Il 30 novembre 2026 si chiude la fase di monitoraggio sulla trasparenza amministrativa delle 7.600 istituzioni scolastiche principali italiane (7.473 scuole statali più 127 CPIA, dato MIM 2024/2025), prevista dalla delibera ANAC n. 168 del 15 aprile 2026. Non è la data in cui si inizia qualcosa: è l'ultima finestra utile per cancellare le criticità già fotografate dai Revisori dei conti il 15 giugno.
Perché il 30 novembre non è una data qualsiasi
La delibera scandisce quattro tappe. Il 15 giugno 2026 l'OIV, che nelle scuole coincide con il Collegio dei revisori dei conti, ha rilevato lo stato della sezione Amministrazione trasparente di ogni istituto. Entro il 30 luglio 2026 il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) ha pubblicato attestazione e scheda di verifica. Dal 31 luglio al 30 novembre si apre la fase di monitoraggio, attivata solo se la fotografia iniziale aveva segnalato criticità. Entro il 15 gennaio 2027 l'OIV deve pubblicare la scheda finale e, se le omissioni restano, l'elenco dettagliato delle inadempienze.
I controlli non riguardano un elenco astratto: toccano pagamenti, bandi di gara, contratti pubblici, incarichi di consulenza, dati del personale. Per ogni contratto va pubblicato il link alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Dati pubblicati in formato sbagliato, incompleti o non aggiornati valgono come inadempimento tanto quanto i dati assenti.
123 giorni di finestra, poi l'elenco pubblico
Tra il 30 luglio e il 30 novembre passano esattamente 123 giorni. È il tempo che il Decreto legislativo 33/2013 - Normattiva concede, tramite la Delibera ANAC n. 168 del 15 aprile 2026, per correggere ciò che il Collegio dei revisori ha segnalato a metà anno. Il 1° dicembre la finestra si chiude e il contatore passa all'OIV: se le lacune restano, va redatto l'elenco delle omissioni, pubblicato online entro il 15 gennaio.
L'elenco non è un documento interno. Resta nella sezione Amministrazione trasparente dell'istituzione scolastica e nei dati trasmessi all'ANAC, consultabile dai cittadini. Il mancato assolvimento degli obblighi incide sulla responsabilità dirigenziale, sulla valutazione della performance e sulla retribuzione di risultato del dirigente scolastico. Nei casi più gravi, l'OIV trasmette la segnalazione anche all'Ufficio Procedimenti Disciplinari, per aprire un procedimento sul singolo dirigente.
A stringere il quadro, nel 2026 l'ANAC può esercitare la vigilanza d'ufficio con potere ispettivo diretto e attivare il controllo documentale della Guardia di Finanza. Il 30 novembre è il momento in cui si decide se la scuola finisce nel radar o resta fuori.
Cosa deve fare un dirigente scolastico adesso
Il primo passo è recuperare la scheda di verifica pubblicata il 30 luglio. Lì sono elencate, sottosezione per sottosezione, le criticità rilevate dal Collegio dei revisori: dati assenti, formato non conforme agli schemi ANAC, aggiornamento scaduto, link rotti verso le banche dati. Ogni voce va chiusa prima del 30 novembre, con il DSGA come riferimento operativo per la pubblicazione effettiva nella sezione Amministrazione trasparente.
La scadenza arriva nello stesso periodo in cui i dirigenti stanno gestendo altre partite aperte, dalle novità della manovra 2026 per la scuola alla rendicontazione dei progetti autorizzati nei bandi PNRR per la scuola digitale. I contratti PNRR, con i loro CIG e i pagamenti, sono fra le voci più presidiate dai controlli: trascurarli il 30 novembre significa aprire il fascicolo da due direzioni, quella finanziaria e quella della trasparenza.
Chi arriva al 1° dicembre con le criticità ancora aperte non perde solo la propria valutazione: alimenta il patrimonio pubblico di dati su cui si misura la fiducia delle famiglie verso l'istituzione scolastica, quella fiducia che il rapporto CISF 2026 fotografa in continuo movimento. L'elenco delle omissioni che apparirà a gennaio 2027 resterà online per anni.