La sospensione del giudizio nella scuola secondaria di secondo grado è salita al 17,8% nell'anno scolastico 2024/2025, contro il 16,9% dell'anno precedente. A pesare sono soprattutto gli istituti tecnici, dove i "rimandati" arrivano al 22,8%: più di uno studente su cinque dovrà colmare le carenze prima dell'inizio dell'anno successivo, secondo i dati ufficiali MIM sugli esiti degli scrutini 2024/2025.
Cosa significa sospendere il giudizio
Il Consiglio di classe sospende il giudizio quando ritiene che lo studente possa recuperare le insufficienze entro il termine dell'anno scolastico o comunque entro l'inizio del successivo. La decisione poggia su due pilastri normativi: l'articolo 4 del DPR 275/1999, che obbliga le scuole ad assicurare iniziative di recupero, e l'Ordinanza Ministeriale n. 92 del 5 novembre 2007 sul recupero delle carenze scolastiche, che colloca quelle stesse iniziative tra le componenti ordinarie del Piano Triennale dell'Offerta Formativa.
Nel primo ciclo la procedura è diversa: il Decreto Legislativo 62/2017 non prevede la sospensione, ma piani di recupero personalizzati per migliorare i livelli di apprendimento parzialmente raggiunti. La differenza non è formale. Nella secondaria di secondo grado la promozione di settembre dipende dall'esito delle prove integrative, mentre nel primo ciclo il recupero accompagna l'ammissione senza ridiscuterla.
Dove e in quali scuole si sospende di più
La media nazionale del 17,8% nasconde uno scarto enorme per filiera. Nei licei la quota di sospensioni si ferma al 15,9% e i non ammessi al 3,1%. Nei tecnici la sospensione sale al 22,8% e le bocciature all'8,1%: insieme i due indicatori dicono che il 30,9% degli studenti chiude l'anno senza una promozione piena. I professionali presentano la quota di bocciatura più alta (9,2%) ma sospensioni più contenute (14,4%), segno di scrutini con scelte nette tra promozione e non ammissione.
La mappa regionale aggiunge un ulteriore livello. In Valle d'Aosta la sospensione tocca il 26,1% e nei tecnici sale fino al 31,4%; in Sardegna è al 22,1%, in Liguria al 22,9%. All'opposto la Puglia si ferma al 10,1% e la Sicilia all'11,9%. Caso a sé il Trentino-Alto Adige: 0% di sospensioni e 93,2% di ammessi, perché il sistema locale ha sostituito il rimando estivo con prove di verifica integrative nell'anno successivo.
La crescita rispetto al 2023/2024 (+0,9 punti percentuali) si concentra nelle aree in cui il modello del recupero estivo viene rafforzato: i Consigli di classe scelgono sempre meno la bocciatura immediata, ridistribuendo lo studio su giugno, luglio e settembre.
Cosa devono fare i docenti dopo lo scrutinio
Dal momento della delibera di sospensione i docenti hanno tre obblighi concreti.
Comunicazione scritta alle famiglie. Carenze rilevate, competenze non raggiunte, nuclei disciplinari da consolidare e modalità di svolgimento delle attività di recupero vanno indicati con precisione, evitando formule generiche. Per gli studenti con DSA la comunicazione deve includere anche le misure compensative previste per le prove integrative, un diritto confermato dal Consiglio di Stato.
Organizzazione del recupero. Le modalità ammesse spaziano dai corsi per gruppi di studenti di classi parallele agli sportelli didattici, fino allo studio assistito; la durata di norma non è inferiore alle 15 ore per disciplina. La copertura dei corsi estivi va riassegnata in fretta, perché molti contratti di supplenza scadono il 30 giugno e la proroga delle supplenze dopo il 30 aprile ridefinisce ogni anno il bacino dei docenti disponibili.
Verifiche conclusive. Le prove sono obbligatorie anche per gli studenti le cui famiglie hanno comunicato di non avvalersi degli interventi didattici organizzati dalla scuola: la rinuncia ai corsi non esonera dalla verifica. Al termine il Consiglio di classe integra lo scrutinio finale. Con esito positivo lo studente è ammesso alla classe successiva, altrimenti non viene ammesso.
Con i "rimandati" sopra il 22% nei tecnici, le scuole devono già fissare il calendario delle prove integrative e individuare chi coprirà le 15 ore minime per disciplina, in una stagione in cui l'adesione dei docenti agli impegni extra è messa alla prova anche da tensioni emerse sull'accompagnamento degli studenti in gita. Le promozioni di settembre dipendono da come si organizzano oggi i corsi estivi.