Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha rinnovato per il triennio 2026-2029 la convenzione con l'Opera Nazionale Montessori. Dal 2025/26 l'Italia è il primo paese al mondo ad aver ricondotto a ordinamento il metodo Montessori anche nella scuola secondaria di primo grado statale.
Cosa prevede la convenzione MIM-ONM
Il Decreto dipartimentale MIM n. 751 del 4 maggio 2026 regola l'istituzione dei percorsi a didattica differenziata Montessori nell'infanzia, nella primaria e nelle medie, l'assistenza tecnica dell'ONM alle scuole e la diffusione del pensiero della pedagogista. La sperimentazione della secondaria di primo grado è partita nel 2021 dall'Istituto Comprensivo Riccardo Massa di Milano; nel settembre 2024 un emendamento è stato votato all'unanimità dalla Camera, riconducendo il percorso ad ordinamento.
Sullo sfondo del rinnovo, un dibattito culturale. Un'analisi di Stefano Scippo, ricercatore dell'Università della Tuscia, pubblicata su Lavoce.info e ripresa dalle testate scolastiche, presenta il metodo Montessori come pratica di educazione alla pace, in opposizione al motto europeo "se vuoi la pace prepara la guerra". Il riferimento è al libro Educazione e Pace, pubblicato dalla pedagogista nel 1949, in cui la sicurezza collettiva non dipende solo dalle armi ma dalla capacità delle persone di convivere, collaborare e riconoscere l'altro.
Quante classi Montessori ci sono davvero nella scuola statale
Il dato meno raccontato riguarda proprio l'Italia. Una ricerca dell'Università Sapienza di Roma pubblicata su Studium Educationis ha mappato tutte le sezioni di scuola primaria a didattica differenziata Montessori riconosciute dagli Uffici Scolastici Regionali. Il conteggio riferito al 2021 si fermava a 107 classi quinte e 137 classi prime: 244 classi complessive sui due anni terminali e iniziali del ciclo.
Il paragone con la platea complessiva rende evidente la sproporzione. Secondo i dati del MIM, nell'anno scolastico 2024/25 gli alunni della scuola primaria statale italiana sono 2.170.746. Anche ipotizzando una crescita delle sezioni Montessori riconosciute rispetto al 2021 e assumendo una media di 22 alunni per classe, gli studenti che accedono al metodo attraverso il canale statale restano una piccola frazione, dell'ordine dello 0,3%. La ricerca segnala anche una notevole variabilità di applicazione rilevata in un'indagine su 329 insegnanti Montessori della primaria: il riconoscimento amministrativo non garantisce da solo la coerenza delle pratiche didattiche.
È il paradosso italiano. Il paese che ha dato i natali a Maria Montessori e che oggi si presenta come apripista mondiale per l'estensione alle medie ha meno bambini in classi Montessori statali riconosciute di quanti ne mappi il Montessori Census nelle sole scuole pubbliche degli Stati Uniti.
La sfida vera: formazione degli insegnanti e requisiti di sistema
Estendere il metodo non è un problema di materiali. L'allestimento didattico di un intero ciclo primario è stimato intorno ai 10 mila euro. Il collo di bottiglia è la formazione. L'ONM organizza corsi di differenziazione didattica autorizzati dal MIM: 500 ore per la scuola dell'infanzia, 550 ore per la primaria, 160 ore per la scuola secondaria di primo grado (attivi dal 2015). Chi consegue il diploma entra in graduatorie dedicate per supplenze e incarichi a tempo indeterminato.
I requisiti per attivare una classe Montessori alle medie sono stringenti. Il decreto 751/2026 chiede la presenza contemporanea di un ciclo primario Montessori completo, tempo prolungato con refezione scolastica, laboratori adeguati, quote di organico aggiuntive e almeno il 60% dei posti coperti da personale formato. Poche istituzioni hanno oggi tutti i requisiti insieme: le sezioni riconosciute restano concentrate in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Sicilia e Lazio. L'espansione dipenderà dalla capacità del Ministero di finanziare la specializzazione dei docenti e di coordinarla con le altre priorità di aggiornamento professionale, come il piano da 100 milioni per la formazione dei prof sull'intelligenza artificiale e la revisione delle Indicazioni nazionali nella bozza Valditara sulla sfida dell'autonomia.
Se il governo vuole presentare la pedagogia Montessori come modello di educazione alla pace, il passaggio successivo è pubblicare i dati aggiornati per regione: quante classi statali attive oggi, quanti docenti specializzati, quali istituti hanno i requisiti per attivare le medie. Senza numeri disaggregati, il primato annunciato resta un titolo di legge.