Per la prima volta a Milano i posti vacanti di sostegno superano quelli su posto comune nella scuola primaria. I dati UIL Scuola sull'organico 2026/2027 fotografano 1.379 cattedre di sostegno scoperte contro 1.165 maestri da nominare, un'inversione che racconta come la provincia più popolosa del Paese stia esaurendo la propria capacità di coprire il fabbisogno con docenti specializzati.
Milano davanti a tutte le province lombarde
Sul sostegno alla primaria il capoluogo regionale stacca nettamente le altre province lombarde: dopo Milano, Bergamo si ferma a 327 posti, Como a 300, Monza e Brianza a 286, Brescia a 274 e Varese a 232. A scala regionale la UIL conta 3.730 cattedre vacanti di sostegno nella sola primaria, e Milano da sola pesa per circa il 37%.
Anche sul posto comune la provincia milanese mantiene il primato, con 1.165 cattedre libere contro le 242 di Varese, 224 di Como e 183 di Monza e Brianza. Sulla scuola dell'infanzia la Lombardia chiude con 526 posti comuni e 135 di sostegno, distribuiti soprattutto fra Milano (229 e 52), Pavia (83) e Mantova (70). Le nomine sulla primaria dipenderanno anche dagli esiti del concorso PNRR2 per infanzia e primaria, che ha appena chiuso una fase di scorrimento.
Sostegno cresce ma al Nord un docente su tre è senza specializzazione
Il problema non riguarda solo la quantità di cattedre. Secondo la rilevazione ISTAT sull'inclusione scolastica 2024/2025, in Italia il 22% dei docenti di sostegno è privo di specializzazione, circa 57mila persone su un totale di 261mila. Al Nord la quota sale al 32%, contro l'11% del Mezzogiorno, una forbice territoriale che si ripete da quattro anni e che colpisce proprio le regioni con il fabbisogno più alto.
Gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono 377mila, il 4,8% degli iscritti e in crescita del 5% in un solo anno. Negli ultimi dieci anni il loro numero è quasi raddoppiato. Tradotto sulla provincia di Milano significa che la copertura dei 1.379 posti di sostegno alla primaria difficilmente passerà tutta da insegnanti formati con il TFA: la cattedra resta scoperta nelle nomine in ruolo, va in supplenza annuale e finisce spesso a docenti privi di titolo, con turnover frequenti che pesano sulla continuità didattica per le famiglie. La revisione della formazione iniziale dei docenti approvata in sede di milleproroghe interviene sulla cornice generale ma non sui numeri della specializzazione.
Il TFA XI ciclo: 6.903 posti solo per la Lombardia
Per rispondere alla domanda il MUR ha avviato l'XI ciclo del TFA sostegno con 30.241 posti nazionali: la Lombardia ne riceve 6.903, la quota più alta d'Italia. Sono 4.801 destinati alla primaria, 975 all'infanzia e 1.127 alla secondaria di primo grado. La secondaria di secondo grado è esclusa dal ciclo, una novità rispetto al passato che resta difficile da spiegare in una regione con 71 posti vacanti in A041 informatica solo a Milano, più 54 a Bergamo, 50 a Brescia, 41 a Varese e 24 a Cremona.
I percorsi di specializzazione sul sostegno del MIM indicano che i corsi attivati con il decreto-legge 71/2024 e con i decreti interministeriali 75 e 77 del 24 aprile 2025 si svolgono in modalità telematica con esami in presenza, e prevedono una corsia INDIRE riservata a chi ha già almeno tre anni di servizio sul sostegno nelle ultime otto annualità. Su questa stessa filiera tecnica si innesta poi la riforma degli istituti tecnici in vigore dal 2026/2027, che sta ridisegnando i quadri orari proprio sulle classi di concorso più scoperte come A040 elettrotecnica, con 46 posti a Milano, e B017 laboratori di meccanica.
Il decreto attuativo del TFA XI ciclo è atteso entro fine giugno 2026. Senza una copertura significativa dei 4.801 posti regionali per la primaria, anche l'anno scolastico 2027/2028 a Milano si aprirà con il sostegno in mano a supplenti privi del titolo di specializzazione.