Sommario
- Cos’è il MAAM e dove si trova il museo abitato di Roma
- La nascita della comunità di Metropoliz
- Il progetto del Museo dell’Altro e dell’Altrove
- Il significato del nome MAAM
- Street art e oltre quattrocento opere di arte contemporanea
- Un museo in continua trasformazione
- Arte, periferie e diritto alla città
- Un museo unico nel panorama europeo
- Orari e informazioni per visitarlo
- Conclusione
Cos’è il MAAM e dove si trova il museo abitato di Roma
A Roma esiste un museo che non assomiglia a nessun altro. Non si trova in un palazzo storico né in uno spazio espositivo istituzionale, ma all’interno di un’ex fabbrica occupata nella periferia est della città. È il MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, uno dei progetti culturali indipendenti più particolari del panorama artistico contemporaneo.
Il museo si trova in via Prenestina 913, negli ex stabilimenti della storica azienda alimentare Fiorucci. Dopo la dismissione industriale, l’area è rimasta inutilizzata per diversi anni fino al 2009, quando è stata occupata e trasformata in uno spazio abitativo informale.
In questo contesto è nata Metropoliz, una comunità multiculturale in cui convivono famiglie provenienti da diversi Paesi. Proprio qui, nel 2012, prende forma il progetto del MAAM, un museo in cui arte contemporanea e vita quotidiana si intrecciano nello stesso spazio.
La nascita della comunità di Metropoliz
Metropoliz è stata spesso definita “la città meticcia”, proprio per la varietà di provenienze culturali delle persone che abitano lo spazio. L’ex fabbrica è diventata nel tempo non solo un luogo di residenza, ma anche un laboratorio sociale e culturale.
All’interno di questo contesto nasce l’idea di trasformare gli spazi industriali in un progetto artistico collettivo. L’obiettivo non era semplicemente creare una galleria d’arte, ma costruire un luogo capace di mettere in relazione arte, comunità e città.
Il museo diventa così parte della vita quotidiana degli abitanti, un elemento che distingue il MAAM da qualsiasi istituzione museale tradizionale.
Il progetto del Museo dell’Altro e dell’Altrove
Il progetto del MAAM nasce nel 2012 da un’idea dell’antropologo, artista e regista Giorgio de Finis, che ne è stato ideatore e curatore artistico.
Nello stesso anno de Finis, insieme al film maker Fabrizio Boni, realizza il documentario Space Metropoliz, dedicato alla storia dell’occupazione e al simbolico viaggio verso la luna immaginato dagli abitanti della struttura. Nel film, lo spazio e la luna diventano metafore di un territorio ancora da conquistare e della possibilità di costruire nuove forme di convivenza sociale.
Da questa esperienza prende forma l’idea di un museo completamente indipendente e autogestito, concepito come una grande opera collettiva in continua trasformazione.
Il significato del nome MAAM
Il nome MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove racconta molto della natura del progetto. Con il termine “Altro” si fa riferimento agli stessi abitanti di Metropoliz, persone provenienti da contesti culturali diversi che condividono lo stesso spazio urbano. “Altrove”, invece, richiama il valore delle differenze culturali e delle identità che convivono all’interno della comunità.
Secondo il suo ideatore Giorgio de Finis, il museo nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare questa diversità e trasformarla in una forma di produzione culturale. L’arte diventa così uno strumento per raccontare storie, esperienze e identità spesso marginali rispetto ai circuiti artistici tradizionali.
Street art e oltre quattrocento opere di arte contemporanea
Nel corso degli anni il MAAM è diventato uno dei più importanti spazi indipendenti di arte contemporanea a Roma.
Oggi il museo ospita oltre quattrocento opere, realizzate da artisti italiani e internazionali che hanno trasformato l’intero complesso industriale in una grande galleria d’arte diffusa.
Molte opere appartengono al mondo della street art, che ha trovato nelle pareti della fabbrica uno dei suoi luoghi di espressione più liberi nella capitale. Tra le prime opere realizzate negli spazi del museo c’è quella dell’artista Hitnes, realizzata nella sala delle vasche di scolo dell’ex stabilimento.
Tra gli artisti che hanno contribuito al progetto figurano nomi della scena urbana contemporanea come Alice Pasquini, Mr. Klevra, Guerrilla Spam, Diamond, Solo, Lucamaleonte, Nemo’s, Omino71, Gojo e Mr. Fijodor, insieme a molti altri artisti italiani e internazionali.
Sulla facciata dell’edificio si trovano alcune delle opere più riconoscibili. Tra queste il grande murale Piedad, realizzato nel 2013 dall’artista spagnolo Borondo, e il ritratto dell’attivista pakistana e premio Nobel Malala Yousafzai, dipinto dall’artista brasiliano Eduardo Kobra.
Tra gli interventi artistici più simbolici della struttura c’è anche l’installazione dell’artista Gian Maria Tosatti, un telescopio costruito con barili di petrolio che punta verso il cielo, richiamando l’immaginario del viaggio nello spazio raccontato nel progetto Space Metropoliz.
Un museo in continua trasformazione
A differenza dei musei tradizionali, il MAAM non è una collezione statica. Le opere non sono pensate per essere definitive, ma fanno parte di un processo artistico in continua evoluzione.
Nel corso degli anni nuovi artisti hanno continuato a intervenire sugli spazi della fabbrica, aggiungendo opere, modificando murales esistenti o realizzando installazioni temporanee. Questa dimensione dinamica rende il museo una sorta di grande opera collettiva in costante trasformazione.
Visitare il MAAM significa quindi entrare in un luogo che cambia nel tempo, dove arte contemporanea, storia del luogo e vita quotidiana si intrecciano continuamente.
Arte, periferie e diritto alla città
Il MAAM rappresenta anche un caso interessante nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra arte e spazio urbano.
Molti progetti culturali nascono nei centri storici o nei quartieri più turistici delle città, mentre il museo di Metropoliz si trova in una zona periferica e nasce all’interno di un contesto sociale complesso.
Per questo motivo il progetto è stato spesso studiato da sociologi, antropologi e ricercatori interessati al rapporto tra arte contemporanea, periferie urbane e diritto alla città.
Il museo dimostra come l’arte possa emergere anche in luoghi marginali, trasformando spazi industriali abbandonati in laboratori culturali e creativi.
Un museo unico nel panorama europeo
Nel corso degli anni il MAAM è diventato uno dei progetti culturali indipendenti più discussi e riconosciuti nel panorama artistico europeo.
Spesso citato come esempio di museo non istituzionale, il progetto rappresenta un modello alternativo di produzione culturale in cui arte, comunità e spazio urbano entrano in relazione.
La particolarità del museo è che le opere non sono separate dalla vita quotidiana, ma convivono con la storia e le esperienze delle persone che abitano l’edificio.
Orari e informazioni per visitarlo
Il MAAM non è un museo tradizionale con apertura quotidiana. Le visite sono generalmente possibili nei fine settimana o in occasione di eventi e visite guidate organizzate.
Indicativamente:
• sabato e domenica• dalle 10:00 alle 18:00• ingresso gratuito o con contributo volontario
Prima della visita è consigliabile verificare eventuali aggiornamenti attraverso i canali ufficiali o le pagine social del progetto.
Il museo si trova in Via Prenestina 913, Roma.
Conclusione
Il MAAM di Metropoliz rappresenta uno dei progetti culturali più singolari della capitale. Nato all’interno di una fabbrica occupata, il museo ha trasformato uno spazio industriale dismesso in una grande galleria di arte contemporanea.
Tra street art, installazioni e opere diffuse negli spazi dell’ex stabilimento, il museo abitato racconta una città diversa da quella dei circuiti museali tradizionali: una città fatta di periferie, trasformazioni urbane e creatività che nasce anche nei luoghi meno prevedibili.
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