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Fiabe tradizionali sotto accusa: sono ancora adatte ai bambini? Il dibattito al convegno di Roma
Editoriali

Fiabe tradizionali sotto accusa: sono ancora adatte ai bambini? Il dibattito al convegno di Roma

Periodicamente il mondo dell'istruzione e della pedagogia si interroga sull'opportunità di leggere le fiabe classiche ai più piccoli. Tra stereotipi di genere e contenuti considerati crudi, il dibattito si riaccende a Roma, dall'11 al 13 febbraio 2026, con un importante convegno internazionale dedicato al valore e alla trasformazione della narrazione fiabesca.

Il ritorno delle fiabe: tra tradizione e nuove critiche

Le fiabe tradizionali sono da condannare o rappresentano ancora uno strumento educativo insostituibile? La questione non è nuova, ma oggi assume sfumature inedite a causa della crescente sensibilità verso temi come l’inclusività e la parità di genere. Spesso accusate di veicolare modelli superati – dalla principessa in attesa del salvatore al lupo cattivo come unica rappresentazione del "diverso" – le storie di un tempo finiscono periodicamente nel mirino della critica. Tuttavia, molti esperti sostengono che queste narrazioni possiedano una struttura simbolica fondamentale per aiutare i bambini a elaborare paure e conflitti interiori.

Un convegno internazionale per fare chiarezza

Proprio per analizzare queste dinamiche, Roma ha ospitato dall'11 al 13 febbraio 2026 il convegno internazionale "Fairy Tales in Slavic Countries. Reception – Production – Circulation". L’evento, che vede il coinvolgimento dell’Università Sapienza e dell’Istituto Polacco, si concentra in particolare sulle fiabe dei paesi slavi, ma offre lo spunto per una riflessione universale. Il focus non è solo sulla conservazione del folklore, ma sulle trasformazioni storiche, culturali e mediatiche che queste storie hanno subito nel corso dei secoli, adattandosi ai cambiamenti delle società che le raccontano.

Oltre gli stereotipi: l'approccio interdisciplinare

Il dibattito capitolino si distingue per un approccio multidisciplinare: non si parla solo di letteratura, ma anche di cinema, teatro, arti visive e media digitali. Gli studiosi presenti affrontano temi centrali come il rapporto tra narrazione e ideologia, le strategie di adattamento per il pubblico contemporaneo e le questioni di identità. L’obiettivo è capire come le fiabe possano evolvere senza perdere la loro forza ancestrale, integrando prospettive moderne che superino una lettura puramente folkloristica o, al contrario, eccessivamente censoria.

Eventi collaterali e cultura per tutti

L’iniziativa non rimane chiusa nelle aule accademiche, ma si apre alla città con eventi culturali di rilievo. Tra questi spicca l’inaugurazione della mostra "Hop, Hug, Hooray!" presso l'Istituto Polacco, dedicata alla nuova illustrazione per l'infanzia, e l'incontro serale "Real Vampires", che esplora il legame tra folklore e immaginario contemporaneo. Questi appuntamenti dimostrano come il mondo della fiaba sia vivo e capace di influenzare ancora oggi l'arte e la percezione della realtà, ben oltre i confini del libro della buonanotte.

Quale futuro per la narrazione nelle scuole?

In definitiva, il convegno di Roma suggerisce che la soluzione non risieda nella "condanna" o nella cancellazione delle fiabe classiche, quanto in una loro mediazione consapevole. Per i docenti e i genitori, la sfida è adottare un approccio critico che sappia contestualizzare il racconto, valorizzando il patrimonio culturale e simbolico della tradizione pur offrendo alle nuove generazioni chiavi di lettura aggiornate. La fiaba, dunque, non muore, ma si trasforma, confermandosi come uno dei pilastri fondamentali per l'educazione sentimentale e cognitiva dei bambini.

Pubblicato il: 20 febbraio 2026 alle ore 15:16

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

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