatti negativi sulla banda larga satellitare e sulle aree rurali e scolastiche non servite dalla fibra.

Come si posiziona la Cina rispetto ai concorrenti occidentali come Starlink e OneWeb?

A settembre 2026, Starlink ha superato i 7.500 satelliti operativi, mentre OneWeb è poco sotto i 700. Il divario con la Cina rimane ampio, ma Pechino cerca di colmarlo accelerando i lanci e sviluppando vettori riutilizzabili.

Quali sono le implicazioni della corsa cinese ai satelliti internet per la banda larga nelle scuole e nelle zone rurali?

Il successo della costellazione Guowang è fondamentale per garantire l'accesso alla banda larga satellitare in zone rurali e scuole non coperte dalla fibra, ma eventuali ritardi o perdite di frequenze potrebbero compromettere questi obiettivi.

Pubblicato il: 24 settembre 2026 alle ore 13:37

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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