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Tagli scuola 2027: 6.974 posti su 969mila e il rapporto UE più basso

La manovra 2027 taglia 6.974 posti ma l'Italia ha 9,4 alunni per docente, terzo valore più basso UE: cosa cambia davvero per scuole e famiglie.

La manovra 2027 cancella 6.974 posti nella scuola statale dal settembre 2027: 4.925 cattedre e 2.049 tra personale ATA. La riduzione copre lo 0,72% dei 969mila docenti statali in servizio nel 2024 e vale 83,9 milioni di euro il primo anno, quasi 252 dal 2028.

La misura in cifre e le reazioni

L'intervento è contenuto nell'articolo 66 del disegno di legge di Bilancio e dovrà passare l'esame del Parlamento: non si tratta ancora di una disposizione definitiva, come confermato dalla ricostruzione dell'ANSA. La decorrenza indicata è l'anno scolastico 2027/2028 e tocca due componenti essenziali del funzionamento degli istituti: gli insegnanti e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, quest'ultimo impegnato nelle segreterie, nei laboratori e nei servizi di vigilanza.

Il segretario generale della UIL PierPaolo Bombardieri e il segretario della UIL Scuola Giuseppe D'Aprile hanno chiesto di cancellare la misura: «La denatalità non può diventare un pretesto per ridurre il personale». La UIL stima inoltre che, sommando le riduzioni già disposte negli anni precedenti, il totale cumulato arriverebbe a 14.808 posti tagliati in tre anni scolastici. Anche PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra contestano la scelta nel dibattito parlamentare.

Il rapporto alunni-docenti italiano resta tra i più bassi d'Europa

Il taglio pesa meno della percezione comune se letto sul perimetro reale dell'organico. Tra l'anno scolastico 2015/2016 e il 2024/2025 gli insegnanti nelle scuole statali sono passati da 834mila a 969mila, con una crescita del 16%; nello stesso periodo gli iscritti sono scesi da 7,7 a 6,9 milioni, in calo del 10%. L'aumento è stato trainato interamente da precari e insegnanti di sostegno, come documenta l'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica.

Il risultato è un rapporto nella didattica ordinaria sceso a 9,4-9,8 alunni per docente a seconda del grado di istruzione. Nel rapporto OCSE Education at a Glance 2026 - scheda Italia l'organizzazione colloca l'Italia tra i tre Paesi con il rapporto studenti/insegnanti più basso nella scuola primaria su 23 analizzati: la media europea si attesta a 12,1 alunni per docente, quella OCSE a 15. Anche la dimensione delle classi è contenuta: 18 alunni nella primaria contro i 21 della media OCSE, 20 nella secondaria di primo grado contro 23.

L'OCSE segnala due dati che rendono la discussione più stretta. Il primo è una proiezione di calo del 18% dei ragazzi tra 5 e 14 anni entro il 2033: senza riduzioni di organico, il rapporto nella didattica ordinaria scenderebbe a 7,3-8,2 alunni per docente. Il secondo è la spesa pubblica per l'istruzione pre-terziaria, scesa dal 2,8 al 2,7% del PIL tra 2015 e 2023, contro il 3,1% della media OCSE. I 252 milioni di risparmio annuo a regime valgono meno dello 0,5% della spesa statale per la scuola pre-universitaria.

Cosa cambia per scuole, docenti e famiglie

I 6.974 posti sono dotazioni organiche: non equivalgono ad altrettanti licenziamenti né dicono quante assunzioni o supplenze verranno meno. L'impatto reale dipenderà dai criteri di distribuzione territoriale. Le aree con denatalità più marcata, come il Sud e le aree interne, rischiano di perdere più personale a parità di dotazione: nelle Marche la primaria ha già registrato un calo del 6,41% di iscritti nel 2026/2027, in Puglia circa 12mila studenti in meno in un solo anno scolastico.

Il tema si incrocia con le altre voci della stessa legge di bilancio. La bozza conferma 20 milioni per il buono scuola alle paritarie e introduce quattro altre misure sulla scuola, tra supplenze brevi e detassazione dei compensi accessori. Nel frattempo è operativa la polizza sanitaria gratuita per 1,2 milioni di dipendenti scolastici, finanziata dal Ministero con un contratto quadriennale da 320 milioni.

Per docenti e aspiranti insegnanti il nodo pratico è un altro: quante cattedre resteranno disponibili nei concorsi 2027/2028 e in quali territori. Per le famiglie il punto è la capacità degli istituti di garantire didattica personalizzata e servizi quotidiani, specie dove la crescita dell'organico era servita a tenere aperti plessi piccoli e pluriclassi.

Il percorso parlamentare dirà entro fine dicembre se la riduzione resterà intatta o verrà ridimensionata. Il dato da seguire è la ripartizione regionale che accompagnerà la norma: lì si capirà se il taglio inciderà sulle supplenze brevi, sulla quota di sostegno o sulla rete scolastica delle aree interne.

Pubblicato il: 1 novembre 2026 alle ore 19:40