Nel dibattito odierno sul progresso sociale ed economico, la riflessione di Giorgio Vittadini mette in luce un principio essenziale: senza comunità, non può esserci sviluppo autentico. In un mondo sempre più frammentato, segnato da individualismo e disuguaglianze crescenti, la sussidiarietà emerge come una possibile chiave di volta per una crescita sostenibile ed equa.
La sussidiarietà, principio cardine della dottrina sociale, afferma che le istituzioni superiori dovrebbero intervenire solo quando i livelli più vicini ai cittadini non sono in grado di rispondere ai bisogni della società. Questo significa valorizzare l'iniziativa dal basso, promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini nella costruzione del bene comune.
Tuttavia, negli ultimi decenni, il neoliberismo ha imposto una logica opposta, esaltando la competizione sfrenata e la riduzione del ruolo dello Stato senza però rafforzare le reti sociali. Il risultato è stato un aumento delle disparità economiche e della povertà, lasciando molti senza il supporto necessario per migliorare le proprie condizioni di vita. In questo contesto, il principio di sussidiarietà non è solo un concetto astratto, ma una strategia concreta per favorire un progresso condiviso.
Esempi virtuosi di sussidiarietà si riscontrano nelle realtà in cui la comunità si fa protagonista dello sviluppo locale, come nelle cooperative sociali, nei distretti industriali e nelle associazioni di volontariato. Quando le persone si organizzano per rispondere ai bisogni comuni, emergono soluzioni innovative e sostenibili, capaci di generare valore economico e sociale.
Affinché questo modello possa consolidarsi, è necessario un cambiamento di mentalità e di politiche. Le istituzioni devono incentivare e supportare le iniziative locali, evitando di soffocarle con burocrazia eccessiva e vincoli rigidi. Allo stesso tempo, le imprese e i cittadini devono riscoprire il valore della cooperazione e della responsabilità condivisa.
In un periodo storico in cui le crisi economiche e sociali mettono a dura prova la tenuta del tessuto comunitario, la sussidiarietà può rappresentare una via d'uscita. Non un ritorno al passato, ma un passo avanti verso un modello di sviluppo più umano e solidale. Perché senza comunità, come ricorda Vittadini, non ci sarà nessun progresso autentico e duraturo.