{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Voto di condotta: regolamenti aggiornati ed elaborato critico in arrivo

Regolamenti di istituto, PTOF, convenzioni con il terzo settore ed elaborato critico: cosa cambia per scuole e docenti con la legge 150/2024.

Il rientro in classe 2026 porta una novità operativa concreta per docenti e famiglie: le scuole italiane devono aggiornare i regolamenti di istituto per adeguarli alla riforma del voto di condotta. La Legge 1 ottobre 2024, n. 150 in Gazzetta Ufficiale ha rivoluzionato sanzioni disciplinari, valutazione del comportamento e conseguenze in aula. Sui banchi dei consigli di classe arriveranno per la prima volta gli elaborati critici su cittadinanza attiva e solidale, la misura più discussa della riforma insieme al peso rafforzato del voto in decimi già dalla secondaria di primo grado.

Regolamenti, PTOF e convenzioni: cosa devono aggiornare le scuole

Il primo compito ricade sui regolamenti di istituto. Ogni scuola deve adeguare il proprio testo alle nuove disposizioni sui procedimenti disciplinari, riscrivendo la parte sull'allontanamento dello studente prevista dal DPR 249/1998. Sopra i due giorni di sospensione scatta l'obbligo di attività di cittadinanza solidale presso enti del terzo settore convenzionati. L'elenco delle associazioni disponibili viene predisposto dagli Uffici scolastici regionali, che pubblicano ogni anno un avviso pubblico e tengono aggiornato il catalogo dei soggetti accreditati. Alle singole scuole spetta stipulare le convenzioni con le strutture ospitanti, aggiornare il PTOF e individuare le figure referenti all'interno del personale scolastico. Senza questi passaggi il consiglio di classe non ha una cornice giuridica solida per applicare la misura in caso di sanzioni gravi. Il timing è stretto: i regolamenti devono essere pronti per l'avvio delle lezioni, che nella maggior parte delle regioni cade tra il 10 e il 15 settembre 2026.

Cosa fa il consiglio di classe con il sei in condotta

Con la nuova disciplina il consiglio di classe è al centro del meccanismo di valutazione. Alla primaria la condotta resta un giudizio sintetico espresso collegialmente dai docenti; alla secondaria di primo grado torna il voto in decimi, e con meno di sei l'ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato è preclusa. Alla secondaria di secondo grado la scala è più severa: un cinque nel voto di condotta equivale a bocciatura automatica, indipendentemente dalle altre materie. In caso di sei, il consiglio sospende il giudizio e assegna un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale, che lo studente deve consegnare prima dell'inizio dell'anno scolastico successivo. Se manca la consegna o la valutazione è insufficiente, la promozione salta. All'ultimo anno l'elaborato entra nel colloquio dell'esame di Maturità, e senza sufficienza in comportamento la prova non si sostiene. Il voto pesa anche sui crediti: per accedere alla fascia più alta serve almeno un nove. Come mostrano i primi casi concreti applicati agli studenti nelle scuole italiane, il meccanismo si sta già misurando con la realtà delle classi.

Aggressioni in calo, primi scrutini in arrivo

La riforma nasce anche dai casi di violenza contro il personale scolastico. Il Ministero ha contato 71 episodi nell'anno scolastico 2023/2024, scesi a 51 nel 2024/2025. Nei primi quattro mesi dell'anno scolastico 2025/2026 il MIM ha registrato 4 aggressioni contro le 21 dello stesso periodo dell'anno precedente, un calo dell'80% che il ministro attribuisce al nuovo quadro sanzionatorio. Il vero test però saranno gli scrutini di giugno 2026: emergerà quanti studenti riceveranno il sei con obbligo di elaborato critico e quanti saranno bocciati per voto di condotta insufficiente. Nell'ultima fotografia disponibile del MIM sull'anno scolastico 2024/2025, ancora senza gli effetti pieni della riforma, le bocciature nella secondaria di secondo grado erano al 5,6% e la sospensione del giudizio al 17,8%, in leggera crescita rispetto al 16,9% dell'anno precedente. Sul clima delle classi al rientro pesano anche fattori extra-scolastici: sul benessere degli studenti al ritorno tra i banchi l'Istituto superiore di sanità ha pubblicato dieci mosse per gestire il back-to-school blues.

Entro l'avvio delle lezioni ogni istituto deve avere regolamento aggiornato, PTOF integrato ed elenco dei referenti pubblicato. Senza questi tre passaggi un eventuale ricorso contro una bocciatura per condotta rischia di trovare ascolto in tribunale, anche se il TAR può confermare la decisione della scuola quando il procedimento è regolare.

Pubblicato il: 9 settembre 2026 alle ore 13:50