Alla maturità 2026 solo il 5,3% dei maturandi ha scelto la poesia di Cesare Pavese "Passerò per Piazza di Spagna". È la traccia meno gettonata dell'intera prima prova, secondo l'indagine campionaria che il MIM ha diffuso il 18 giugno.
La classifica MIM della prima prova
Il ministero ha pubblicato le percentuali complete. In testa Mario Calabresi con "Alzarsi all'alba" (tipologia C, attualità) al 23,2%. Seguono il saggio di Frank Furedi sui confini (tipologia B) al 20,7% e l'articolo di Wenke Husmann sull'intelligenza artificiale generativa (tipologia C) al 19%. A pari merito al 12,7% ci sono il discorso di Saragat alla Costituente (tipologia B) e "I piaceri" di Brancati (tipologia A). Il brano di Piero Bianucci sulla divulgazione scientifica si ferma al 6,5%. Chiude la classifica la poesia di Pavese, unica poesia del Novecento in prima prova. Sommando le due tracce di tipologia A, l'analisi letteraria raccoglie complessivamente il 18% delle scelte. Fonte: Report MIM sulle scelte della prima prova 2026.
Un crollo triennale, non un incidente
Il dato del 5,3% va letto in serie storica. Nel 2024 la tipologia A era stata scelta complessivamente dal 24,2% dei maturandi, con Pirandello e Ungaretti fra gli autori proposti. Nel 2025 il debutto di Pier Paolo Pasolini all'esame con "Appendice I" ha raccolto il 7,4%, mentre il brano de "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa si è fermato al 2,3%: sommati, appena il 9,7%. Il minimo storico della tipologia letteraria, in un anno in cui la classe politica commentava con enfasi la scelta di due autori considerati ostici.
Il 2026 è un lieve rimbalzo grazie a Brancati, autore siciliano dal linguaggio narrativo più accessibile e già presente in molte antologie del quinto anno, ma la tipologia A resta oltre 6 punti sotto il 2024. In due anni l'analisi letteraria ha perso un quarto del suo peso alla prima prova. Il pattern è chiaro: quando il ministero propone poesia del Novecento italiano (Pasolini nel 2025, l'ultimo Pavese nel 2026), i maturandi la evitano. Non è una questione di gusto adolescenziale: nel 2025 il 62% degli studenti aveva dichiarato di non aver mai studiato in classe né Pasolini né Tomasi di Lampedusa. Un dato che spiega più del commento estetico sulla poesia scritta nel marzo 1950, pochi mesi prima della morte del poeta piemontese.
Nei licei la letteratura non è più prima scelta
La disaggregazione MIM per tipo di scuola aggiunge un dettaglio decisivo. Nei licei la traccia più scelta è quella di Wenke Husmann sull'AI generativa al 20,1%: il giornalismo scientifico batte l'analisi letteraria anche nel percorso dove la letteratura è nel DNA della formazione classica e scientifica. Nei tecnici il brano di Calabresi arriva al 30,9%, nei professionali al 37,6%: qui la tipologia C attualità stravince e la letteratura resta un'opzione residuale.
La lettura è che il 5,3% della tipologia poetica non è colpa dello studente. Le poche ore residue del quinto anno, tra crediti PCTO, prove INVALSI e simulazioni della seconda prova, si fermano spesso a Ungaretti e Montale. Autori come Luzi, Caproni, Sereni, Zanzotto restano fuori dal programma effettivamente svolto in aula, anche nei licei classici e scientifici.
Cosa cambia nelle Indicazioni
Le nuove Indicazioni nazionali per il secondo ciclo, in consultazione al MIM, prevedono di riservare il quinto anno di liceo alla letteratura post-unitaria. È la risposta ministeriale al problema. Senza monte ore protetto e senza formazione docenti mirata sugli autori del secondo Novecento, l'obiettivo resta però sulla carta. Il ministro Valditara ha più volte insistito su una scuola incentrata sulla persona che valorizzi i talenti individuali: applicato alla letteratura, significa aggiornare la parte più recente del canone, non ridurla ai primi decenni post-unitari.
Il primo segnale utile arriverà nel 2027. Se la tipologia A resterà sotto il 20% anche con un autore più familiare rispetto a Pavese, il problema non sarà più la scelta ministeriale delle tracce: sarà il curricolo effettivamente svolto nell'ultimo anno di liceo.