Soft Skills e Competenze Trasversali: La Scuola di Formazione per il Bene Comune traccia la via per una nuova leadership a Catania
Indice dei paragrafi
- Introduzione
- Origini e filosofia della Scuola di Formazione per il Bene Comune
- Soft skills: cosa sono e perché sono determinanti oggi
- La settima edizione della scuola: focus sulle competenze trasversali
- I protagonisti dell’incontro inaugurale
- L’importanza della formazione gratuita e accessibile
- Valori civici e costruzione di una nuova classe dirigente
- Testimonianze dal mondo del lavoro e delle istituzioni
- Educazione, soft skills e futuro: una sinergia necessaria
- Impatti concreti sulle nuove generazioni catanesi
- Conclusioni: verso una leadership responsabile per il futuro
Introduzione
In un’epoca caratterizzata da cambiamenti rapidi, transizione digitale e sfide sociali inedite, la formazione delle future classi dirigenti si trasforma in una missione ancora più centrale e delicata. La settima edizione della Scuola di Formazione per il Bene Comune svoltasi nei giorni scorsi a Catania, presso il prestigioso Palazzo Platamone, ha acceso i riflettori su un tema cruciale per il futuro dei giovani: le soft skills, ovvero le competenze trasversali, indispensabili per affrontare con consapevolezza le sfide del mercato del lavoro e della cittadinanza attiva.
Questo primo incontro ha sancito la prosecuzione di un percorso che, sin dalla sua fondazione, pone al centro la creazione di una leadership competente, responsabile e fortemente radicata ai valori civici.
Origini e filosofia della Scuola di Formazione per il Bene Comune
La Scuola di Formazione per il Bene Comune nasce con un obiettivo chiaro e ambizioso: formare una classe dirigente del futuro capace di coniugare competenza, etica e azione sociale. Non si tratta quindi soltanto di trasmettere nozioni, ma di costruire personalità forti, responsabili e dotate di un senso del dovere verso la collettività.
Attraverso una didattica innovativa e inclusiva, la scuola mira ad educare all’importanza delle competenze trasversali, offrendo strumenti teorici e pratici che permettano agli studenti di internalizzare valori civici e sviluppare una coscienza critica. L’auspicio è quello di alimentare una leadership giovane, vigile e in grado di incidere positivamente nel tessuto sociale.
Soft skills: cosa sono e perché sono determinanti oggi
Le soft skills o competenze trasversali rappresentano quell’insieme di capacità relazionali, comunicative, organizzative e di problem solving che, secondo autorevoli studi internazionali e ministeriali, sono oggi fondamentali per la piena realizzazione personale e professionale.
Tra queste competenze rientrano:
- Lavoro di squadra
- Leadership
- Comunicazione efficace
- Capacità di ascolto
- Empatia
- Adattabilità
- Pensiero critico
- Gestione dello stress
In un contesto lavorativo moderno, in cui i cambiamenti sono rapidi e le sfide globali, tali doti sono sempre più richieste sia dalle aziende sia dai comparti pubblici. Le professioni del futuro tenderanno spesso a privilegiare chi, oltre a una solida preparazione tecnica, saprà dimostrare una padronanza di queste skill trasversali.
La settima edizione della scuola: focus sulle competenze trasversali
La prima lezione della VII edizione della scuola, dedicata proprio alle soft skills e alle competenze trasversali, ha rappresentato un momento di confronto intenso e partecipato. Gli studenti presenti a Palazzo Platamone si sono confrontati con esperti provenienti dal mondo dell’istruzione, dell’impresa e dell’amministrazione pubblica, costruendo un dialogo diretto tra chi si forma e chi, ogni giorno, vive le sfide della leadership.
Durante l’incontro, sono stati approfonditi
- Il ruolo delle competenze trasversali nella selezione del personale
- L’importanza di una formazione continua e di un atteggiamento proattivo
- Gli strumenti e i percorsi per sviluppare abilità relazionali e risolutive
Uno degli elementi centrali del confronto è stato il collegamento tra formazione e lavoro: costruire il proprio futuro richiede oggi la capacità di riconoscere il valore delle soft skills, come chiave di accesso non solo alle professioni tradizionali ma anche a quelle emergenti e innovative.
I protagonisti dell’incontro inaugurale
La sessione inaugurale ha visto la partecipazione di figure di rilievo nel panorama locale e nazionale:
- Domiziana Manuela Murabito, Unit Manager di Randstad Italia, ha condiviso la prospettiva di una delle principali agenzie di collocamento sull’importanza delle competenze trasversali nella selezione dei talenti.
- Agata Gueli, dirigente del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha sostenuto la necessità di integrare le soft skills nei curricoli scolastici, favorendo un’educazione completa che preveda non solo conoscenze, ma anche abilità relazionali e civiche.
- Monica Luca, presidente di Confindustria Catania e direttore didattico di Metaconsulting, ha sottolineato la centralità del dialogo tra scuola e impresa nella formazione di giovani leader.
- Giuseppe Cicala, docente e promotore della scuola, ha invitato gli studenti a essere non semplici spettatori, ma protagonisti consapevoli del proprio futuro, sviluppando un sano spirito critico e una forte motivazione.
- Antonio La Ferrara, docente e organizzatore, si è soffermato sulla gratuità dell’iniziativa, elemento fondamentale per garantire accesso e inclusione a tutti i giovani motivati.
L’importanza della formazione gratuita e accessibile
Uno degli aspetti che maggiormente qualificano la Scuola di Formazione per il Bene Comune è la totale gratuità delle lezioni. Come sottolineato da Antonio La Ferrara, la formazione deve essere un diritto e non un privilegio:
- Ogni lezione si svolge senza costi di iscrizione, aprendo le porte a tutti gli studenti di Catania e della provincia.
- Le risorse vengono impiegate per garantire qualità didattica e coinvolgimento di esperti di settore.
- Si creano così le condizioni per una maggiore inclusività e per favorire l’emergere di talenti, anche tra chi non potrebbe altrimenti permettersi esperienze formative extra-curriculari.
L’accessibilità rappresenta, inoltre, un valore aggiunto per la città di Catania, che si conferma incubatore di esperienze innovative e solidali in ambito educativo.
Valori civici e costruzione di una nuova classe dirigente
Al centro del modello proposto dalla scuola si trovano i valori civici: senso di responsabilità, partecipazione attiva, rispetto delle regole e del bene collettivo. Questi ingredienti sono considerati imprescindibili per una leadership autentica e realmente orientata al miglioramento della società.
In ogni ciclo di lezioni, viene sempre rimarcato quanto sia importante coniugare competenze tecniche e doti morali, così da formare cittadini che sappiano agire con onestà, trasparenza e lungimiranza. Solo così si potrà costruire una classe dirigente davvero capace di guidare il cambiamento.
Testimonianze dal mondo del lavoro e delle istituzioni
Uno degli elementi distintivi della scuola è la presenza, tra i docenti e relatori, di figure che ogni giorno operano sia nel pubblico che nel privato. Questo garantisce agli studenti:
- Un confronto diretto con le esigenze reali del mondo del lavoro
- L’opportunità di comprendere dai protagonisti come le soft skills incidano nelle carriere e nella crescita personale
- Un dialogo continuo tra formazione scolastica e richieste delle imprese
Il coinvolgimento di aziende di primo piano, come Randstad Italia, e di organismi rappresentativi come Confindustria Catania, permette ai giovani di costruire una rete di contatti e di allargare i propri orizzonti rispetto ai percorsi post-diploma e universitari.
Educazione, soft skills e futuro: una sinergia necessaria
Come emerso dall’incontro, educazione e soft skills rappresentano oggi una sinergia imprescindibile. La scuola, infatti, deve essere non solo luogo di trasmissione del sapere, ma anche palestra di vita, dove coltivare capacità trasversali che permetteranno ai giovani di inserirsi con successo in un mondo complesso.
Le linee guida più recenti del Ministero dell’Istruzione e le raccomandazioni delle principali organizzazioni internazionali (OCSE, UNESCO) convergono su questo punto: potenziare le competenze non cognitive rappresenta un investimento strategico per il capitale umano territoriale e nazionale.
Ne consegue che iniziative come la Scuola di Formazione per il Bene Comune, con il suo focus su educazione, competenze soft e valori civici, assumono una rilevanza decisiva nella sfida della modernizzazione della didattica italiana.
Impatti concreti sulle nuove generazioni catanesi
Gli effetti positivi della formazione erogata dalla scuola sono già visibili tra gli studenti e nella società catanese:
- Maggiore consapevolezza dei propri punti di forza e delle aree di miglioramento
- Crescita della fiducia in sé stessi e delle capacità comunicative
- Stimolo alla partecipazione a iniziative pubbliche, associazionismo e volontariato
- Incremento delle opportunità lavorative grazie allo sviluppo di competenze trasversali apprezzate dalle imprese
Le testimonianze raccolte negli anni parlano di una generazione più attenta al bene comune e desiderosa di rendersi protagonista del cambiamento nella propria città e nel Paese.
Conclusioni: verso una leadership responsabile per il futuro
L’edizione appena inaugurata della Scuola di Formazione per il Bene Comune rappresenta una pietra miliare nel percorso di formazione delle giovani leve di Catania, che grazie a lezioni gratuite, testimonianze autorevoli e un modello orientato ai valori civici, potranno costruire un futuro dove competenza, responsabilità e solidarietà camminano insieme.
La strada tracciata dal percorso di educazione alle soft skills e alle competenze trasversali è ormai riconosciuta come decisiva per ogni giovane che intenda diventare leader, sia nell’ambito professionale che in quello sociale e istituzionale.
Resta ancora molto da fare, ma il successo e la partecipazione crescente alla scuola dimostrano che le nuove generazioni sono pronte a raccogliere la sfida, a patto che la società e le istituzioni continuino a scommettere sull’accesso universale e sulla qualità della formazione.
Iniziative come questa rappresentano un modello virtuoso, replicabile su scala nazionale, per promuovere una leadership giovanile consapevole, preparata e soprattutto al servizio del bene comune, vero motore di ogni progresso duraturo.