Gli uffici scolastici provinciali stanno pubblicando le graduatorie ATA di seconda fascia per l'anno scolastico 2026/2027, elenchi ad esaurimento nati con il DM 75/2001 e integrati dal DM 35/2004. La pubblicazione arriva mentre il ministero autorizza solo 10.348 immissioni in ruolo su oltre 33.000 posti vacanti nel comparto.
Chi resta nella seconda fascia
Nella seconda fascia restano sette profili professionali: assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere, guardarobiere, collaboratore scolastico e operatore dei servizi agrari (ex addetto alle aziende agrarie). L'elenco è chiuso ai nuovi ingressi da oltre vent'anni: il DM 75 fissò la costituzione nel 2001, il DM 35 del marzo 2004 completò l'inserimento di chi aveva prestato servizio nei profili ministeriali. Chi è dentro può solo aggiornare le sedi scolastiche in cui chiede di essere convocato, presentando l'allegato A quando l'ufficio scolastico provinciale riapre la finestra, di norma ogni tre anni. L'accesso originario richiedeva almeno trenta giorni di servizio nel profilo, anche non continuativi. Le convocazioni dalla seconda fascia servono a coprire supplenze annuali fino al 31 agosto oppure incarichi fino al 30 giugno, e scattano quando la prima fascia provinciale, quella delle graduatorie ATA 24 mesi, risulta esaurita.
22.800 supplenze da coprire: dove entra la seconda fascia
Il decreto ministeriale n. 160 del 6 agosto 2025 autorizza 10.348 assunzioni ATA (di cui 824 per DSGA) a fronte di oltre 33.000 posti vacanti: meno del 32% del fabbisogno reale. Restano quindi circa 22.800 cattedre da assegnare in supplenza, ed è qui che l'ordine di scorrimento delle graduatorie diventa decisivo. Prima vengono chiamati gli iscritti alle graduatorie permanenti provinciali (prima fascia, ATA 24 mesi). Se la lista è esaurita si passa alla seconda fascia ad esaurimento, e solo dopo scattano le graduatorie di istituto di terza fascia. La seconda fascia è l'anello che protegge molti candidati storici dal salto diretto alla terza, dove il punteggio riparte dai titoli di ciascun istituto e le chiamate sono più frammentate. Il quadro varia però territorio per territorio: in alcune province gli elenchi risultano già esauriti e le nomine passano direttamente alla terza, in altre gli aspiranti superstiti restano prioritari finché almeno un nome resiste in lista. La differenza pratica per l'aspirante è netta: nella seconda fascia si ha diritto a convocazione dall'ufficio provinciale con supplenze annuali, nella terza si dipende dalla singola scuola e dal numero di istanze già assegnate.
Cosa cambia per chi è in graduatoria adesso
Per chi è già iscritto la partita si gioca sulle sedi. L'aggiornamento dell'allegato A determina in quali istituti l'aspirante viene contattato: una scelta poco selettiva significa restare fuori dalle convocazioni pur avendo un punteggio alto. È lo stesso meccanismo che regola la prima fascia dei 24 mesi, dove la scelta delle 30 sedi non basta senza una logica di priorità. Due i controlli utili ora: la data di pubblicazione della graduatoria definitiva sul sito dell'USP di provincia e il calendario delle convocazioni, che segue a stretto giro quello della prima fascia. La scadenza del 13 luglio 2026 per l'allegato G dei 24 mesi ha aperto la finestra operativa delle nomine, come illustrato nell'analisi su cosa succede dopo la scadenza e nella guida su come l'allegato G diventa una scelta strategica. La base normativa completa e l'elenco dei profili sono consultabili sul portale MIM dedicato alle graduatorie permanenti ATA.
Il paradosso è chiaro: la seconda fascia è formalmente moribonda dal 2004, ma continua a decidere migliaia di assunzioni temporanee ogni anno tra chi è rimasto in lista. Fino a quando l'ultima provincia non completerà lo svuotamento, chi è dentro ha diritto di precedenza sulla terza fascia e conviene farlo valere subito, verificando allegato A e turno di convocazione.