- I libri di Rodari, da collezione privata a risorsa per la scuola
- Il progetto di catalogazione e il ruolo del MUR
- Un lavoro a quattro mani con la famiglia Rodari
- Innovazione didattica a partire dai libri del maestro
- Perché questo catalogo conta davvero
- Domande frequenti
I libri di Rodari, da collezione privata a risorsa per la scuola
C'è un modo per entrare nella mente di uno scrittore che va oltre la lettura delle sue opere: sfogliare i libri che lui stesso leggeva, annotava, conservava. Da oggi, per Gianni Rodari, questo è possibile. È stato pubblicato il catalogo del fondo librario appartenuto al grande autore di Grammatica della fantasia, un volume che per la prima volta rende sistematicamente accessibile la biblioteca personale di Rodari a studiosi, insegnanti e operatori culturali.
Non si tratta di una semplice operazione archivistica. Il catalogo trasforma una collezione privata, custodita per decenni dalla famiglia, in un autentico patrimonio didattico, pensato per alimentare la ricerca educativa e offrire nuove chiavi di lettura sull'universo intellettuale dell'autore che ha rivoluzionato la letteratura per l'infanzia in Italia e nel mondo.
Il progetto di catalogazione e il ruolo del MUR
Il progetto nasce con il finanziamento del Ministero dell'Università e della Ricerca, a conferma di un interesse istituzionale crescente verso la valorizzazione dei fondi librari legati alle grandi figure della cultura italiana. La catalogazione libraria è stata curata da Ilaria Capanna e Pamela Giorgi, due studiose che hanno condotto un lavoro certosino di ricognizione, classificazione e contestualizzazione dei volumi.
Stando a quanto emerge dal progetto, questo catalogo rappresenta soltanto la prima tappa di un percorso più ampio, che punta a coniugare la conservazione del patrimonio culturale con l'innovazione didattica. L'obiettivo, dichiarato fin dall'impostazione del lavoro, è rendere i libri di Gianni Rodari non un feticcio da teca museale, ma uno strumento vivo, utilizzabile nelle scuole e nelle università.
Un'operazione, questa, che si inserisce in un momento di rinnovata attenzione verso il libro come veicolo educativo. Basti pensare a iniziative come la Campagna Nazionale #ioleggoperché 2025, che mira a donare volumi per arricchire le biblioteche scolastiche italiane: segnali diversi di una stessa consapevolezza.
Un lavoro a quattro mani con la famiglia Rodari
Un aspetto tutt'altro che secondario riguarda la collaborazione della famiglia Rodari, che ha aperto le porte della biblioteca domestica e ha accompagnato le curatrici nella ricostruzione del contesto in cui quei libri erano stati raccolti. Senza questa disponibilità, il catalogo sarebbe rimasto un elenco. Con il contributo degli eredi, diventa una mappa intellettuale.
La partecipazione familiare ha permesso di recuperare informazioni preziose: dediche, annotazioni a margine, volumi ricevuti in dono da altri autori, edizioni rare che documentano le relazioni culturali di Rodari con il panorama letterario del suo tempo. Dettagli che restituiscono non solo cosa leggesse, ma come leggesse.
Innovazione didattica a partire dai libri del maestro
Il volume curato da Capanna e Giorgi non si limita alla catalogazione pura. Come sottolineato dalle stesse curatrici, il fondo librario è pensato per diventare un laboratorio, una risorsa da cui partire per costruire percorsi di educazione alla letteratura per l'infanzia e alla creatività narrativa.
Questa impostazione riflette un orientamento che nel mondo della scuola italiana sta guadagnando terreno: l'idea che i fondi storici e le biblioteche d'autore possano funzionare come nuclei generativi di didattica innovativa. Non più solo conservazione, dunque, ma uso attivo del patrimonio culturale dentro le aule.
Per gli insegnanti della scuola primaria, in particolare, disporre di un catalogo ragionato dei libri che hanno nutrito l'immaginario di Rodari significa poter progettare attività didattiche con una profondità nuova. Quali autori lo influenzavano? Quali temi ricorrevano nella sua biblioteca? Quali edizioni sceglieva? Domande che adesso trovano risposta documentata.
Perché questo catalogo conta davvero
L'Italia possiede un patrimonio sterminato di fondi librari privati legati ai suoi scrittori, intellettuali, pedagogisti. Molti restano chiusi in cantine o dispersi tra eredi inconsapevoli del loro valore. Il fatto che il Ministero dell'Università e della Ricerca abbia finanziato un progetto dedicato al Rodari patrimonio culturale stabilisce un precedente significativo: lo Stato riconosce che la biblioteca di un autore non è un accessorio biografico, ma un bene pubblico potenziale.
Resta da vedere se questo primo passo porterà, come auspicato, a ulteriori fasi di digitalizzazione e messa a disposizione online del fondo. La questione resta aperta, ma la direzione è tracciata. E per una volta, il nome di Rodari non compare soltanto nelle antologie scolastiche o nelle commemorazioni di rito, ma al centro di un progetto che guarda al futuro della didattica italiana.