Il Ministero del Lavoro ha presentato il 7 ottobre 2026 la Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, con cerimonia di avvio nella Sala del Parlamentino della sede INAIL di Roma. Alla presentazione sono intervenute la Ministra Marina Calderone e Paola Nicastro, Presidente e Amministratrice Delegata di Sviluppo Lavoro Italia, la società in house del Ministero che gestirà la nuova struttura. L'iniziativa, rivolta a istituzioni centrali e regionali, servizi per l'impiego, università, centri di ricerca e attori economici e sociali, nasce come luogo stabile di formazione e confronto per chi opera nel sistema delle politiche del lavoro.
A chi si rivolge e quale sarà il perimetro
L'offerta formativa, come illustrata in presentazione, sarà articolata per livelli e profili e comprenderà operatori dei centri per l'impiego, dirigenti del sistema regionale, responsabili delle politiche e decisori a livello nazionale e regionale. Il perimetro va oltre la sola formazione tecnica: la Scuola intende favorire la condivisione di conoscenze, esperienze e buone pratiche, anche attraverso il confronto con esperienze internazionali analoghe. In questa cornice rientrano Centri per l'impiego regionali, Agenzie per il lavoro, imprese e università, chiamati a condividere pratiche e analisi di sistema. Il modello di governance, i tempi di avvio dei corsi e la lista dei primi profili formativi non sono stati resi noti durante la presentazione: sono gli elementi che renderanno operativa l'offerta annunciata.
Il legame con il PNRR e il messaggio della Ministra
L'avvio della Scuola chiude, secondo il Ministero, il percorso delle riforme sulle politiche attive previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e apre la fase in cui gli strumenti realizzati devono tradursi in un'azione coordinata tra servizi per l'impiego, centri regionali, agenzie per il lavoro, imprese e cittadini. Calderone ha definito l'iniziativa uno strumento che pone l'Italia all'avanguardia in Europa, con un'offerta pensata per operatori ma anche per dirigenti e decisori a livello nazionale e regionale. Al centro, secondo la Ministra, la necessità di rendere più efficienti i servizi, offrire risposte multidimensionali ai bisogni delle persone e sostenere la piena occupazione e il miglioramento dell'occupabilità. La nuova struttura è pensata anche come spazio stabile di analisi, riflessione e valutazione sulle strategie future, con il compito dichiarato di mettere in relazione competenze ed esperienze diverse di chi opera nel settore. Nel discorso Calderone ha dedicato un passaggio a Federico Conti, scomparso di recente, ricordandone il contributo al disegno della Scuola, e ha chiuso osservando che le politiche attive saranno centrali nella costruzione del lavoro del futuro.
La verifica più immediata resta sul calendario dei corsi e sui profili formativi che la Scuola dovrà pubblicare per avviare concretamente l'attività, insieme alle modalità di accesso per gli operatori e le amministrazioni interessate. L'intervento integrale della Ministra Calderone e il comunicato ufficiale sono disponibili sulla pagina del Ministero del Lavoro.
Domande frequenti
A chi è rivolta la Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro?
La Scuola è rivolta a istituzioni centrali e regionali, servizi per l'impiego, università, centri di ricerca, attori economici e sociali, operatori dei centri per l'impiego, dirigenti e responsabili delle politiche del lavoro.
Quali sono gli obiettivi principali della Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro?
L'obiettivo è offrire formazione e favorire il confronto tra operatori, dirigenti e decisori, promuovendo la condivisione di conoscenze ed esperienze e migliorando l'efficienza dei servizi per l'impiego e l'occupabilità.
Qual è il legame tra la Scuola e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)?
L'avvio della Scuola completa il percorso di riforme sulle politiche attive previsto dal PNRR e inaugura una fase di coordinamento tra servizi e attori del mercato del lavoro per rafforzare le strategie di occupazione.
Quando saranno disponibili i dettagli sui corsi e sui profili formativi offerti dalla Scuola?
Durante la presentazione non sono stati resi noti i tempi di avvio dei corsi né la lista dei primi profili formativi, che saranno pubblicati prossimamente insieme alle modalità di accesso.
Che ruolo avrà la Scuola nell'innovazione delle politiche attive del lavoro in Italia?
La Scuola si propone come luogo stabile di analisi, confronto e valutazione, favorendo la collaborazione tra diversi soggetti e contribuendo allo sviluppo di strategie innovative per il lavoro del futuro.