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Studenti rimandati a casa a Firenze: la carenza di collaboratori scolastici

A Firenze una scuola media chiude all'improvviso per mancanza di ATA: dal 2026/27 il taglio ministeriale di 2.174 bidelli peggiorera' il quadro.

Il 2 giugno 2026 i ragazzi di una scuola media di Firenze hanno trovato i cancelli chiusi e sono stati rimandati a casa senza che le famiglie ne sapessero nulla. La causa: l'assenza dei collaboratori scolastici, senza i quali la dirigenza ha ritenuto impossibile aprire in sicurezza.

Cosa e' successo a Firenze il 2 giugno

L'istituto aveva chiuso per martedi' grasso ma aveva scelto formalmente di restare aperto per la Festa della Repubblica. Quando pero' il personale ATA in servizio si e' rivelato insufficiente, la dirigenza ha rinunciato all'apertura. Molti, tra famiglie e docenti, hanno parlato di un ponte non ufficiale mascherato da emergenza organizzativa.

Il punto piu' contestato dalle famiglie non e' la chiusura ma la totale assenza di comunicazione. Nessun avviso sul registro elettronico, nessuna telefonata. I protocolli interni prevedono che i genitori siano avvisati e diano il consenso prima che il figlio rientri da solo. Alcuni hanno chiamato i carabinieri, altri si sono recati all'ufficio scolastico ricevendo l'indicazione di rivolgersi solo alla scuola.

Solo nel tardo mattino il dirigente ha risposto via PEC: erano in corso "tutte le verifiche necessarie" e la risposta sarebbe arrivata "non appena il quadro fosse stato chiaro". Un rappresentante del consiglio d'istituto ha parlato di interruzione di servizio pubblico e violazione del diritto allo studio sancito dall'articolo 34 della Costituzione.

Il taglio strutturale: 2.174 posti in meno dal 2026/27

L'episodio fiorentino fotografa un sistema in tensione strutturale. Il Decreto interministeriale 211 del 3 novembre 2025 sull'organico ATA applica la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 828) e ridisegna i parametri di calcolo. Il risultato concreto: la dotazione organica complessiva ATA passa da 196.477 a 194.303 posti nel prossimo anno scolastico.

Le 2.174 unita' in meno colpiscono esclusivamente il profilo dei collaboratori scolastici delle scuole secondarie di secondo grado, mentre i 46.822 assistenti amministrativi, i 17.190 assistenti tecnici e gli altri profili restano invariati. I bidelli totali si fermano a 128.969 posti, redistribuiti per regione in base a popolazione studentesca e variazione degli alunni con disabilita' certificata.

Il calcolo regionale segue la dinamica demografica: la popolazione scolastica decresce a livello nazionale, ma con differenze sensibili tra territori. Le scuole interessate da processi di dimensionamento mantengono lo stesso organico assegnato per il 2025/2026, una clausola di salvaguardia che limita i contraccolpi sui singoli istituti accorpati ma non altera il saldo nazionale negativo per il profilo dei bidelli.

Vigilanza, supplenze e il vincolo dei 7 giorni

Il dirigente scolastico e' obbligato per legge a predisporre misure organizzative idonee alla vigilanza degli alunni (art. 25 D.Lgs. 165/2001). Se il personale in servizio non garantisce condizioni minime di sicurezza, l'apertura non e' giuridicamente possibile e la chiusura diventa un atto dovuto, non una scelta discrezionale.

La normativa sulle supplenze pero' lega le mani ai presidi: per il profilo di collaboratore scolastico non si possono conferire supplenze brevi nei primi 7 giorni di assenza, salvo delibera motivata del dirigente. Una scuola con organico minimo e due assenze contemporanee resta scoperta. Quando alle assenze si somma il vincolo di spesa imposto dal Ministero, la prima vittima diventa l'apertura stessa.

Episodi come il crollo di calcinacci in classe che ha costretto i genitori a portare via i figli confermano che la sicurezza in edifici fragili dipende anche dalla presenza fisica di chi apre, chiude e sorveglia ogni piano. Toglierne 2.174 alle superiori significa moltiplicare le situazioni di rischio gia' dal primo giorno utile, soprattutto negli istituti tecnici e professionali con laboratori distribuiti su piu' edifici.

Le famiglie fiorentine chiedono adesso spiegazioni formali e garanzie che non accada di nuovo. A settembre la prima campanella delle superiori suonera' con oltre 2.000 sedi che dovranno organizzare turni di vigilanza con un bidello in meno rispetto a oggi. Senza una revisione del vincolo di spesa o un piano straordinario di assunzioni, ogni istituto decidera' caso per caso se rispondere a un'assenza con una chiusura, una riduzione d'orario o una nota sul registro per richiamare in classe meno alunni.

Pubblicato il: 4 giugno 2026 alle ore 07:43