Alla fine degli scrutini 2024/2025 il 17,8% degli studenti delle scuole superiori italiane ha avuto la sospensione del giudizio, contro il 16,9% dell'anno precedente. Le bocciature scendono al 5,6%, ma il rinvio a settembre cresce per il secondo anno consecutivo.
Cosa dicono i numeri del 2024/2025
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato a inizio agosto 2025 gli esiti finali di tutta la scuola italiana. Nel primo ciclo il quadro resta stabile, con il 98,8% degli alunni ammessi alla classe successiva. Nella secondaria di secondo grado, invece, le promozioni dirette calano di mezzo punto, dal 77,1% al 76,6%, mentre il giudizio sospeso sale di quasi un punto.
La fotografia che emerge dai dati MIM sugli esiti finali dell'anno scolastico 2024/2025 mostra un sistema che sceglie il rinvio invece della bocciatura. Le non ammissioni alla classe successiva passano dal 6,0% al 5,6%, ma una quota crescente di studenti viene rimandata a settembre con il giudizio congelato. Il fenomeno non e' omogeneo e investe soprattutto la secondaria di secondo grado, con differenze sensibili tra licei, tecnici e professionali.
Tecnici al 22,8%, licei al 15,9%: il divario tra ordini di scuola
Il dato piu' rivelatore e' la distanza tra ordini di scuola. Negli istituti tecnici la sospensione del giudizio sale al 22,8% (era il 21,0% l'anno prima): in pratica uno studente su quattro va a settembre. Nei licei resta al 15,9% (da 15,4%), nei professionali si attesta su livelli intermedi. Sono quasi sette punti percentuali di differenza tra licei e tecnici, su un campione di scuole che applicano la stessa normativa nazionale.
Il DPR 122 del 22 giugno 2009 sulla valutazione all'articolo 1 stabilisce che la valutazione concorre con la sua finalita' formativa al miglioramento dei livelli di apprendimento e al successo educativo. Non e' la somma delle verifiche, non e' la media aritmetica dei decimali, non e' un atto contabile. Il giudizio in pagella spetta al consiglio di classe in modo collegiale, sulla base di un apprezzamento globale del percorso dello studente.
Quando il consiglio di classe si limita a calcolare medie aritmetiche, lo strumento didattico scivola su una logica di rendicontazione: ogni insufficienza non recuperata entro giugno diventa una sospensione. La media protegge dai conflitti tra docenti, ma sposta su agosto la responsabilita' formativa che la norma assegna al collegio. L'aumento al 22,8% nei tecnici, dove i quadri disciplinari sono piu' frammentati e specialistici, descrive bene questo automatismo: una valutazione fondata su pesi diversi e su osservazioni dei processi produrrebbe esiti differenti.
Cosa cambia con la riforma del 2025
Dall'anno scolastico 2025/2026 il quadro normativo si e' aggiornato con il DPR 135/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025. La novita' principale riguarda il voto di comportamento, che entra a pieno titolo nei criteri di ammissione: chi prende meno di 6 in condotta non viene ammesso, mentre con il 6 in pagella il consiglio di classe sospende il giudizio e lo studente deve presentare un elaborato critico di cittadinanza per essere promosso.
Per i docenti significa che la collegialita' del consiglio di classe torna al centro: la condotta non si calcola in media, si discute. Lo stesso principio investe la valutazione degli apprendimenti degli studenti con bisogni educativi specifici, come ha ricordato la sentenza del Consiglio di Stato sul diritto agli strumenti compensativi per DSA: la valutazione tiene conto della persona, non delle sole prove standardizzate. E la collegialita' del collegio docenti si costruisce anche fuori dall'aula, come mostra la crisi delle gite scolastiche per la fatica a trovare docenti accompagnatori, dove la responsabilita' condivisa e' messa alla prova.
La sessione di settembre dira' se il 17,8% di giudizi sospesi si convertira' in promozioni o nuove non ammissioni. Le scuole hanno fino all'avvio del nuovo anno per rivedere nel PTOF i criteri di valutazione e impedire che la media aritmetica resti il metodo di default, compresa la scelta di intitolare i propri istituti, come la scuola media di Portella di Mare dedicata a Sara Campanella, che racconta una comunita' educativa attenta alla persona prima che ai numeri.